giovedì 9 luglio 2020

Visitors 2020





Siamo tornati. E come nel 1984, veniamo in pace! Non ci credete, vero? Beh, non avete tutti i torti. In fondo, l’altra volta siamo stati bugiardi. La nostra vera intenzione era mangiarvi. E non potevamo certo atterrare sul vostro pianeta ed esordire con un: “Ciao, umani! Siamo venuti a cercarvi perché siete saporiti”. No, non avrebbe funzionato. Sareste decollati con i vostri aerei e avreste attaccato le nostre astronavi. Non sarebbe stato un problema per noi, infatti li avremmo abbattuti senza troppi sforzi. Poi avreste provato con i carri armati e con gli eroici Marine. Tutto inutile! I nostri Shocktrooper fermano qualsiasi nemico a colpi di laser. Figuriamoci i Marine.

Però ci avete fregati! La vostra Resistenza, quel maledetto Mike Donovan e i suoi accoliti… avete scoperto un sistema per avvelenarci, avete disperso nell’atmosfera quel terribile veleno rosso che a voi non fa niente e invece a noi ci ammazza. Maledetti pelle-senza-scaglie!

A questo punto che aggiungere?

Sorpresa! Siamo tornati. Indossiamo tute corazzate che ci rendono immuni dal vostro veleno e questa volta vi faremo la festa.

Pregate il vostro Dio, finché siete in tempo.
Siamo tornati e abbiamo molta fame...

mercoledì 1 luglio 2020

frammenti dal futuro






Con questo plagio plateale della tipica copertina Urania pubblico la mia breve antologia di racconti del 2020.
Sono come l’ultimo giapponese che combatte la guerra ormai finita da anni, lo so! Eppure non riesco a smettere di scrivere. Ci ho provato in mille modi, mi ripeto tutte le mattine davanti allo specchio: “Ma chi te lo fa fare?”, gioco alla PS4 ogni volta che mi frulla in testa un’idea per un racconto e se non riesco a scacciarla mi sparo una serie Netflix o Prime…
E invece non c’è niente da fare! Vado a letto e costruisco la vicenda in sogno. Tento perfino di prendere appunti, conscio che al risveglio perderò troppi dettagli.
Per cui mi arrendo e scrivo. Poi accumulo materiale e sfocio su Lulu o su Streetlib. È inevitabile!
Va beh, per il 2021 devo riuscire a non scrivere neppure una sillaba, è un obiettivo serio! Spero di avere successo nell’impresa...

Detto questo passo a fornire alcune informazioni inutili sul libro: i racconti sono dieci e solo due di questi superano le dieci pagine. Nessun racconto parla di sesso, per cui gli amanti del genere perdono sicuramente il loro tempo. Per distanziare i racconti, che fanno storia a sé e quindi non sono collegati tra loro, ho inserito alcuni disegni fatti con le mie manine. Anzi, con la tavoletta grafica!
Non ho alcuna intenzione di fare spoiler sulle trame e non ho intenzione di scrivere la sinossi. In pratica non ho intenzione di adescare nessuno alla lettura, chi osa lo fa a suo rischio e pericolo.
Questo volume è strettamente personale e il mio unico desiderio è che un giorno siano i miei figli a leggerlo.

Adesso scusatemi che ho da raccattare tutti i frammenti, sono qua per terra, sembrano i resti di un vetro rotto. Mamma che sfacelo!


 

sabato 27 giugno 2020

I Templari della Galassia



L’anno 3000 segnò l’inizio del Nuovo Medioevo, che divampò dal pianeta Terra fino a tutto lo spazio conosciuto. Quando fu certo che le creature extraterrestri estremamente bizzarre immaginate prima della Grande Esplorazione non erano mai esistite e che gli alieni erano umani quanto noi, la Fede prese il sopravvento sulla Scienza. Si diffuse l’idea che l’Onnipotente avesse scelto i terrestri per convertire tutti gli uomini dell’universo. La Teocrazia cancellò le altre religioni con la forza, purificò col fuoco le eresie e schiacciò sotto il suo tallone spietato ogni forma di ribellione.
I Cavalieri Templari della Galassia intrapresero sanguinose crociate contro gli infedeli di Proxima, contro i barbari di Lalande e contro i senza Dio di Wolf.
Le inconfondibili Ali a croce degli Inquisitor piombarono su mondi pacifici, seminando morte e distruzione, fino alla totale conquista. Gli anni più oscuri del genere umano bruciarono miliardi di vite.
Oggi che la Teocrazia Interstellare è finalmente crollata sulla sua stupidità, oggi che siamo nell’anno 4356, la nuova stella da seguire è la Ragione. Non ripeteremo gli errori del passato, non lo faremo certo per terza volta!

mercoledì 17 giugno 2020

Raumpatrouille Orion



Questo è il mio omaggio all’astronave Orion, al maggiore Cliff Allister McLane, al tenente Tamara Jagellovsk, al tenente Hasso Sigbjörnson e agli altri membri dell’equipaggio che non ho potuto aggiungere per motivi di spazio. Quindi il tenente Mario de Monti, il tenente Atan Shubashi, il tenente Helga Legrelle. E ancora il generale Lydia van Dyke e la sua astronave Hydra e tutto il GSD del pianeta Terra.
La guerra contro i Frogs continua ancora nell’anno 3000, dobbiamo solo immaginarla...

lunedì 8 giugno 2020

La fantascienza Atlantic




Era il lontano 1978 e i giocattoli in Italia erano soprattutto soldatini Atlantic. O meglio, lo erano stati fin dal 1970, grazie ai film western, ai film di guerra e ai peplum. La mitica “Scala HO”, leggermente più grande della 1:72 di Airfix e Matchbox, permetteva di riprodurre le battaglie di quei film in maniera spettacolare, con tantissimi soldatini piazzati sul pavimento. E naturalmente con l’aggiunta di una buona dose di fantasia!
Tuttavia, il mondo stava cambiando e i giocattoli senza identità si avviavano inesorabilmente verso il crepuscolo. I cartoni giapponesi avevano già invaso gli schermi televisivi, anche se non c’era ancora una linea di giocattoli originali abbinata e i bambini riempivano gli album a figurine. Fin qui, trattandosi solo di figurine, i soldatini reggevano bene il confronto… Ma il successo cinematografico di Guerre Stellari, nel 1977, con la linea di action figure della Kenner, che riproduceva tutti i personaggi del film, spazzò via l’ultima foglia di fico.
Per correre ai ripari, Atlantic ideò Galaxy Serie. Per la prima volta furono abbandonate le scale HO e 1:32 e gli sprue con venti soldatini o più a scatola. I nuovi personaggi: Sky-Man, Humbot, Zephton e Dynatlon, furono totalmente inventati dai creativi Atlantic per avere giocattoli con una precisa identità liberi dal copyright internazionale. Erano grandi (forse troppo, infatti era impossibile giocarci insieme ai personaggi di Guerre Stellari e ai Micronauti) e avevano molti accessori a corredo.
Purtroppo, nonostante l’elegante stile grafico con cui erano stati disegnati, divennero vintage da subito! Rappresentavano una fantascienza antica per il 1978, troppo legata a Flash Gordon e Buck Rogers. Lo stesso Sky-Man, con mantello e cuffia antennata, appariva ridicolo paragonato a Han Solo e Luke Skywalker. Il robot Humbot fu certamente un plagio di C3PO (che a sua volta plagiava la Robotrix di Metropolis). Zephton altro non era che l’orco verde delle fiabe, col muso scimmiesco e le orecchie a punta. Alla fine l’unico personaggio veramente originale fu Dynatlon. Sempre che, per il suo aspetto massiccio, non si sia trovata l'ispirazione nel robot de Il pianeta proibito o in quello di Lost in space.
La serie fu in seguito arricchita di altri tre personaggi: Sky-Girl, la compagna di Sky-Man, mamma improbabile che lanciava un finto pupo-bomba. Hypnos, un alieno-insetto piuttosto inflazionato nel cinema di fantascienza degli anni ‘60. E Sloggy, un centauro metà umanoide (lui e Andreotti erano praticamente due gocce d’acqua) e metà lumaca!
Non mancarono i mezzi spaziali: primo fra tutti il Falcon Space Interceptor (ogni riferimento al Millennium Falcon è puramente casuale), bellissimo e ambito dai collezionisti ancora oggi, di tutti fu il più azzeccato. Il Flying Saucer di Humbot, invece, fu il più brutto e banale prodotto collaterale della serie. Quasi superato dall’incomprensibile Interstars Car. Per il Land Air sembra che usarono gli stampi 1:32 del carro armato Leopard e il Tempest, che non fu mai realizzato, anticipava di parecchio i Flyer di Nathan Never. Il Cynius e lo Skorpion ponevano la seria domanda: “Chi li ha pensati aveva bevuto?”. Infine l'ultimo battito d'ali: il Supercar Interceptor. Un ottimo bolide, un po' come una Batmobile giallo/bianca, che fa tanto uovo sodo. Peccato solo che fosse fuori scala rispetto a tutto il resto.
Col dilagare dei Micronauti e dei robot sparanti, Atlantic tentò di riciclare Galaxy Serie sostituendo le braccia di ciascun personaggio con i lanciamissili, intanto aveva smesso di produrre ciò che sapeva far meglio già dal 1978: i soldatini.
Nel 1984, dopo aver riprodotto perfino i personaggi di Capitan Harlock e Goldrake, Atlantic chiuse i battenti, per sempre.







