giovedì 6 maggio 2021

Resident Alien


 

È arrivato per distruggere la Terra, ma una serie di imprevisti l’hanno costretto a rivedere i suoi piani. Per ora si è sostituito a un dottore, resta mimetizzato tra gli umani e aspetta. Aspetta il momento giusto per agire! Purtroppo in paese c’è stato un omicidio, qualcuno ha ucciso il dottore e serve un dottore per le indagini. Lo sceriffo viene a cercarlo e pretende la sua collaborazione. Che farà? Si ritiene molto più intelligente degli umani, tuttavia la medicina non è la sua specializzazione primaria. Lui s’intende di distruzione di mondi.

Resident Alien si potrebbe definire un Mork & Mindi aggiornato al 2021, con un Mork terribilmente più cattivo dell’originale che fu interpretato da Robin Williams. Alan Tudyk è perfetto per la parte: alieno stralunato e maldestro, trasuda cattiveria, minaccia e allo stesso tempo tendenza a umanizzarsi suo malgrado. Sara Tomko interpreta Asta Twelvetrees, colei che probabilmente diverrà la Mindi nella serie.

A proposito, occhio agli specchi: il falso dottor Harry utilizza un sistema avanzatissimo di mimetizzazione, che però non riesce a ingannare gli specchi. E poi, un umano su un milione riesce comunque a vederlo nelle sue vere sembianze. Non ce ne sarà mica uno così in paese?

 

Resident Alien

 

In visione su Rai 4 e RaiPlay 

 

sabato 1 maggio 2021

Creature di fiamma - Olaf Stapledon


 

Creature di fiamma è l’ultimo romanzo di Olaf Stapledon, pubblicato originariamente nel 1947 e ora tradotto per la prima volta in italiano, con una corposa introduzione di Carlo Pagetti.

Scritto durante la Seconda guerra mondiale, è un romanzo di fantascienza breve, costituito da passaggi resi leggeri da una ironia pungente, ma sempre pervasi da una buona dose di malinconia.

Da uno dei padri della letteratura fantascientifica ed utopica europea, a cui si sono ispirati autori come Aldous Huxley, George Orwell, Stanislaw Lem, Arthur C. Clarke, J.G. Ballard, il lettore troverà molti spunti interessanti, anche a più di 70 anni dalla prima pubblicazione, vista la natura profetica e anticipatrice di quest’opera.

 


 Il libro su Amazon

Il libro sul sito dell'Editore

 

Olaf Stapledon (1886-1950) è stato uno scrittore e filosofo britannico, considerato uno dei padri della fantascienza del Novecento. Sostenitore delle teorie socialiste, scrisse sia opere di narrativa fantascientifica sia testi di saggistica. Fra le sue opere più celebri si possono citare Last and First Men del 1930 (trad.it. Infinito) e Star Maker del 1937 (trad.it. Il costruttore di stelle).


Carlo Pagetti, già professore di letteratura inglese e di cultura anglo-americana presso l’Università degli Studi di Milano, è autore di un ‘classico’ della critica fantascientifica, Il senso del futuro. La fantascienza nella letteratura americana (1970), ristampato con una nuova introduzione nel 2012. Tra il 2020 e il 2021 ha curato Londra 2100: il risveglio del dormiente di H.G. Wells, e introdotto Notizie da nessun luogo di William Morris, La fattoria degli animali e 1984 di George Orwell, Il destino degli eredi di William Golding, l’opera completa di H.P. Lovecraft.

