Mi è capitato di rivedere Il
villaggio dei dannati, di John Carpenter. Lo ricordavo come il
più brutto tra i suoi film, nel 1995 rimpiansi il classico del 1960.
Invece i due film sono molto simili nella sostanza, tranne un paio di
eccezioni: il feto alieno xenomorfo non ancora del tutto somigliante
a un essere umano e la mamma che salva il bambino pochi istanti prima
dell’esplosione nel granaio, lasciando il finale aperto a un
possibile sequel. Allora perché fu un flop al botteghino? La solita
maledizione dei film di fantascienza di Carpenter? Di sicuro raccontare una vicenda già vista non porta mai bene. E poi il proliferare
di film spielberghiani stracolmi di extraterrestri buoni che
disabituavano il pubblico a quelli del tipo “minaccia incombente”
potrebbe aver contribuito. Anche se Carpenter non era nuovo ai
remake e il suo La Cosa, del 1982, è infinitamente migliore
di La cosa da un altro mondo del 1951.
I figli dell’invasione, di
John Wyndham del 1957, è il romanzo che ispirò i due film.
Contiene cose che fu obbligatorio cambiare, per esempio la pelle
argentea dei bambini. Essendo il film del
1960 in bianco e nero non si sarebbe notata la differenza,
mentre in quello del 1995 i bambini sarebbero apparsi ridicoli;
quindi la scelta dei capelli platinati fu la migliore. Anche la mente
collettiva maschile che guida il gruppo dei ragazzi e l’altra
femminile che guida le ragazze, riunite in una sola alla guida di tutti
i babyalieni, rende sicuramente più moderno il prodotto.
Indimenticabile la scena finale nel
film del 1960: dopo l’esplosione del granaio si irraggiano, insieme
alle fiamme e ai detriti, i minacciosi occhi alieni come fossero
tanti spettri.
Eppure il dettaglio più ovvio
presente sulla carta si perse nella trasposizione cinematografica: la
foto aerea del misterioso oggetto argenteo non identificato atterrato
vicino a Midwich durante il blocco della barriera e la perdita di
conoscenza degli abitanti. Era arrivato un UFO, capperi! Se nel film
non lo dici si può pensare al soprannaturale. E Carpenter ne ha
fatti parecchi di film con quella robaccia! Tra l'altro, proprio all'inizio del suo film, con i lamenti o i sibili o cosa diavolo siano, che si spandono nell'aria intorno a Midwich, scattano subito le antenne sull'horror.
In ogni caso le pellicole, il
remake e il classico, iniziano presto a scricchiolare e litigano con la
logica. Magari per stare nei 102 minuti o addirittura nei 77 minuti,
oppure semplicemente per inseguire la suspense a tutti i costi.
L’idea di base geniale e di forte effetto emotivo, dello scrittore
John Wyndham, arriva comunque allo spettatore. Tuttavia chi vede i
film senza leggere il libro resta almeno con un paio di dubbi:
Primo – Come fanno gli
extraterrestri a fecondare le donne durante il blackout? A parte
l’improbabile fusione di due specie differenti, non arrivano
fisicamente (nei film). Potrebbero essere incorporei, ma visto che la
riproduzione umana necessita di ovulo e spermatozoi, quale
ingrediente sostitutivo portano in alternativa? Qualcuno potrebbe
pensare allo Spirito Santo. Anzi, allo Spirito Diabolico!
Secondo – I bambini alieni
dimostrano un’intelligenza superiore rispetto ai terrestri. Perché
allora rivelarsi ostili da subito, attirando le attenzioni del
nemico? Controllano la mente, avrebbero potuto dominare gli abitanti
del villaggio senza ucciderne nessuno. Per esempio, nel romanzo di A. E. van Vogt Il segreto degli Slan c'è la nuova specie di telepatici senza antenne che manipola gli umani mentre sono impegnati a perseguitare i telepatici con le antenne.
Spesso, soprattutto in passato, il cinema fu grossolano rispetto ai libri e i film di fantascienza
americani e inglesi degli anni ‘50/’60 sembravano fatti in serie. La
tranquillità della società occidentale veniva minacciata
dall’invasore spaziale, sia che arrivasse a bordo di dischi
volanti, o su meteore in grado di accecare la popolazione e liberare
vegetali carnivori deambulanti, oppure in baccelli capaci di duplicare
le loro vittime durante il sonno. I metodi non cambiavano
l’obiettivo: un nemico spietato ci attaccava! E il cinema si
riempiva…
Nel 1995 la faccenda sapeva troppo
di minestra riscaldata e il flop era maledettamente in agguato...
Nel 1962 i sovietici girarono I
sette navigatori dello spazio. Quel film mi sbalordì, perché i
venusiani non erano affatto ostili. Rimanevano nascosti per tutto il
film e ne appariva solo uno nel finale, riflesso in una pozzanghera,
durante il decollo del razzo che riportava i terrestri a casa. Questo
per chiarire chi fossero gli invasori e chi si sentisse minacciato.
Ebbene, tutto questo ragionamento
per arrivare alla conclusione più ovvia: i film come Il villaggio
dei dannati erano belli perché semplici. C’era un nemico che
arrivava dallo spazio e i poveri terrestri dovevano contrastarlo per
salvarsi, tutto qui e valido per tutti! Oggi fanno film più
complessi e a volte è come se si perdesse qualcosa… Cosa? Forse proprio l’atmosfera
di Midwich.