Per saperne di più su Galaxy Serie:



lunedì 1 giugno 2020

Fantascienza finlandese



Dopo Fascisti su Marte, di Corrado Guzzanti, arrivò l’altrettanto demenziale quanto acuto Iron Sky, di Timo Vuorenzola… ovvero i Nazisti sulla Luna! Col sequel (disponibile finalmente su Amazon Prime) che osa ancora di più: i Nazisti erano in realtà Vril, extraterrestri giunti sulla Terra ai tempi dei dinosauri, dei quali presero somiglianza a causa della loro indole camaleontica. E tutti i cattivi della Storia, da Caligola a Attila, fino a Stalin, Hitler e Osama Bin Laden, chi altri potevano essere se non perfidi Vril camuffati da Umani?
Per la verità Iron Sky del 2012 fu geniale, grottesco, intelligente nelle battute, mentre The Coming Race lascia perplessi in alcuni punti, ma resta memorabile il finale: con i nostri eroi diretti su Marte, ambito come ultimo rifugio e ignari della Base Sovietica con Sputnik orbitanti e allegre balalaike ad attenderli.
Al botteghino Iron Sky fu un mezzo fiasco ed è stato un fiasco completo il Sequel, con annesso fallimento della casa di produzione. Eppure gli americani l’hanno copiato con un ignobile film di serie Z di cui non ricordo neppure il nome, doppiato e distribuito in Italia ben prima dell’originale finlandese. Perché noi preferiamo sempre una schifezza a stelle strisce a un buon film prodotto da onesti artigiani europei!

venerdì 15 maggio 2020

L'ombra oscura - Guido de Eccher




Perché parlare sempre di fantascienza in un blog di fantascienza? Perché non parlare anche di altro, visto che la vita è priva di ometti verdi con testone, orecchie a punta e antenne? Scrivo questo perché ho letto un bel romanzo Noir, di quelli che ti tengono i piedi ben piantati in terra e ne voglio parlare qui, oggi!

L’ombra oscura, di Guido de Eccher, è un romanzo in cui ci sono l'omicidio, il mistero e le indagini svolte per districare la matassa. Tuttavia, come ogni Noir che si rispetti, segue le regole del genere: la polizia sfiora il perimetro della storia senza mai diventarne parte attiva. Il protagonista, Damiano Rizzo, non è un investigatore e ha molte qualità autodistruttive. Fugge dalle relazioni sentimentali e in sostanza non ha mai affrontato la vita, anche se ne ha sfruttata ogni occasione. È un affermato psicoanalista e da Bari si è trasferito a Milano, dove le possibilità di carriera sono senz’altro maggiori.
Un giorno arriva una donna nel suo studio, che dice di aver perso la memoria e chiede il suo aiuto per recuperarla. Ma Damiano è sconvolto per l’incredibile somiglianza di lei con una sua vecchia fiamma, abbandonata incinta a Bari, dieci anni prima. A questo punto, coinvolto emotivamente e tormentato dai rimorsi, decide di ingaggiare un investigatore privato per scoprire la vera identità della donna.
La vicenda procede in un crescendo di indizi, che rendono il mistero sempre più torbido. Il pericolo si avverte con l’avanzare delle pagine e si inizia a temere per i protagonisti. Un po' come succede nei thriller più classici la tensione sale per poi sfumare e a quel punto, quando il lettore si rilassa, arriva la frustata. Da parte mia, ho sentito il bisogno di correre ogni volta al capitolo successivo senza interruzioni, preso dalla voglia di scoprire come sarebbe andata a finire. E non sono rimasto deluso.

Ottima la confezione e l’impaginazione del libro, non conoscevo La Ruota edizioni e devo dire che hanno fatto un bel lavoro. Il volume fa la sua figura piazzato sulla mia libreria, accanto a quelli di Manfredi, Augias, Asimov, Vance, Sawyer e agli altri due di de Eccher che ho dal 2013.







l'autore:

Guido de Eccher vive a Padova, è laureato in Lettere ed è stato insegnante e dirigente scolastico. Da sempre appassionato di scrittura, da quando è in pensione ha scritto molti romanzi tra cui Il Nuovo Sistema (Runa Editrice, 2012), A che ora finisci? (Faligi Editore, 2011) e La geografia del cielo, (Faligi Editore, 2013). Ha partecipato a numerosi concorsi letterari, sia con romanzi che con racconti, alcuni dei quali pubblicati, conseguendo lusinghieri risultati. L’ombra oscura si è classificato primo al concorso letterario “Gustavo Pece” 2019 nella sezione Narrativa inedita.