 

Casa editrice: Ledizioni

Collana: Messaggi da nessun luogo

ISBN: 978-88-5526-399-3

Copertina: Brossura

Formato: 13x20 cm

Pagine: 125

Prezzo: 14,90€

Categoria BISAC: FIC028010 FICTION / Science Fiction / Action & Adventure

Promozione: Emmepromo

Distribuzione: Messaggerie

 

 

venerdì 23 aprile 2021

Leviathan. La prima legge - di Margherita Geraci


 

Gratis in ebook con Kindle unlimited e in cartaceo su Amazon

 

Nelle terre del Leviatano, essere orfani può costarti la vita: lo sa bene Alice, che da cinque anni dal giorno in cui il Governo ha ucciso i suoi genitori vaga senza meta nelle lande radioattive e desertiche che circondano la città fortificata del Leviatano. Alice vive alla giornata, spostandosi da una casa diroccata all’altra, nascondendosi dagli Avvistatori, la crudele milizia incaricata di stanare e uccidere quelli come lei, i Non-Schedati, considerati una minaccia alla sicurezza e alla salute della città. Alice ha vent’anni e un solo obiettivo: sopravvivere il più a lungo possibile e proteggere Niccolò, il cuginetto di cinque anni, unico superstite della sua famiglia. Ma la loro esistenza precaria viene stravolta precipitando in un inferno ancora peggiore: durante un’incursione degli Avvistatori, Niccolò sparisce dalla sua vista e Alice, invece di essere giustiziata, viene sequestrata da un giovane Avvistatore e costretta ad arruolarsi nel centro di addestramento militare del Leviatano, per diventare anche lei, un giorno, un’assassina.

 

Casa Editrice: Cignonero

Collana: Prisma

Genere: Fantasy/Distopico

Pagine: 399

 

L'autrice

 Margherita Geraci, classe 1997, frequenta l’Università degli Studi di Palermo. Il lavoro dei suoi genitori l’ha portata a girare l’Italia e a vivere da vicino la caserma militare; un’esperienza importante, fonte di ispirazione per la stesura di “Leviathan – La prima legge”, il suo romanzo d’esordio (Cignonero, 2021).

 

 

lunedì 19 aprile 2021

Cosmic Sin

 


 

John McClane in pensione combatte gli zombi nel 2500… anzi, No, ma pure Sì, visto che la Beretta ce l’ha. Il primo contatto con gli alieni è guerra! E la sceneggiatura pare scritta dallo sciamano di Capitol Hill. A questo punto l’Alleanza che fa? Chiama Frank Grillo, che chiama Bruce Willis e insieme radunano quattro gatti. Indossano delle armature che sembrano esoscheletri, ma potrebbero anche essere tute spaziali, oppure zaini di Rocketeer e vengono tutti sparati nello spazio col Portale Quantico. Raggiungono il teatro dell’invasione e esclamano: “Cazzo! C’erano le astronavi, ad averci pensato!” quindi le schivano e atterrano di testa sul pianeta come proiettili, con la terribile Bomba Q in tasca, quella che doveva essere assolutamente maneggiata con cura.

Qui scoprono che gli alieni non sono zombi, gli zombi sono gli umani catturati dagli alieni. Mentre gli alieni sono, da una pensata estremamente originale dello sciamano sceneggiatore, i Nazgûl di Sauron trapiantati dal fantasy alla fantascienza. Hanno perfino la classica spada curva seghettata del Male Assoluto!

Eppure, per essere Nazgûl, attaccano e schiattano da pirloni, dimostrando l’intelligenza degli Orchi. Avrebbero potuto bombardare il cannone orbitale con le loro astronavi, invece di caricare alla bersagliera. Purtroppo lo sceneggiatore è stato impietoso nei loro confronti. Ma poi di astronavi aliene, sul pianeta, ce ne sono parecchie. Il povero Bruce ne ruba una mentre distrugge la sua carriera di attore e porta la Bomba Q dove il cannone non avrebbe potuto lanciarla. A proposito, il cannone orbitale non deve essere confuso col cannone orbitante, infatti non orbita. È ben piantato in terra e colpisce gli Stargate messi in orbita da Sauron.

Alla fine, superato il rimpianto per i novanta minuti gettati al vento, diventa ingiusto dare tutte le colpe allo sceneggiatore, visto che è il regista ad accanirsi in modo sadico sul pubblico. Da quando Spielberg girò Salvate il soldato Ryan molti sprovveduti cercano di imitarlo e la domanda guardando Cosmic Sin è: “Ma il cameraman non avrà mica il morbo di Parkinson?”

