La fantascienza, dagli albori delle
sue glorie fino a oggi, ha riflesso l’umanità in tutte le storie
che ha proposto. Gli scrittori e gli sceneggiatori più bravi sono
riusciti a immaginare forme di vita il più distante possibile
dall’uomo, ma sempre, inevitabilmente, collegate a esso.
Un esempio che purtroppo non è mai
stato tradotto in film è il capolavoro Neanche gli Dei, di
Isaac Asimov. In questo romanzo gli esseri dell’universo parallelo
che viene in contatto col nostro si dividono in due specie: i morbidi
e i duri. I morbidi si compongono, a loro volta, di tre sessi ben
definiti: il razionale, il paterno e l’emotiva. E dalla loro
fusione nasce un individuo dell’altra specie!
Mi rendo conto che ridurlo a queste
poche righe, nella descrizione, è un delitto. Infatti Asimov
immagina il parauniverso con leggi della fisica differenti, con
stelle più piccole, le paracreature sono basate sul silicio anziché
sul carbonio. Insomma, il massimo della fantasia tenuta su binari
credibili da uno scienziato. Eppure nei dialoghi tra l’emotiva, il
paterno e il razionale traspare quella che non si può cancellare
nella storia: l’umanità. Probabilmente se questa non ci fosse, se
a scrivere la vicenda fosse un extraterrestre, non riusciremmo a
comprenderne il senso. Ma se questo accadesse, la fantascienza non
sarebbe più tale e diverrebbe realtà.
Altri autori hanno volato più in
basso. Gli alieni dell’universo Star trek, per esempio, sono sempre
della stessa statura dell’uomo. Hanno diversità facciali figlie di
un make-up bizzarro che però non li fa mai allontanare dalla forma
umanoide. Inoltre respirano tutti la nostra aria, facile eh?
Star Wars è ancora più sfacciato:
Mandaloriani e Corelliani sono cacciatori di taglie e cowboys, i
cavalieri Jedi sembrano bonzi alla corte di Re Artù e gli Imperiali
sono la Wehrmacht che viaggia sulle astronavi.
La fantascienza, soprattutto al
cinema, è diventata spettacolo e trasposizione di tutto ciò che è
terrestre in un ambiente extraterrestre. Il limite all’immaginazione
è il limite della nostra stratosfera, ma anche più semplicemente
del nostro orizzonte visivo. L’essere umano riesce a immaginare
solo rielaborando ciò che ha visto durante la sua vita.
Ma quando la fantascienza diventa
pericolosa?
Purtroppo spesso si è passati dal
puro intrattenimento alla psicosi, con gli ufologi a caccia di
complotti, convinti che i governi nascondano gli extraterrestri e la
loro tecnologia in laboratori segretissimi.
L’Ufologia si è addirittura fusa
con la Religione e così abbiamo Ashtar Sheran,
il Comandante della Flotta
Intergalattica della Federazione della Luce (nientepopodimenoche).
In
pratica la manifestazione fisica dell’Arcangelo Michele, il
guerriero più potente
delle Milizie Celesti.
Ashtar
Sheran attinge la sua forza spirituale dagli Andromediani, che sono
anche guida spirituale per i Pleiadiani. E guarda caso Pleiadiani,
Grigi e Rettiliani, sono i più diffusi negli incontri ravvicinati
con gli UFO.
Ma
non solo: secondo alcuni contattisti Gesù di Nazareth sarebbe
un’incarnazione dell’Arcangelo Michele e quindi di Ashtar
Sheran. Ce n’è abbastanza
per passare tutto a uno psichiatra!
Non
c’è troppo da scherzarci su: in America il Santone di una setta
ufologica ha portato al suicidio di massa i suoi adepti. E siamo
sicuri che solo le sette siano fantascienza e quindi fantafollia? Chi
può dimostrare che la Fede non sia il parto dell’immaginazione di
inconsapevoli autori del passato?