Steven Spielberg è stato
aspramente criticato per il suo Disclosure Day. Eppure Spielberg ha fatto
Spielberg: il film è perfettamente in linea con tutto ciò che il regista ha
prodotto nella sua lunga carriera. È soprattutto in linea con la fantascienza
di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e E.T. Inoltre è una festa per gli
ufologi! Spielberg, da buon volpone,
ha mischiato tutti gli elementi classici dell'ufologia, ha cucito insieme le
panzane sugli avvistamenti e ha condito il panettone con il suo inconfondibile
stile. Durante la visione le spiegazioni tardano a arrivare, le situazioni
estreme si risolvono sempre all'ultimo secondo e il senso del meraviglioso
viene trasmesso con le immagini e la musica.
È difficile criticare chi ha confezionato un buon
prodotto per il target di riferimento. Semmai si può criticare la fonte: i
Grigi di Roswell, col loro disco volante vintage e il perfido governo
statunitense che li avrebbe trasferiti nell'Area 51 per sezionarli e tenere per
sé l'avanzatissima tecnologia extraterrestre.
Negli anni '90 due
inchieste sugli UFO rivelarono che il progetto Mogul, un'operazione
segretissima degli USA per controllare e prevenire le mosse sovietiche durante
la Guerra Fredda, sarebbe alla base dei veri fatti accaduti il 2 luglio 1947. E
grazie ai documenti desecretati sono state fornite le prove di quei fatti.
Quindi lo schianto a Roswell è una bufala e gli omini grigi col
testone alti un metro e venti sono degli stereotipi, un pò come le altre figure mitiche inventate dall'uomo nel corso della sua
esistenza.
Gli antichi immaginarono i
folletti, gli elfi, i satiri, i sileni, i nani, gli orchi, le sirene,
eccetera...
Al genere umano la
fantasia non è mai mancata. L'uomo crede in tutto ciò che inventa, infatti
l'uomo crede in Dio. All'epoca degli avvistamenti poi, gli americani ci davano dentro parecchio col whiskey e gli hippie consumavano talmente tanto LSD che accanto
ai Grigi vedevano anche i draghi! Da non sottovalutare poi il fatto della
contrapposizione tra USA e URSS e quindi gli aerei sperimentali di entrambe le
fazioni che svolazzavano nei cieli di mezzo mondo.
Che cosa hanno in comune
un Grigio e un satiro? Probabilmente la mente umana che li ha inventati. Il
satiro è la fusione tra un uomo e una capra, mentre il Grigio è la caricatura
di un uomo. È gracile perché immaginiamo che una civiltà avanzata non abbia
bisogno di muscoli, magari ai lavori pesanti pensano i robot. Ha quattro dita
per essere diverso da un uomo ma alcuni testimoni descrivono i Grigi con tre
dita. Ha la testa grossa perché crediamo che un cervello più grande sia
sinonimo di intelligenza, eppure i Neanderthal avevano il cervello più grande
dei Sapiens e si sono estinti.
Infine il fatto più
assurdo: i Grigi respirano la nostra aria e spesso sono nudi. Forse hanno un
campo di forza invisibile che li circonda con la loro atmosfera? Forse chi li
ha inventati non si è posto questa domanda.
Un'altra assurdità
dell'ufologia, che però Spielberg ha dovuto cavalcare per il suo film, sono gli
extraterrestri che giocano a nascondino: arrivano sui loro dischi, rapiscono le
persone e le sottopongono a misteriosi esperimenti, poi se ne vanno per tornare
e mostrarsi solo ad alcuni. Nel 1970, la serie britannica UFO dette una
spiegazione: gli alieni arrivano da un pianeta morente e rapiscono gli umani
per trapiantare gli
organi sani al posto dei loro malati. A prima vista sembrava una trovata
logica, ma può esistere un pianeta con condizioni identiche a quelle terrestri
e abitanti talmente simili a noi da poter utilizzare i nostri organi per
sopravvivere?
Quella
degli extraterrestri che
raggiungono la Terra viaggiando per molti anni luce e si nascondono potrebbe reggere se intendessero attuare un'invasione silenziosa, ma possibile che i problemi di logistica dobbiamo
averli sempre e soltanto noi? È molto più verosimile Independence Day: il
giorno in cui arriveranno li vedremo al TG1, con le loro astronavi ferme sopra
le maggiori città, probabilmente non per distruggerle ma per stabilire un
contatto con l'umanità.
Di tutto questo comunque Spielberg non si è preoccupato proprio
perché non era necessario per realizzare un film dei suoi. Lui non è
Christopher Nolan, non gli interessano i dettagli scientifici per rendere
credibile un clone del bellissimo Interstellar, Spielberg è un prestigiatore
che gioca con l'emotività dello spettatore e anche questa volta l’ha incantato
con la sua magia. O almeno ha
tentato di farlo, senza riuscirci con tutti.
La delusione di molti è
dovuta al fatto che ormai siamo smaliziati e
il giochino che funzionava negli anni '80 ripetuto quasi identico nel 2026
stenta a funzionare.