Infine una riflessione: a volte il titolo originale dei film viene italianizzato. Beh, in questo caso sarebbe stato saggio il cambiamento in “Boiata Cosmica”. Così, almeno per salvare gli ignari abbonati Amazon Prime.

giovedì 1 aprile 2021

Antinomie asimoviane

   
 
A cura di Bruno Petrucci

Il grandioso affresco composto da Asimov unificando i cicli dei Robot, dell’Impero e della Fondazione è composto da tre serie di romanzi in origine scritti e pubblicati ciascuno come un’opera a sé stante, fatta eccezione per la Trilogia Galattica originale, nata all’inizio come una serie di racconti concatenati, riuniti poi in una serie di tre romanzi. Solo in seguito questa trilogia è stata accorpata alle altre due serie di romanzi che narrano vicende precedenti, e proseguita con L’Orlo della Fondazione e Fondazione e Terra, nonché con i prequel Preludio alla Fondazione e Fondazione Anno Zero.

Il risultato di questa operazione però non è dei migliori, in quanto fra i vari romanzi vi sono diverse incongruenze narrative che riguardano sia la trama che l’ambientazione.

Per brevità, in questa sede esamineremo le due più importanti.

Va però sottolineato con rigore che l’argomento del presente saggio non mette assolutamente in discussione la grandezza di Asimov come scrittore e la sua importanza come uno dei fondatori della fantascienza moderna.

Per fare chiarezza, riportiamo la cronologia degli eventi narrati e l’ordine temporale in cui sono ambientati i romanzi è il seguente (tra parentesi l’anno di pubblicazione).


Ciclo dei robot:

Abissi d’Acciaio (1954)

Il sole nudo (1957)

I robot dell’alba (1983)

I robot e l’Impero (1985)

Ciclo dell’Impero

Le correnti dello spazio ( 1952)

Il tiranno dei mondi (1951)

Paria dei cieli ( 1950)

Ciclo della Fondazione

Preludio alla Fondazione (1988)

Fondazione Anno Zero (1993, pubblicato postumo)

Cronache della Galassia (1951)

Il Crollo della Galassia Centrale (1952)

L’altra faccia della Spirale (1953)

L’Orlo della Fondazione (1982)

Fondazione e Terra (1986)

 

Prima antinomia: cosa succede alla Terra.

 

La radioattività della Terra è forse la fonte delle contraddizioni narrative e concettuali più evidenti, poiché riguarda un elemento cardine della trama. Essa viene menzionata in tutti e tre i romanzi del Ciclo dell’Impero, nei quali sembra aumentare progressivamente nel tempo, tant’è che in Fondazione e Terra Trevize e i suoi compagni alla fine del viaggio trovano il pianeta talmente contaminato da essere divenuto del tutto inabitabile.

Ciò è congruo con il Ciclo dell’Impero, ma non con la trilogia originale della Fondazione, poiché in Cronache della Galassia si legge che il sistema di Sol è menzionato come uno dei più accreditati dagli archeologi come luogo di origine dell’umanità insieme a Sirio, Alfa Centauri e Arturo. Se ne parla infatti durante la visita di Lord Dorwin su Terminus all’atto della proclamazione di indipendenza di Anacreon, che dà il via al disfacimento dell’Impero.

A scanso di equivoci e di interpretazioni forzate, ecco qui la trascrizione del brano in oggetto (Traduzione italiana edita da Mondadori, collana Oscar, tascabile da me acquistato nel 1978).

Quando ritornarono le luci, lord Dorwin disse:

- Mevaviglioso. Vevamente mevaviglioso. Voi dottov Havdin, non avete pev caso studiato avcheologia?

- Come? - Hardin si scosse, improvvisamente interrotto nelle sue riflessioni. - No, milord, non posso dire di avere interesse in quel campo. La mia vocazione mi spingeva verso la psicostoriografia, ma sono finito nella politica.

- Ah! Sono cevtamente studi intevessanti. Pev quanto mi viguavda - annusò un'altra presa di tabacco di proporzioni notevoli - mi sono dedicato moltissimo all'avcheologia.

