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venerdì 15 maggio 2020

L'ombra oscura - Guido de Eccher




Perché parlare sempre di fantascienza in un blog di fantascienza? Perché non parlare anche di altro, visto che la vita è priva di ometti verdi con testone, orecchie a punta e antenne? Scrivo questo perché ho letto un bel romanzo Noir, di quelli che ti tengono i piedi ben piantati in terra e ne voglio parlare qui, oggi!

L’ombra oscura, di Guido de Eccher, è un romanzo in cui ci sono l'omicidio, il mistero e le indagini svolte per districare la matassa. Tuttavia, come ogni Noir che si rispetti, segue le regole del genere: la polizia sfiora il perimetro della storia senza mai diventarne parte attiva. Il protagonista, Damiano Rizzo, non è un investigatore e ha molte qualità autodistruttive. Fugge dalle relazioni sentimentali e in sostanza non ha mai affrontato la vita, anche se ne ha sfruttata ogni occasione. È un affermato psicoanalista e da Bari si è trasferito a Milano, dove le possibilità di carriera sono senz’altro maggiori.
Un giorno arriva una donna nel suo studio, che dice di aver perso la memoria e chiede il suo aiuto per recuperarla. Ma Damiano è sconvolto per l’incredibile somiglianza di lei con una sua vecchia fiamma, abbandonata incinta a Bari, dieci anni prima. A questo punto, coinvolto emotivamente e tormentato dai rimorsi, decide di ingaggiare un investigatore privato per scoprire la vera identità della donna.
La vicenda procede in un crescendo di indizi, che rendono il mistero sempre più torbido. Il pericolo si avverte con l’avanzare delle pagine e si inizia a temere per i protagonisti. Un po' come succede nei thriller più classici la tensione sale per poi sfumare e a quel punto, quando il lettore si rilassa, arriva la frustata. Da parte mia, ho sentito il bisogno di correre ogni volta al capitolo successivo senza interruzioni, preso dalla voglia di scoprire come sarebbe andata a finire. E non sono rimasto deluso.

Ottima la confezione e l’impaginazione del libro, non conoscevo La Ruota edizioni e devo dire che hanno fatto un bel lavoro. Il volume fa la sua figura piazzato sulla mia libreria, accanto a quelli di Manfredi, Augias, Asimov, Vance, Sawyer e agli altri due di de Eccher che ho dal 2013.







l'autore:

Guido de Eccher vive a Padova, è laureato in Lettere ed è stato insegnante e dirigente scolastico. Da sempre appassionato di scrittura, da quando è in pensione ha scritto molti romanzi tra cui Il Nuovo Sistema (Runa Editrice, 2012), A che ora finisci? (Faligi Editore, 2011) e La geografia del cielo, (Faligi Editore, 2013). Ha partecipato a numerosi concorsi letterari, sia con romanzi che con racconti, alcuni dei quali pubblicati, conseguendo lusinghieri risultati. L’ombra oscura si è classificato primo al concorso letterario “Gustavo Pece” 2019 nella sezione Narrativa inedita.
 

venerdì 1 maggio 2020

Fantascienza 2020




Ormai la fantascienza nel 2020 è solo cinema e serie TV. Questo è dovuto agli effetti speciali che hanno raggiunto la perfezione e alla potente macchina per far soldi che è il mondo dell’intrattenimento visivo, videogame compresi.
Gli scrittori esistono ancora, i loro romanzi vincono i premi Nebula, Hugo, Urania, Locus… ma non sempre la trasposizione sul grande schermo dipende dall’eccellenza del testo. Spesso è la popolarità tra la massa che spinge i produttori a investire su un soggetto.

Temo molto una imminente quanto inevitabile trasposizione cinematografica di Fortnite, che orrore!

