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lunedì 17 settembre 2018

Alien Silver



Antologia di racconti di fantascienza

Che misteri nasconde la mente di un drogato all'ultimo stadio? Alieni invisibili impongono un regime fin troppo garantista. L'uomo potrà accettarlo? Nel mondo dei sogni i libri diventano comete? Cosa nasconde l'orrido muraglione a ridosso della decaduta Bologna? Può il diavolo rubare l'anima alla più pura delle dee? La comunanza sinaptica fra coniugi è davvero un bene? Le prigioni del futuro potrebbero non avere sbarre. Una buona soluzione o un incubo? Se il potere non ha orecchie per i più deboli quale alternativa alla rivoluzione? La consapevolezza porta a nuove gerarchie. Tutto è come appare? E se Gesù, perse definitivamente le speranze, ci lasciasse? Se Dio e Satana non fossero altro che incalliti videopokeristi? Il nostro domani sarà ostaggio di orride e infinite trincee?


Eccomi qua con un mio racconto nella nuova antologia di Scritture Aliene. Ormai è diventato un appuntamento fisso ogni anno, sempre nella speranza che l’anno prossimo esca l’ennesimo metallo alieno.
Sono orgoglioso di aver partecipato al progetto insieme a tanti bravi colleghi e se il precedente Alien Gold è stato un ottimo volume, vi assicuro che questo vale almeno il doppio, perché contiene più racconti e perché è ricco di idee che vi spiazzeranno.
Buona lettura.


martedì 24 aprile 2018

Gli extraterrestri sono brutti?



Quanto sono brutti gli extraterrestri? Beh, nei film di fantascienza lo sono parecchio e il loro aspetto è sempre stato il sistema migliore per decretarne l’attitudine. In fondo siamo noi che li inventiamo, non sappiamo come siano realmente quelli veri, lontani anni luce e quindi irraggiungibili.


Negli anni ‘50 i mostri alieni erano orripilanti e spesso si esprimevano a grugniti. Ciò serviva a sottolinearne l’indole bestiale e malefica, infatti dovevano rappresentare una minaccia per i buoni, che trionfavano sempre nel finale uccidendoli.

Quando invece, capitava l’extraterrestre buono somigliava all’uomo. Due esempi classici sono Il cittadino dello spazio e Ultimatum alla Terra.


Negli anni ‘80 la fantascienza cinematografica è cresciuta, gli effetti speciali e il makeup hanno fatto passi da gigante, ma l’emozione che si voleva suscitare nello spettatore ha continuato a guidare gli autori del design alieno.



E così Alien è un predatore terrificante, la sua intelligenza è indefinita e l’aspetto è di quelli che spaventano.



E.T. è brutto, ma siccome è un cucciolo ed è buono come il pane e soprattutto deve piacere ai bambini, ha gli occhi grandi come Bambi.


Il Drac Jeriba, del film Il mio nemico, è un soldato che combatte una guerra intergalattica contro gli umani e non è affatto cattivo, lotta semplicemente per il suo popolo. Precipitando su Fyrine IV sarà costretto, per sopravvivere, a collaborare col suo nemico Davidge e entrambi diventeranno amici (come succedeva in Duello nel Pacifico, tra il soldato giapponese e quello americano). L’aspetto rettiliano di Jeriba è brutto, però è studiato per non trasmettere paura.



Gli extraterrestri che appaiono nella trilogia di Men in Black sono bizzarri, ma continuano a seguire la regola del “brutto buffo” per quelli buoni e “brutto spaventevole” per quelli cattivi.

È molto probabile che un vero alieno, se riuscisse a raggiungerci, potrebbe spaventarci nonostante avesse intenti pacifici, a causa del suo aspetto a noi repellente. 


In quel caso... saremo abbastanza maturi da non seguire la regola dell’extraterrestre cinematografico?
 




giovedì 18 gennaio 2018

Esoscheletro nella fantascienza

L’esoscheletro è un’armatura pesante che avvolge un uomo e ne amplifica, oltre alla protezione, la forza. Questo grazie a sofisticati meccanismi oleodinamici controllati da circuiti elettronici e da un software che interagisce direttamente col cervello dell’ospite.

Spesso di queste diavolerie abbiamo letto nei libri di fantascienza militare e in seguito, grazie ai prodigi degli effetti speciali le abbiamo ammirate al cinema.


Il romanzo più famoso che parla di esoscheletri è Fanteria dello Spazio di Robert A. Heinlein. Qui gli umani fronteggiano i terribili extraterrestri aracnoidi protetti da enormi scafandri estremamente tecnologici, che permettono loro di volare, resistere ai colpi più violenti e rispondere al fuoco con armi micidiali.

Nel 1997 fu realizzato il film Starship Troopers – Fanteria dello spazio, liberamente tratto dal romanzo, con due pecche gravi: la prima riguarda i ragni del pianeta Klendathu, che invece di essere intelligenti e impugnare armi come nel libro, risultano piuttosto un’orda di mostri stupidi. La seconda è relativa all’esoscheletro, assente del tutto! I marine infatti combattono con elmo, armatura leggera e mitra. Cosa che fa tanto Vietnam ma è poco credibile. Solo nel terzo film della Saga appare l’esoscheletro M11 Babar e i marine ne fanno uso, peccato che a quel punto il film sia ormai arrivato quasi ai titoli di coda.

  
Un esoscheletro non militare, adibito allo spostamento del carico della Sulaco, permette a Ripley di duellare con la regina degli Xenomorfi in Aliens – Scontro finale, del 1986.


Il migliore, secondo me, tra gli esoscheletri che abbiamo visto al cinema è l’AMP suit delle forze terrestri che invadono Pandora nel film Avatar, del 2009.



Gli esoscheletri sono stati riproposti in molti altri film (Elysium, Edge of Tomorrow) nei videogiochi (Halo, Metroid, Fallout) e perfino nei fumetti, col famoso Iron Man.

Esistono progetti militari per realizzare esoscheletri veri, che diano un reale vantaggio ai soldati in guerra. Uno di questi è il Tactical Assault Light Operator Suite (TALOS), un esoscheletro robotico che dovrebbe entrare in dotazione all’esercito statunitense proprio dal 2018.

Fanteria dello spazio 
Avatar 
TALOS 

  
E infine ecco il mio esoscheletro, protagonista delle battaglie sui pianeti Archon e Bhlyss nei due romanzi: