lunedì 14 settembre 2026

I sette navigatori dello Spazio

 

Pianeta Bur:

il film sovietico che sognava Venere quando

Venere era ancora un sogno

 

Se ami la fantascienza classica c'è un titolo che devi recuperare: Planeta Bur - da noi I sette navigatori dello spazio (1962). È un film sovietico del 1961 diretto da Pavel Klušancev, tratto da un romanzo di Aleksandr Kazancev, considerato un vero classico del cinema di fantascienza.

La storia è semplice e archetipica. Tre astronavi sovietiche, Sirius, Vega e Aldebaran, sono in viaggio verso Venere. La Aldebaran viene distrutta da un meteorite. Le altre due proseguono, ma senza una terza nave la missione è a rischio. Da Terra parte una nave di soccorso che arriverà tra due mesi: i cosmonauti decidono di non aspettare e di scendere lo stesso.

Da qui inizia il planetary romance sovietico: alianti che atterrano in paludi, un veicolo anfibio, foreste venusiane nebbiose, il canto lontano e inspiegabile di una donna, e poi fauna preistorica - predatori simili a tirannosauri a grandezza d'uomo, pterodattili aggressivi. C'è anche John, il robot che impazzisce per istinto di conservazione nella lava di un vulcano in eruzione. Alla fine, quando l'equipaggio è già in fuga tra terremoto e alluvione, Alexey si accorge che la strana roccia triangolare trovata lungo il percorso è in realtà una scultura con un volto di donna: la prova che su Venere c'è, o c'è stata, vita intelligente.

È ingenuo? Sì. Ma è anche potentissimo. Non a caso Roger Corman comprò i diritti per gli USA e ne riciclò le sequenze per due film americani. La struttura - disastro nello spazio, atterraggio di fortuna, robot impazzito, fuga dal pianeta ostile - ha fatto scuola.

 


Perché oggi meriterebbe un remake

 

Pianeta Bur ha un'idea centrale che il cinema moderno ha quasi dimenticato: la specie intelligente autoctona resta nascosta. Osserva. Non si fa vedere. Lascia solo indizi – un canto, una statua, una scultura. Si rivela solo quando i terrestri sono già ripartiti. Non è Incontri ravvicinati, è l'opposto: è il principio di non-contatto. È umile, ecologico, quasi mistico. Ed è l'unica cosa che un remake dovrebbe conservare intatta. Tutto il resto andrebbe aggiornato.

 

 

Basta Venere

 

Nel 1961 aveva senso. Nel 2026 sappiamo che atterrare su Venere e fare una passeggiata nella palude è fantascienza impossibile. Oggi sappiamo che al suolo ci sono 92 atmosfere di pressione e 460 gradi. Le sonde Venera che ce l'hanno fatta sono durate poco più di due ore - il record di Venera 13 è di 127 minuti. L'idea del film di una Venere giungla oceanica era bellissima, ma scientificamente morta.

Un remake intelligente dovrebbe spostarsi su un pianeta di un sistema vicino. Non Marte, troppo già visto. Pensiamo a un esopianeta roccioso attorno a Proxima Centauri, o a Teegarden b, o a un mondo inventato ma plausibile nella fascia abitabile di una nana rossa: luce rossastra, maree bloccate, piante nere che fanno fotosintesi nell'infrarosso. Un posto dove puoi davvero atterrare.

 

 

Basta Dinosauri

 

I tirannosauri e gli pterodattili nel 1961 erano la scorciatoia per dire "preistoria aliena". Oggi fanno effetto B-movie americano riciclato da Corman. Se vogliamo animali bizzarri, la biologia ci offre di meglio: creature a sei zampe con scheletro esterno di silicati, predatori plananti con membrane fotosensibili, "foreste" che sono in realtà un unico organismo coloniale. Bizzarria credibile, non Jurassic Park copiato.

Potremmo immaginare il remake così: una missione internazionale - non solo sovietica - diretta verso LV-2117, un mondo oceanico con ossigeno. Un guasto li costringe a scendere in anticipo. Trovano un ecosistema rigoglioso, ostile, incomprensibile. Sentono canti infrasonici, trovano strutture geometriche che sembrano rocce ma hanno angoli non naturali. Il robot di bordo, un Boston Dynamics evoluto, impazzisce non per "istinto" ma per un conflitto tra protocolli di salvaguardia e contaminazione biologica.