Eppure, forse riusciranno a trarne ugualmente qualcosa di buono? Forse sì... perché? Semplice: perché gli sceneggiatori sono scrittori. Scrivono in maniera diversa, la sceneggiatura ha le sue regole spartane e deve lasciare mano libera al regista, però è il rifugio e il successo di molti di loro. Spesso dei più bravi.
Negli Stati Uniti c’è il sindacato degli sceneggiatori, completamente diverso dai nostri. Devi versare una cospicua quota di associazione, roba da centinaia di migliaia di dollari, e sei sicuro che le Major si rivolgeranno a te e non a uno sceneggiatore francese per il loro film.
Quante persone hanno visto Terminator e quante hanno letto Sparate a vista su John Androki? Il cinema vince a mani basse contro i libri ed è meglio fare lo sceneggiatore piuttosto che lo scrittore.
Detto questo il cinema e le serie TV si ripetono molto: oltre a tutta una serie di inutili remake e reboot, fatti per investire sul sicuro, ci sono speciali categorie in cui si possono racchiudere le varie produzioni. E a volte, un film che non sta in una di queste ed è un ottimo film, incassa poco, come è successo per il bellissimo Moon.

Categoria 1: Ai confini della realtà, Oltre i limiti, Storie incredibili. È la categoria dell’impossibile, di ciò che non ti saresti mai aspettato che potesse accadere e che invece accade. È la mia preferita e funziona sempre.
Categoria 2: Space opera. Star Trek, Star Wars, Battlestar Galactica e tutto il repertorio tecnologico e utopico del futuro. In questa categoria è difficilissimo entrare con qualcosa di nuovo, per cui si mangia sempre la stessa minestra.
Categoria 3: Fantahorror. Dopo capolavori come Alien e la Cosa, tutto quello che è venuto dopo l’abbiamo dimenticato nel giro di pochi giorni.
Categoria 4: Distopia. Questo tipo di film ha sempre attinto a piene mani dai romanzi di fantascienza. La fuga di Logan è un ottimo titolo del passato, Maze Runner è una mediocre Saga del recente.
Categoria 5: I robottoni. Dopo film fracassoni come Transformers e Pacific Rim aspettiamo a gloria Gundam e Goldrake.
Categoria 6: I supereroi. Non è fantascienza! Tuttavia contamina la fantascienza, vedi I Guardiani della Galassia, Lanterna Verde, Captain Marvel.

Ecco, con un rullo del genere andiamo avanti fino al 3500, però le cose fatte a catena di montaggio buttano un tantino giù il morale. Che belli i tempi della fantascienza artigianale di Jules Verne!

mercoledì 1 aprile 2020

Fantascienza Harakiri

Pesce d'Aprile con CoronaVirus!