- Comprendo.

- Sua Signoria - interruppe Pirenne - è un esperto in questo campo.

- Sì, in un cevto senso, cvedo pvopvio di sì - disse Sua Signoria, compiaciuto. - Ho lavovato molto a questa matevia. Ho molto letto. Sopvattutto autovi come Jawdum, Obijasi, Kvonwill. Cevtamente anche voi ne avete sentito pavlave.

- Sì, conosco i nomi - rispose Hardin - ma non ho mai letto nulla.

- Pvovateci un giovno, mio cavo amico. Ne vicavevete gvande soddisfazione. Devo dive che valeva pvopvio la pena di fave questo viaggio pev tvovave, qui nella pevifevia, una copia di Lameth. Ci cvedeveste? Nella mia libvevia mi manca pvopvio quel volume. Mi vaccomando, dottov Pivenne, non dimenticate di favmene aveve una copia pvima che pavta.

- Sarà mio dovere.

- Dovete sapeve che Lameth - continuò il cancelliere - pvesenta una teovia nuova e intevessante sul «Pvoblema delle Ovigini».

- Quale problema? - domandò Hardin.

- Il «Pvoblema delle Ovigini». Cioè la vicevca del luogo d'ovigine della specie umana. Cevtamente sapete che si vitiene genevalmente che in ovigine la vazza umana occupasse soltanto un sistema planetavio.

- Sì, questo lo so.

- Natuvalmente nessuno sa con esattezza quale fosse il sistema planetavio: tutto si è pevduto nei millenni. Esistono pevò divevse teovie. Alcuni dicono Sivio. Altvi insistono su Alfa Centauvi, o sul Sole, o su Cigni: tutti pevò, come vedete, nel settore di Sivio.

- E qual è la teoria di Lameth?

- Segue una tvaccia completamente diffevente. Egli cevca di dimostvave che i vesti avcheologici del tevzo pianeta di Avtuvo pvovano che l'umanità esisteva laggiù ancora pvima che si conoscesse la tecnica dei viaggi spaziali.

- E ciò signicherebbe che si tratta del pianeta culla della razza umana?

- Fovse. Devo leggevlo più accuvatamente e pensavne le pvove pvima di giudicave. Bisogna sopvattutto vedeve se le sue ossevvazioni sono attendibili.

Hardin rimase un momento in silenzio. Poi chiese: - Quando è stato scritto questo libro?

- Divei civca ottocento anni fa. Natuvalmente s'è basato molto sugli scvitti di Gleen.

- E allora perché fidarsi di lui? Perché non andare su Arturo a studiare direttamente i resti archeologici?

Lord Dorwin levò le sopracciglia e aspirò una nuova presa di tabacco.

- A che scopo, mio cavo amico?

- Per raccogliere dati direttamente, milord.

- Non ne vedo la necessità. Mi sembva un vagabondaggio inutile e non cevto il modo migliove pev otteneve dei visultati. Vedete, io ho sott'occhio il lavoro di tutti i più gvandi maestvi: tutti i più gvandi avcheologi del passato. Li vaffronto l'uno con l'altvo, studiandone le divevse teovie, analizzandone le contvaddizioni, decidendo quale secondo me sia più nel giusto, e viesco a giungeve a una conclusione. Questo è un metodo scientifico. Se non altvo più efficiente, secondo il mio punto di vista. Savebbe una cosa pviva di significato andave su Avtuvo, o sul Sole, e compieve vicevche che i vecchi maestvi hanno già fatto e cevtamente più accuvatamente di quanto non potvei fave io.

- Comprendo - mormorò educatamente Hardin. Proprio un bel metodo scientifico! Era facile capire perché la Galassia stava andando in rovina.”

A parte che il traduttore fa parlare Lord Dorwin come Gianni Agnelli (cosa che personalmente ritengo potesse risparmiarsi) e malgrado il discorso sia piuttosto generico, non solo appare perfettamente chiaro che non solo all’epoca in cui è ambientato il romanzo il sistema di Sol è ancora ben conosciuto, ma dalla lettura del testo si evince inequivocabilmente che vi sono stati condotti degli scavi archeologici e vi è implicitamente affermato che vi si possano ancora condurre. A rigor di logica verrebbe quindi da supporre che la Terra non solo non sia radioattiva, ma verosimilmente ancora abitata.

Inoltre, anche negli anni cinquanta del secolo scorso, quando fu scritto il romanzo, sarebbe stato del tutto ovvio pensare che le ricerche non si fossero a suo tempo limitate alla Terra, ma si fossero svolte anche su altri corpi celesti, la Luna e Marte in primis. Lord Dorwin parla infatti non di pianeta di origine, ma di sistema solare di origine.

Tali scavi avrebbero senz’altro scoperto la grande biosfera costruita dai robot all’interno della Luna dove alla fine del ciclo terminerà il viaggio di Golan Trevize e dell’ equipaggio della Far Star in Fondazione e Terra.

Come si vede, non si tratta di una contraddizione di poco conto, ma di un’incongruenza grave che contraddice non solo quanto narrato nei romanzi precedenti, ma anche ciò che avverrà alla fine del ciclo.

Tra l’altro, nel ciclo dell’Impero e in quello dei robot la spiegazione della radioattività della Terra è diversa: nel primo viene infatti attribuita alle conseguenze di una guerra avvenuta qualche migliaio di anni prima e si citano esplicitamente le esplosioni nucleari quali causa della contaminazione, mentre ne in I robot e l’Impero, romanzo conclusivo del ciclo dei robot, viene spiegata in tutt’altro modo, attribuendola all’effetto di un’arma auroriana che innesca una reazione di fissione a catena tra gli elementi radioattivi della crosta terrestre.


Seconda antinomia: incongruenze sulla psicostoria tra il ciclo originario della Fondazione e i due romanzi prequel.

 

Passiamo ora alla psicostoria o meglio ancora alla psicostoriografia, come è chiamata nella trilogia originale.

Qui ritroviamo notevoli contraddizioni con i prequel Preludio alla Fondazione e Fondazione anno zero.

In questi ultimi due romanzi, infatti, viene narrato come Hari Seldon, partendo da un abbozzo concettuale da lui stesso elaborato, mette a punto l’intera disciplina della psicostoria coadiuvato da un team di studiosi tra cui sua nipote Wanda (ispiratrice dell’idea della Seconda Fondazione e dotata di talenti telepatici) e il matematico Yugo Amaryl, e il processo di sviluppo della psicostoria è narrato con dovizia di particolari e sin nei minimi dettagli.

Nella trilogia originale, invece, si delineava un quadro molto diverso e sinceramente di gran lunga più credibile. All’inizio di Cronache della Galassia, infatti, Gaal Dornick giunge su Trantor già in possesso di un’ottima conoscenza della materia, che invece - in base a quanto narrato nei due prequel - non avrebbe dovuto possedere.

Per chiarezza, riportiamo anche qui il testo originale da Cronache della Galassia (stessa edizione Oscar Mondadori).

- Buona sera, signore - disse Gaal. - Credevo…

- Non pensavate di incontrarmi prima di domani, vero? In condizioni normali, non sarebbe stato necessario. Ma il fatto è che se vogliamo servirci della vostra collaborazione, dobbiamo agire in fretta. Diventa sempre più difficile reclutare personale.

- Non capisco, signore.

- Voi stavate parlando con un uomo sulla torre di osservazione, è esatto?

- Sì. Si chiama Jerril. Non so nient'altro di lui.

- Il suo nome non ha importanza. E' un agente della Commissione per la Sicurezza Pubblica. Vi ha pedinato fin dallo spazioporto.

- Ma perché? Non capisco. Temo di aver una grande confusione in testa.

- L'uomo sulla torre vi ha per caso parlato di me? Gaal esitò per un attimo. - S'è riferito a voi chiamandovi Cassandra Seldon.

- Ha detto il perché?