E alla fine, quando il lander decolla lasciando sensori e relitti, la telecamera resta giù. Dalla foresta nera escono figure alte, simbiotiche con l'ambiente, che osservano il cielo. Raccolgono un distintivo caduto. Lo studiano. E poi lo rimettono a terra. Senza trionfalismo. Noi eravamo solo di passaggio.

 


 

1961: il film e la sonda partono insieme

 

E qui arriva il parallelo storico che rende Pianeta Bur ancora più affascinante.

Il 1961 è l'annus mirabilis sovietico: il 12 aprile Gagarin vola. Ma due mesi prima, l'Unione Sovietica ha già iniziato la corsa a Venere. Il 4 febbraio 1961 parte il primo prototipo, 1VA, che non riesce a lasciare l'orbita terrestre. Otto giorni dopo, il 12 febbraio 1961, da Baikonur viene lanciata Venera 1, la prima sonda della storia inviata verso un altro pianeta. Pesa 643,5 kg, ha pannelli solari, antenna parabolica, stabilizzazione a tre assi.

Perderà il contatto a 2 milioni di km, ma l'intenzione è chiara.

Planeta Bur esce in quel clima esatto. È propaganda dolce, ma anche profezia interessata: il film sembra girato apposta per dire al pubblico sovietico "ecco cosa troveranno i nostri ragazzi quando le Venera arriveranno". Una Venere abitabile, esplorabile, conquistabile, con città antiche e statue di pterodattili con occhi di rubino. L'esplorazione reale avrebbe mostrato l'inferno. Ma nel 1961 quell'inferno non lo conosceva ancora nessuno.

Rifare oggi Pianeta Bur non sarebbe quindi un'operazione nostalgia. Sarebbe correggere il tiro della storia: mantenere lo stupore di Klušancev per l'ignoto, ma spostarlo dove l'ignoto esiste davvero. E mantenere la sua lezione morale più moderna di tanti blockbuster: le intelligenze migliori non hanno bisogno di presentarsi. Guardano. Aspettano che te ne vada.

 


 


 

martedì 1 settembre 2026

UFO e Spazio 1999

 


UFO è una serie britannica di fantascienza trasmessa tra il 1970 e il 1971. Il suo stile narrativo ricorda più i film di spionaggio come 007 piuttosto che quelli di fantascienza classica.

Ambientata in un allora futuro 1980, racconta la minaccia silenziosa di una razza aliena in declino biologico che rapisce esseri umani per prelevarne gli organi. A difesa del pianeta opera la S.H.A.D.O. (Supreme Headquarters Alien Defence Organisation), un'organizzazione militare segreta nascosta sotto gli studi cinematografici Harlington-Straker a Londra, guidata dal severo comandante Ed Straker (interpretato da Ed Bishop).

La serie si distingue per un realismo cupo e privo di trionfalismo: la difesa della Terra richiede compromessi morali costanti. Nonostante la cancellazione dopo soli 26 episodi, le idee sviluppate per una seconda stagione mai realizzata servirono da base per la creazione di un'altra serie di successo: Spazio 1999.

Di seguito le strutture, le astronavi, i mezzi e gli equipaggiamenti che l'hanno resa celebre.


Base Luna


SHADO Lunar Module


Intercettore


Intercettore


Lanciarazzi Lunare


SID
 



Astronauti SHADO




Extraterrestri


Lunar Module


Lunar Carrier


UFO


SHADO Mobile


Skydiver



Spazio 1999 è la serie britannica di fantascienza del 1975 nata dalle ceneri di UFO. La sua ambientazione e lo stile narrativo sono chiaramente ispirati a 2001: Odissea nello spazio.

Il 13 settembre 1999, una violenta esplosione di scorie nucleari stacca la Luna dall'orbita terrestre, proiettandola insieme ai 311 abitanti della Base Lunare Alpha in un viaggio senza ritorno negli abissi dell'universo.

Lontana dall'ottimismo di Star Trek, la serie propone un'atmosfera cupa, filosofica e a tratti angosciante. Prodotta con un budget da capogiro per l'epoca (grazie alla collaborazione tra la britannica ITC e la RAI italiana), garantì, sempre per l'epoca, effetti speciali mai visti prima in televisione.

