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storie. 30 mondi al confine tra il possibile e l’incredibile.
Cosa
ci aspetta oltre l’orizzonte della nostra quotidianità? Quali
segreti si nascondono tra le pieghe del tempo, negli abissi dello
spazio profondo o nelle crepe della mente umana? Questa antologia
raccoglie racconti che scandagliano il fantastico: dalla fantascienza
pura, fatta di navi stellari, intelligenze artificiali e civiltà
extraterrestri, fino a storie che sfiorano l’assurdo, il paradosso
e l’inquietudine percepita di fronte all’oscurità.
Un
viaggio attraverso futuri distopici, incontri ravvicinati,
speculazioni tecnologiche e enigmi esistenziali. Ogni storia è un
portale aperto sull’ignoto, un frammento di meraviglia e mistero
pensato per chiunque desideri spingersi un passo più in là del
mondo conosciuto. Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e
preparati a varcare la soglia della realtà.
Sono orgoglioso di avere due antologie e un racconto in un’antologia multiautore pubblicati da Edizioni Scudo. Sono orgoglioso perché so che le mie pubblicazioni sono in compagnia delle pubblicazioni di tanti bravi scrittori appassionati e esperti di fantascienza. Ormai conosco i miei limiti: non riesco a scrivere al di fuori del fantastico o della fantascienza. Non riuscirei mai a scrivere un giallo, un thriller o un romanzo storico. Non ci riesco perché non sono le mie passioni.
Non so se il pallino per il fantastico che ho da quando ero piccolo faccia di me un “nerd” o un “geek” o chissà quale altro “sfigato” classificato da quelli che hanno capito tutto nella vita. So solo che mentre scrivo mi diverto a dipanare la storia assurda che nasce nella mia mente. E mi diverto proprio perché è assurda! Che sia fantascienza pura o qualcosa oltre i limiti del reale mi fa sempre lo stesso effetto: mi prende, mi assorbe completamente. Cancello, riscrivo, modifico, finché alla fine ottengo finalmente il testo che voglio. Un testo che deve sbalordire per la situazione lontanissima dal quotidiano. Lontana dai meccanismi del giallo, del thriller e degli altri generi letterari. Che sono generi nobili e molto più letti della fantascienza, ma che pretendono una passione che non ho. E quella passione non si può certo inventare. Anche perché non faccio lo scrittore di professione, faccio il pompiere da trent’anni e ne vado fiero.

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