- Sostiene che voi predite sciagure.

- E' vero. Che significato ha per voi Trantor? Sembrava che tutti volessero conoscere la sua opinione su Trantor. Gaal non riuscì a trovare altra risposta e ripeté: - E' un luogo meraviglioso.

- Avete risposto senza pensare. Dove va a finire la psicostoriografia?

- Io non credevo di doverla applicare a questa domanda.

- Prima di tutto, giovanotto, vi dovrò insegnare ad applicare la psicostoriografia ad ogni problema che vi si presenterà. Ora osservate. - Seldon tirò fuori un calcolatore da una piccola borsa che teneva appesa alla cintura. Si diceva che lo portasse con sé dovunque e ne mettesse persino uno sotto il cuscino per usarlo appena desto. La lucida vernice grigia era leggermente consumata per l'uso. Le dita agili di Seldon, deformate ormai dall'età, si mossero velocemente intorno all'anello di plastica che circondava lo strumento e sulla superficie grigia apparvero alcuni simboli rossi luminosi.

- Questo è il quadro delle attuali condizioni dell'Impero - affermò, aspettando che Gaal aggiungesse qualcosa.

- Certamente - disse infine Gaal - questa non può essere una rappresentazione completa.

- No, non è completa - rispose Seldon. - Sono contento che non accettiate ciecamente le mie affermazioni. Tuttavia, questa approssimazione è sufficiente a dimostrare la mia proposizione. La accettate?

- Sì, sempre che in seguito mi sia permesso verificare la derivata della funzione. - Gaal era diventato cauto nel rispondere. Non voleva cadere in un'eventuale trappola.

- Bene. Aggiungete la probabilità di un assassinio dell'Imperatore, la rivolta dei viceré, la contemporanea ricorrenza di periodi di depressione economica, il diminuito sviluppo dell'esplorazione planetaria, il... Continuò. Ogni volta che elencava un nuovo elemento, toccava con le dita l'anello dello strumento facendo apparire altri simboli, che si univano alla funzione base ampliandola e modificandola. Gaal improvvisamente lo fermò. - Non vedo la validità di quella trasformazione di stato. Seldon ripeté più lentamente il calcolo.

- Ma qui - disse Gaal - avete inserito una socio-operazione proibita.

- Bene. Vedo che siete rapido, ma non abbastanza. Non è proibita in questa congiuntura. Ora ve lo dimostro in un altro modo. Il procedimento fu molto più lungo. Alla fine, Gaal mormorò:

- Capisco, ora. Seldon non aggiunse altre cifre. - Così sarà Trantor fra cinque secoli. Come interpretate queste formule? Aspettò la reazione di Gaal.

- Distruzione totale! - esclamò Gaal incredulo. - Ma... ma è impossibile. Trantor non è mai stata... Seldon era molto eccitato. La sua mente era lucidissima. Solo il suo corpo risentiva il peso degli anni. - Ora fate attenzione. Avete visto con i vostri occhi il risultato. Esprimetelo con parole. Dimenticate per un momento il simbolismo matematico.

- Più crescerà la specializzazione su Trantor - disse Gaal - più il pianeta sarà vulnerabile e sarà difficile difenderlo. - Poi aggiunse:

- Quanto più vi si accentrerà l'amministrazione dell'Impero, tanto maggiore sarà la sua importanza e il suo potere. A poco a poco la successione imperiale diventerà più incerta, la rivolta fra le famiglie dell'aristocrazia serpeggerà più violenta e la responsabilità sociale scomparirà.

- Basta così. E quali sono le probabilità numeriche di una distruzione totale entro cinquecento anni?

- Non saprei dirlo.

- Sono sicuro che siete in grado di calcolare una differenziazione di campo. Gaal si sentiva sotto pressione. Non gli venne offerto il calcolatore. Seldon lo teneva a mezzo metro dai suoi occhi. Fece i calcoli mentalmente sforzandosi tanto che quasi subito il sudore gli gocciolò dalla fronte.

- All'incirca l'85% - disse infine.