Il cuore drammatico della serie poggiava sulla forte intesa tra i due protagonisti americani, già celebri per Missione Impossibile: Martin Landau nei panni del determinato comandante John Koenig e Barbara Bain nel ruolo della dottoressa Helen Russell. Al loro fianco, nella prima stagione, spiccava il professor Victor Bergman (interpretato da Barry Morse), voce della ragione e della scienza.

Di seguito le strutture, le astronavi, i mezzi e gli equipaggiamenti che l'hanno resa celebre.




Base Lunare Alpha


Aquila

Falco


Laser Tank


Astronauta di Alpha


Moon Buggy


Astronauta di 2001: Odissea nello Spazio a confronto con gli Astronauti di Spazio 1999. Si nota la similitudine.

giovedì 20 agosto 2026

I caccia stellari dei film


Questo spazio lo dedico alla nostalgia. E in particolare al colpo che ricevetti quando, immerso nella poltrona del cinema, vidi per la prima volta sfrecciare nello spazio i micidiali caccia di Guerre Stellari! Volavano e duellavano come quegli Spitfire e quei Messerschmitt che avevo visto in tanti film di guerra, eppure era una cosa assurda... ma io non lo sapevo. Tutto mi sembrava reale e fantastico, ignoravo che un'astronave non può muoversi come un aereo nel vuoto. Probabilmente invece George Lucas lo sapeva, ma il suo obiettivo era portare le nostre guerre tra le stelle, con i cattivissimi Imperiali molto simili ai nazisti di Hitler e i buoni molto simili ai liberatori americani.

Dopo il successo di Guerre Stellari arrivarono i film scopiazzanti, che però ebbero spesso delle astronavi bellissime realizzate dagli stessi creativi che lavorarono per Lucas.

In questo articolo ho messo tutti i caccia spaziali e i mercantili leggeri che mi sono venuti in mente, non solo quelli di Star Wars. Sotto a ogni immagine generata con l'AI ho messo il nome del veicolo e il film in cui ha volato, tuttavia sono certo di averne dimenticato qualcuno...


BTA Fighter - Il Mio Nemico


Drac Raider - Il Mio Nemico


Viper - Battlestar Galactica


Cylon Raider - Battlestar Galactica


Thunder Starfighter - Buck Rogers


Draconian Marauder - Buck Rogers


M-35 Rapier - Wing Commander


Kilrathi Dralthi - II - Wing Commander


Gunstar - The Last Starfighter


Kodan Deck Fighter - The Last Starfighter


Bubble Fighter - Lost in Space


Starfury Fighter - Babylon 5

Ribellione


T65 X-Wing - Star Wars


BTL Y-Wing - Star Wars


RZ-1 A-Wing - Star Wars


A/SF-01 B-Wing - Star Wars


E-7 E-Wing - Star Wars


R60 T-Wing - Star Wars


Z-95 Headhunter - Star Wars


UT-60D U-Wing - Star Wars


H-Wing - Star Wars


Snowspedeer - Star Wars

Impero


TIE Advanced X1 - Star Wars


TIE Fighter - Star Wars


TIE Interceptor - Star Wars


TIE Bomber - Star Wars


TIE Phantom - Star Wars


TIE Defender - Star Wars

Pirati


R-41 Starchaser - Star Wars


Cloakshape Fighter - Star Wars


Skypray Blastboat - Star Wars


M-5 Raptor - Star Wars

Avventurieri


YT-1300 Millennium Falcon - Star Wars


YT-2400 Outrider - Star Wars


YT-2000 Otana - Star Wars


VCX-100 Ghost - Star Wars


G9 Rigger Twilight - Star Wars


S-161 Stinger Mantis - Star Wars


HWK-290 Light Freighter - Star Wars

Cacciatori di Taglie


Slave I Firespray - Star Wars


Slave II Pursuer - Star Wars


Cloud Car - Star Wars


ARC170 Clone Fighter - Star Wars


Alpha-3 Nimbus V-Wing - Star Wars


V-19 Torrent - Star Wars


Vulture Droid Starfighter - Star Wars


ETA-2 Jedi Starfighter - Star Wars


Delta-7 Jedi Starfighter - Star Wars


Naboo N-1 Starfighter - Star Wars


Guardian Mantis - Star Wars


Nantex Geonosian Fighter - Star Wars


Soulles One - Star Wars


Sith Starfighter - Star Wars


Sith Infiltrator - Star Wars


Malmori Raider - Battle Beyond the Stars