È bello che ci siano sempre nuovi gruppi di libri di fantascienza su facebook. Devo confessare che non leggo più gli Urania da tempo, ne ho uno in casa comprato per partecipare al Premio che non vincerò mai e non riesco a superare le dieci pagine. Non perché sia brutto o scritto male, ma solo ed esclusivamente per colpa mia! Sono stremato dall’ambiente e rimpiango i miei dieci anni davanti alla TV con Goldrake.
A proposito, ho provato a rivedere una puntata di Goldrake e ho finito per mandare avanti veloce. Che delusione! Ogni cosa ha la sua età e quella è passata.
Per ambiente non intendo la solita lagna contro gli editori cattivi che si lasciano scappare il fenomeno e preferiscono pubblicare gli amici degli amici. È stantia. Gli editori pubblicano chi gli pare, hanno i soldi e sono come il MegaDirettoreGalattico di Fantozzi. Il mondo va così e così andrà sempre.
Per ambiente intendo noi! Noi siamo sempre gli stessi scrittori sfigati e affolliamo una rete che somiglia a un pollaio. In ogni gruppo riesci a individuare gli stessi utenti del gruppo visitato in precedenza. Alla fine è un club a numero chiuso con tanti professori della materia (gli scrittori) e con nessun alunno (i lettori).
Quando morirò i miei scritti “...andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia” (Roy Batty). E non c’è niente da fare, la lotta è impari. Perderla è una certezza.
Tuttavia, anche se qualcuno di noi fosse davvero un fenomeno e si ergesse sulla massa col possente editore a coprirgli le spalle sarebbe ugualmente una dura battaglia. Infatti per la fantascienza scritta il nemico più terribile resta Sky.
Negli anni che ormai sono storia, quando vedevi un bel film di fantascienza al cinema e poi leggevi fumetti e libri fino al prossimo, era l’astinenza a farti macinar pagine. Oggi tutto questo è stato distrutto dall’abbondanza televisiva, a volte anche mediocre, fruibile senza impegno.
Ho letto il libro di un amico e mi ha divertito: ero convinto fosse fantascienza, ho pensato che i viaggi nel tempo siano un tantino abusati, ma preso dalla vicenda sono andato avanti. Ebbene, solo nel finale ho capito che non stavo leggendo un libro di fantascienza! Il balzo da un genere all’altro non me l’aspettavo. È stato divertente. Quel romanzo (del mio amico) è ottimo e meriterebbe un film con Marco Giallini e Edoardo Leo. Tuttavia nessun regista lo prenderà mai in considerazione se non sa che esiste. E nessun lettore che non sia un amico o un parente dell'autore lo leggerà, sempre per il medesimo motivo. Allora, siamo a Don Chisciotte contro i mulini a vento! Azzoppati per giunta, dall'enorme offerta visiva a disposizione: Sky, Prime, Netflix.
Pensiamo davvero che un tizio, arriva a casa dopo una giornata di lavoro e sceglie di leggere l’ebook di uno sconosciuto sul Kobo Clara perché gliel’hanno consigliato i gruppi facebook dei quali non si lascia sfuggire neppure un post? Probabilmente non sa neppure che esistono, quei gruppi su facebook! Io dico che quel tizio si guarda un film fracassone tipo Transformers, si scola una birra e va a letto.
Ecco, ora che ho alzato il morale a tutti, buon lavoro con la scrittura.
P.S.: non ascoltatemi, bisogna pensare positivo e io di positivo ho solo il fatto di non essere composto di antimateria.

lunedì 6 gennaio 2020

Concorso letterario su NASF



Questo è un raccoglitore di xudroli. “E che diavolo sono, gli xudroli?” direte voi? Beh, fino al 2072 nessuno sapeva cosa fossero, ma proprio in quell’anno un piccolo asteroide entrò nel sistema solare. Superò indenne i giganti gassosi, oltrepassò Marte e sfiorò la Terra talmente da vicino da venir catturato dalla sua attrazione gravitazionale.
Da quel giorno l’umanità ebbe due lune nel cielo.
In seguito iniziò il lento rilascio delle particelle aliene che allarmarono le superpotenze mondiali.
Alcuni stolti governanti guerrafondai lanciarono un altrettanto stolto e inopinato attacco nucleare per liquidare l’intruso, senza neppure attendere i risultati delle analisi che gli scienziati stavano operando sulle particelle. Così, la nuova luna ebbe una vita breve, esplose disperdendo frammenti nello spazio e sulla superficie terrestre, causò danni ingenti e spezzò innumerevoli vite.
Eppure, la concentrazione di particelle, in quei punti ove aveva avuto la possibilità di concentrarsi, dette origine a formazioni minerali azzurre, in seguito nominate xudroli, che rivelarono prodigiose qualità rigenerative per l’uomo.
In pratica l’intruso era giunto per allungarci la vita, ma gli stupidi l’avevano ucciso riducendo enormemente la possibilità di usufruire del beneficio.
Nacque così il mestiere di raccoglitore di xudroli, così come un tempo erano stati gli antichi cercatori d’oro. Anche se, a differenza di loro, lui cercava qualcosa di molto più prezioso: l’elisir di lunga vita.