- Non c'è male - annuì Seldon, sporgendo il labbro inferiore. - Ma neanche troppo bene. La percentuale esatta è del 92,5%.

- E' per questo - disse Gaal - che siete chiamato Cassandra? Però non ne ho mai letto niente sui giornali.

- E' logico. Una notizia simile non è pubblicabile. Pensate forse che l'Impero voglia ammettere pubblicamente la sua debolezza? Questa è una semplice dimostrazione psicostoriografica. Ma alcuni risultati sono trapelati tra i membri dell'aristocrazia.

- E' male.

Come si legge chiaramente, Gaal Dornick intavola con Seldon una discussione in cui mostra una perfetta padronanza della psicostoriografia, tanto è vero che nota una “socio-operazione vietata” nei calcoli di Seldon, il quale solo dopo un’accurata dimostrazione riesce a convincerlo che in quelle circostanze può invece essere considerata valida. Pertanto nell’incipit del romanzo si dimostra un esperto psicostoriografo, in grado di sostenere una discussione molto difficile sulla materia in questione, che oltretutto appare qui come una scienza matura e ben sviluppata da tempo.

Più in là nel romanzo, Salvor Hardin afferma di avere scelto la carriera politica perché su Terminus non aveva potuto laurearsi in psicostoriografia applicata, come era invece suo desiderio da giovane; e successivamente, durante una discussione con alcuni suoi consiglieri (tra cui Yate Fulman e Lewis Pirenne) fa loro notare che su Terminus non ci sono psicostoriografi: se infatti ve ne fosse stato uno avrebbe capito che l’Enciclopedia Galattica era un inganno e una copertura per il vero ruolo della Fondazione.

Con ciò Asimov ammette implicitamente che la psicostoria esisteva anche prima di Seldon, il quale l’ha soltanto perfezionata ma non ne ha elaborato né il concetto né i fondamenti matematici, come invece è narrato in Preludio alla Fondazione e Fondazione Anno Zero. Nel prologo del romanzo Cronache della Galassia si afferma infatti che “La psicostoriografia fu senza dubbio la scienza alla quale portò il maggior contributo. Seldon ne approfondì lo studio ricavando da una raccolta di pochi assiomi (qui senza dubbio da considerare precedenti) una profonda scienza statistica”.

Interessante anche notare che in Fondazione e Impero Seldon viene citato come uno psicostoriografo, l’ultimo e il più grande , suggerendo l’idea che dopo di lui l’Impero abbia proibito o scoraggiato l’insegnamento di questa disciplina, ritenendola pericolosa.

Sotto questo aspetto, pertanto, la trilogia originaria, se presa da sola, si presenta come un’opera coerente dal punto di vista narrativo. Anche il finale, in cui viene rivelato il mistero della Seconda Fondazione la conclude nel modo migliore. Nulla da dire sulla storia del Mule e del viaggio di Arkady Darell assieme ai coniugi Palver (entrambi agenti della Seconda Fondazione), i quali riescono a depistare la ricerca di questo gruppo di mentalici e a rimettere in funzione il Piano Seldon. La rivelazione finale che la colloca su Trantor è tanto sorprendente quanto perfettamente logica e in linea con tutte le vicende in precedenza narrate.

mercoledì 24 marzo 2021

Premio Letterario "Città di Castello" 2021 - XV Edizione

 

Associazione Culturale Tracciati Virtuali

presenta


Premio Letterario “Città di Castello” XV Edizione 2021

Organizzatore: Antonio Vella

Sezioni: Narrativa/Poesia/Saggistica (opere inedite)