 



UN LAVORO FANTASTICO


Inventatevi un lavoro che ancora non esiste e ricamategli attorno una storia. Potete anche resuscitare una professione del passato per adattarla al mondo che, da allora, è cambiato.

martedì 16 luglio 2019

Fantascienza Perduta




Negli anni ‘70 mio padre comprava Urania. Ogni uscita, compresi i Millemondinverno e Millemondiestate. Grazie a Urania ha conosciuto Asimov, Vance, Heinlein, Clarke e tanti altri giganti della fantascienza internazionale. E io che seguivo Goldrake e Spazio 1999 in TV, iniziai a leggerli (qualche anno più tardi).
Questo significa che mio padre è un famelico lettore di libri che mi ha trasmesso la passione per la lettura? No, per niente! Lui mi ha solo trasmesso la passione per la fantascienza.
Urania è una collana che, negli anni ‘70, vendeva alla massa; una massa che seguiva un marchio e si avvicinava agli scrittori per fedeltà a quel marchio. All’epoca il cinema Western era in declino e quello di Fantascienza aveva iniziato la sua ascesa con 2001: Odissea nello spazio e sarebbe esploso con Guerre Stellari. Ma se volevi immaginare l’esplorazione del cosmo, le subdole invasioni extraterrestri o una Fondazione che archivia il sapere dell’Uomo mentre l’Impero Galattico precipita nella barbarie, potevi farlo solo con i libri.
In ogni caso la Fantascienza, nei romanzi, nei film e nei fumetti, è sempre stata considerata opera di evasione e quindi in letteratura snobbata come categoria minore. Perché?
Beh, perché le persone che si avvicinano al genere sono come me e come mio padre. Persone della massa, persone che non hanno letto Tolstoj ma neppure Salgari (non sempre, ma comunque spesso).
A questo punto, visto che è opera di evasione, che i tempi sono cambiati, che gli effetti speciali al cinema hanno raggiunto la perfezione e che i fenomeni letterari da milioni di copie recenti sono Maze Runner, che futuro possono avere i libri di fantascienza?




mercoledì 7 novembre 2018

Antologia di fantascienza NASF 14





 
Il mio racconto “L’uomo di Europa” è pubblicato in questa antologia di 249 pagine! Sono felice, sono in compagnia di tanti bravi autori che bazzicano nel forum NASF su AssoNuoviAutori.org.
Ebbene?
I Forum sono preistorici? Facebook è il futuro?
Può darsi... 
Siamo un po' come i giapponesi che continuavano la guerra nelle isole del Pacifico anche quando ormai la Seconda Guerra Mondiale era finita.
La gente non legge e i film hanno preso il posto dei libri? Chi se ne frega, noi scriviamo lo stesso. I pochi lettori leggono solo i best sellers? La pubblicità, con frasi del tipo "autore da un milione di copie vendute", onnipresenti sulle copertine della grande distribuzione guidano gli acquisti? Ovvio! E noi insistiamo, chi se ne frega? Noi scriviamo lo stesso.
Scrivere è anche divertirsi e sicuramente fin qui ci siamo divertiti! Aggiungerei che scoprire racconti scritti col cuore potrebbe sorprendere soprattutto il lettore di best sellers...
Tuttavia l’universo è sottoposto alla legge del Caos! E può darsi che quel lettore non avrà mai una simile fortunata sorpresa, perché senza pubblicità tutto dipende dalle coincidenze astrali, dalle tempeste magnetiche e dall'influenza dei buchi neri.

giovedì 1 marzo 2018

I Crononauti



Viaggiare nel tempo è ormai un classico della fantascienza: The Time Machine, di H. G. Wells, ispirò il film L’uomo che visse nel futuro, di George Pal. La trilogia di Ritorno al futuro, di Robert Zemeckis, mescolò viaggi temporali, avventura e comicità. La vecchia serie TV Kronos – sfida al passato ci meravigliò col suo Tunnel del tempo ipnotico.




Eppure, restando con i piedi per terra, ci rendiamo conto che l’unico modo che abbiamo per viaggiare nel tempo è tornare al passato con la nostra memoria.
Non sappiamo nemmeno se il tempo esiste, se non in termini di percezione soggettiva e di costruzione razionale.
Inoltre, anche se fosse possibile, si potrebbe tornare solo indietro, nel passato. Perché neppure il futuro esiste ancora.

E allora? Allora chi se ne frega!




Se la velocità della luce non può essere superata (lo dimostrò Albert Einstein) gli scrittori di fantascienza si sono inventati l’Iperspazio, la velocità Warp, le Porte Stellari. E per i viaggi nel tempo hanno dato il medesimo libero sfogo alla fantasia: congegni che girano su sé stessi, tunnel temporali, una splendida DeLorean alimentata da 1,21 Gigawatt e addirittura una cabina telefonica della polizia inglese per Doctor Who.



 
I viaggi nel tempo danno spesso origine a paradossi temporali.


Paradosso 1: un crononauta arriva dal futuro e incontra l’inventore della macchina del tempo, che non l’ha ancora inventata e neppure ci pensava. Gli spiega come funziona e gli fornisce i progetti di costruzione. A questo punto l’inventore inventa qualcosa che arriva dal futuro dove tutti attribuiscono a lui quella invenzione. Ma il vero inventore non esiste, è rimasto tra le pieghe del paradosso!

Paradosso 2: un crononauta torna nel 1915 e riesce a uccidere Hitler mentre questi combatte come caporale nella Prima Guerra Mondiale, in questo modo impedisce lo scoppio della Seconda e salva milioni di vite umane.

Le conseguenze possono essere imprevedibili: magari tra le vittime che ha salvato c’è un futuro dittatore terribile come Hitler, ma destinato a sottomettere l'intera umanità. Oppure la nonna del crononauta non sposerà più il nonno, perché il suo primo amore non è morto in guerra. E il crononauta non nascerà come non nascerà neppure suo padre. Entrambi svaniranno nel nulla a causa del paradosso!




I paradossi temporali possono cambiare il futuro o generare futuri alternativi (sempre nella fantasia dei creativi), eppure il classico The Time Machine incantava senza costruire intrighi particolari. E queste sono le storie sui viaggi nel tempo che più mi piacciono!

Il protagonista raggiunge un lontanissimo futuro, migliaia di anni dopo la guerra atomica. La natura ha trionfato sulle radiazioni, l'acqua è pura e la vegetazione è rigogliosa. Gli Eloi vivono tranquilli, senza lottare per procurarsi il cibo. Periodicamente suona la sirena (un tempo usata per l'allarme attacco atomico) e gli Eloi si incolonnano verso un portale che li porta nel sottosuolo. Qui li attendono i Morlock e una fine terribile.



 
Un altro ottimo film sui viaggi nel tempo è L’uomo venuto dall’impossibile, di Nicholas Meyer. In questo caso è addirittura H. G. Wells a costruire la macchina del tempo, ma Jack lo squartatore se ne impadronisce e fugge nel futuro pronto a perpetrare nuovi delitti. Lo scrittore inventore inizierà così un disperato inseguimento temporale per fermarlo.







martedì 30 gennaio 2018

I vecchi soldati non muoiono mai


Il relitto (A Relict of war) è un racconto scritto nel 1969 dallo scrittore statunitense Keith John Laumer e parla di una macchina bellica abbandonata nella piazza di un villaggio, semicoperta di terra e erbacce, con un gruppo di lavoratori intorno che si riposano e bevono whisky. La considerano la loro mascotte e l’hanno soprannominata Bobby.


Esisterà certo un tipo di soldato per cui si possa dire:
“I vecchi soldati non muoiono mai...”.


La macchina è un robot da combattimento: Bolo Stupendous modello 24 e non è affatto un relitto. Il suo processore è pronto a tornare operativo appena rileverà una minaccia in avvicinamento. Ma la sua forza distruttiva è talmente micidiale da renderlo pericoloso per i civili, infatti giunge un Ufficiale dell’Eliminazione residuati bellici con l’ordine di disattivarlo per sempre.
I lavoratori si oppongono, non vogliono perdere il loro Bobby e il tira e molla che va avanti nella storia porta dritti all’attacco improvviso di una macchina aliena. A quel punto il Bolo Stoupendous si attiva e fa il suo dovere di soldato, distruggendo l’invasore.
C’è una sorta di poesia che pervade il racconto, Bobby è il reduce della guerra dimenticato da tutti. Ma non è un semplice soldato, è un supersoldato! E nel momento del pericolo difende i suoi amici proprio perché sa combattere. L’autore ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale e ha poi proseguito la carriera militare, quindi è ferrato nell’argomento.
L’idea del relitto è stata ripresa di recente per un corto della Blizzard Entertainment: Two Steps From Hell – Nero, con la splendida colonna sonora del duo Two Steps from Hell. In questo caso l’atmosfera diventa addirittura commovente: la macchina bellica è nel bosco, coperta di muschio e foglie. Si attiva appena un passerotto, intento a cercare rametti per il nido, ripulisce l’occhio obiettivo. La luce dell’occhio è azzurra e il robot, dopo aver analizzato l’ambiente circostante e averlo classificato sicuro, si abbandona a comportamenti degni delle più classiche produzioni Disney.
Un picchio inizia a martellare frenetico la corteccia di un albero e la luce dell’occhio del robot diventa rossa. Come un Transformer cambia assetto, escono armi di ogni tipo e inizia a sparare, falciando tutto quello che capita a tiro.
Mentre avanza nell’erba riattiva le sue memorie e ricorda la battaglia che c’è stata, vede i suoi simili distrutti e la città del nemico all’orizzonte. Si prepara all’attacco.
Ma sarà proprio il passerotto a farlo ragionare, con la sua innocenza riuscirà a far cambiare il colore dell’occhio dal guerresco rosso al pacifico azzurro e le armi rientreranno.
So di non essere mai cresciuto, infatti mi sono divertito molto! Chissà se la Blizzard ha sviluppato il racconto di Laumer o è semplicemente arrivata per caso alla medesima idea? Chissà...


lunedì 29 gennaio 2018

L'irriducibile bicentenario



“L’irriducibile” è un racconto di fantascienza dello scrittore statunitense Alfred Bester. Parla di un vecchio, seduto nella veranda di un ospedale, che rimprovera ai giovani di essere troppo diversi da quelli di un tempo.

Il tema sembrerebbe lo scontro generazionale, i vecchi che non comprendono i giovani e rifiutano la modernità. Eppure l’obiettivo di Bester è un altro: siamo nel futuro, la scienza ha fatto passi da gigante, ma i progressi in campo medico hanno disumanizzato l’uomo. Il vecchio denuncia proprio questo! Le persone che lo circondano, che popolano la città e il mondo intero, sono tutte uguali, tutte belle e senza emozioni. Ogni volta che una parte del loro corpo si deteriora viene sostituita con un ricambio artificiale. La soluzione di Tamar al posto del sangue e altre diavolerie tecnobiologiche in sostituzione di ogni organo.

La specie umana si è trasformata, non è più umana e somiglia pericolosamente ai cyborg. E il vecchio si arrabbia perché nessuno sente la nostalgia per l’umanità che ha perso. Nessuno lo ascolta. È solo!

Quando arriverà l’ambasciatore di Orione, un extraterrestre insettoide molto simile alla mantide religiosa, il vecchio lo affronterà gridando di essere l’unico vero uomo della Terra e l’unico che ha il diritto di salutarlo.

Tutto questo potrebbe succedere davvero in futuro? Forse per vivere più a lungo e sconfiggere le malattie che ci affliggono da sempre saremo costretti a sacrificare ciò che siamo adesso. Forse perderemo la nostra umanità. O forse no.

Nel racconto L’uomo bicentenario, di Isaac Asimov, accade l’esatto contrario: un robot dimostra un’umanità innata e crea migliorie per sé stesso avvicinandosi sempre più all’essere umano. Inoltre realizza ricambi biologici che prolungano e migliorano la vita degli umani, senza renderli innaturali.

La questione dell’intervento umano (e non) per vincere la gara con la Natura visto da due angolazioni diverse: la prima con paura e sospetto, la seconda con speranza. in ogni caso, vista da due grandi scrittori di fantascienza.

mercoledì 10 gennaio 2018

Fantascienza di carta


L’obiettivo, per qualsiasi scrittore alle prime armi colmo di entusiasmo e convinto di aver scritto il romanzo del secolo, è pubblicare su carta. Purtroppo questo scrittore sbatterà il grugno, come è successo a me, contro lo spietato muro della realtà e il risultato devastante sarà proprio la morte del suo entusiasmo.

Nel mondo dell’editoria ci sono quattro protagonisti che possono essere determinanti per la morte o per la vita di questa fondamentale scintilla necessaria a chi scrive: i primi tre sono differenti tipi di editore, il quarto è il lettore. Il lettore si può paragonare al consumatore che va al supermercato e compra perché ha fiducia nei prodotti del supermercato stesso. So bene che è brutto fare un paragone del genere, ma è necessario perché nella nostra società la pubblicità è il motore che muove ogni cosa, determina successi o fallimenti e funziona investendo soldi. Con tanti saluti alla cultura.

Visto che la maggior parte di noi scribacchini non avrà mai accesso al più importante fra i tre tipi di editore e cioè il mega editore galattico, quello serio e solido che pubblica con la grande distribuzione, il lettore ce lo siamo già giocato in partenza.

Restano gli altri due tipi di editore: l’editore a pagamento (EAP), che ti stampa cento o duecento libri per millecinquecento euro costringendoti a far posto in garage per stivare tutta la carta che non riuscirai neppure a regalare agli amici. E l’editore free, uno che crede in quello che fa, pubblica senza chiedere nessun contributo agli autori e corrisponde regolarmente le royalties. Questo eroe (o folle) ce la mette tutta, ma è un pesce piccolo che nuota in un mare pieno di squali!

A questo punto si torna al punto di partenza (sigh, ma dove le trovo?)

Se sei un principiante hai tanto da pedalare prima di arrivare alla meritata pubblicazione, se invece sei formato e il tuo entusiasmo non dico sia in forma smagliante, ma almeno riesca a sopravvivere ci penserà il "muro" a giustiziarlo. Ricordo che quando pubblicai Archon con Runa Editrice mi presentai in una libreria a Livorno per lasciare il materiale in visione (assolutamente non in contovendita). Ebbene, la libraia mi disse che il mio libro poteva essere un capolavoro o una schifezza, tuttavia i livornesi non l’avrebbero mai scoperto perché nessuno di loro l’avrebbe comprato. Parole sante, Dio la maledica!

Ricordo anche l’ottimo scrittore Guido de Eccher e il suo “un pianeta per bipedi intelligenti” pubblicato solo in ebook da una strana casa editrice e oggi non più disponibile. Comprai il pdf e lo lessi tutto d’un fiato in pochi giorni; il file si perse nelle budella del PC e alla fine formattai. Per fortuna in precedenza ero andato in copisteria a stamparlo di carta (convincendo lo stampatore che tentennava, temendo multe) e oggi lo tengo gelosamente sulla libreria, accanto alla trilogia della Fondazione di Asimov.

Mi spiace per il lettore che legge seguendo la pubblicità, non avrà la fortuna di leggerlo.

Alla fine di tutto questo discorso, potrebbe obiettare qualcuno, che c’entra la fantascienza? Beh, c’entra perché scrivo fantascienza e per pubblicarla su carta non ho bisogno di stampare cento o duecento copie che nessuna libreria vorrà mai esporre. Per fortuna esiste il colosso lulu.com che stampa e invia a casa anche una sola copia per volta.

Del libro che vedete qui sopra non metto il link, non desidero venderlo, l’ho addirittura arricchito con immagini interne a colori per far lievitare il prezzo ed essere sicuro che nessuno sia così pazzo da acquistarlo. Ne ho presa una copia per me e l’ho sistemata sulla libreria, accanto a Asimov e de Eccher.