Termine per l’invio delle opere: 30 giugno 2021

Data premiazione: 30 ottobre 2021



Il Premio Letterario “Città di Castello” è una manifestazione annuale riservata agli scrittori di ogni fascia d’età, che si pone l’obiettivo di promuovere e incentivare la passione per la scrittura e per la lettura fra i cittadini di ogni estrazione sociale e culturale. Un progetto di altissimo profilo e di indubbio respiro internazionale, tanto da diventare nel corso degli anni uno dei concorsi letterari di riferimento nel panorama culturale del nostro Paese, a cui partecipano centinaia di scrittori provenienti da ogni regione italiana e anche dall’estero. Fin dalla prima edizione nel 2007, il Premio Letterario “Città di Castello” ha posato le proprie basi su una giuria altamente qualificata e professionale, da sempre presieduta da Alessandro Quasimodo, critico letterario, attore e regista teatrale. Il Premio è riservato a opere inedite, che dovranno essere tali sia al momento dell’iscrizione (entro e non oltre il 30 giugno 2021) che al momento della premiazione finale (il 30 ottobre 2021), ed è suddiviso in tre sezioni: Narrativa, Poesia e Saggistica. Oltre alle tre sezioni principali, il Premio prevede due sezioni speciali: “Mondi e Culture sulle sponde del Mediterraneo”, a favore della conoscenza e dell’interazione tra la cultura italiana e la cultura araba e “Riprendiamoci il futuro”, dedicata agli studenti degli Istituti Superiori. La giuria tecnica nominata e coordinata dall’Associazione Culturale Tracciati Virtuali, d’intesa con il Presidente della Giuria, selezionerà tra tutti i lavori pervenuti n. 20 opere per ognuna delle tre sezioni principali: di queste soltanto 10, a giudizio insindacabile della stessa, saranno ammesse alla fase finale. I volumi premiati verranno pubblicati e commercializzati con il marchio della casa editrice LuoghInteriori.

 

Scarica il bando del Premio Letterario "Città di Castello"


ASSOCIAZIONE CULTURALE TRACCIATI VIRTUALI.

Tracciati Virtuali, costituita nel gennaio del 2012 e con sede a Città di Castello, è un’associazione culturale apolitica, apartitica, aconfessionale, rivolta a tutte le persone senza distinzione alcuna. Come espressione di partecipazione, solidarietà, responsabilità sociale, compartecipazione e pluralismo alla società, l’Associazione è solita richiedere nelle iniziative che intraprende la partecipazione diretta o la collaborazione di enti, istituti e altre associazioni, anche in forma di convenzione. Altresì intende valorizzare le risorse esistenti nel territorio e promuoverne di nuove, nonché progettare eventi non solo nel territorio umbro ma anche in altre località Italiane o Europee in contemporanea o in forma itinerante. Fra le priorità principali sono previste l’attuazione del principio di pari opportunità ed equità nel tessuto sociale, così come favorire una partecipazione attiva delle categorie definite “protette” (bambini, giovani, anziani, donne, cittadini stranieri residenti in Italia, persone svantaggiante in ragione di condizione fisiche, psichiche, economiche o sociali) riservando loro un opportuno spazio in ogni attività.

 

BIOGRAFIA DI ANTONIO VELLA, IDEATORE E ORGANIZZATORE DEL PREMIO LETTERARIO “CITTÀ DI CASTELLO”.

 

Antonio Vella fonda nel 1991 insieme al padre Bruno la casa editrice Edimond, che nel volgere di pochi anni diventa la più importante realtà editoriale in Umbria e il cui catalogo viene apprezzato in tutta Italia sia per i grandi progetti culturali che propone sia per l'alta qualità grafica e tipografica delle pubblicazioni. Nel 2007, parallelamente all'attività editoriale, Antonio Vella dà vita al Premio Letterario "Città di Castello", del quale è tuttora infaticabile promotore e che nel 2021 vede svolgersi la XV edizione. Nel 2013, dopo la scissione societaria della Edimond, Antonio Vella pone le basi per una nuova e affascinante esperienza editoriale, quella che oggi porta il nome di LuoghInteriori, che in soli otto anni di attività ha strutturato un catalogo di oltre 250 pubblicazioni articolate in interessanti e originali collane. Insieme all'Ambasciatore Claudio Pacifico, presidente della casa editrice, sono stati avviati importanti progetti e coedizioni con storiche Istituzioni culturali del nostro Paese.


Scarica logo concorso: qua
 
Contatti: