lunedì 12 gennaio 2026

Bugonia


 

Bugonia è un film americano del 2025, remake del film sudcoreano del 2003 Save the green planet! (Jigureul jikiyeora!). Il titolo Bugonia è una parola greca che indica la generazione spontanea della vita.

La trama del film gira attorno a due squilibrati, convinti che la Terra sia piatta e che gli extraterrestri Andromediani siano infiltrati tra gli umani e stiano progettandone l’annientamento. I due, Teddy Gatz e il cugino tardo Don, sono agricoltori e apicultori, vivono in una casa rurale fuori città e hanno già individuato, grazie ai loro ragionamenti contorti, una Andromediana influente: Michelle Fuller, Chief Executive Officer dell’azienda farmaceutica Auxolith. In particolare Teddy la ritiene responsabile del coma vegetativo della madre, indotto da un farmaco sperimentale della Auxolith.

Insieme al cugino, mettendo in pratica un azione da dilettanti che però ha successo e rapiscono la donna.

Il film prende subito la piega del thriller e lo spettatore si schiera con l’unica persona sana di mente, la Fuller, prigioniera dalla forte personalità, psicologa, che invece di disperarsi inizia una serie di mosse calcolate contro i suoi carcerieri degne di una partita a scacchi.

Da qui in poi c’è spoiler, quindi chi non vuol rovinarsi il film è bene che interrompa la lettura. Tuttavia bisogna ricordare che la trama è identica a quella del film sudcoreano del 2003, quindi risale a 23 anni fa.

Nei thriller c’è sempre il poliziotto amico di famiglia che sta indagando sulla persona scomparsa e commette l’errore di avvicinarsi ai colpevoli dando per scontato che non lo siano e fa una brutta fine. Ebbene, c’è anche qui.

Quello che mi ha colpito nella pellicola è la descrizione dei complottisti, le loro ragioni strampalate e i tasti toccati dalla Fuller per far leva su di loro nelle situazioni critiche. I due sono individui ignoranti che seguono teorie da invasati e sono veramente pericolosi. Ciò che si percepisce è però quanto la loro pericolosità sia pari alla loro ingenuità. Sono manipolabili proprio perché persone psicolabili e il più psicolabile è proprio Teddy, visto che Don è neurodivergente e dipende in tutto dal cugino.

All’apice del thriller, quando Michelle convince Teddy a seguirla nell’ufficio dell’azienda farmaceutica dove lavora e a entrare nell’armadio descritto come teletrasporto per raggiungere l’astronave in orbita, lo spettatore pensa: “è fatta! È salva!”.

Teddy indossa un giubbotto esplosivo e ha un fucile, per questo Michelle non ha potuto chiedere aiuto alle persone incontrate arrivando in azienda. Inspiegabilmente il giubbotto esplode nell’armadio facendo a pezzi Teddy.

Qui lo spettatore sente che c’è qualcosa che non torna, un armadio è in grado di far esplodere un congegno esplosivo? Il giubbotto era difettoso ed è esploso accidentalmente? Teddy ha attivato il detonatore per sbaglio?

La Fuller viene soccorsa e i trasportata in ospedale con l’ambulanza, ma quando è a bordo e riviene risulta molto meno malconcia di come dovrebbe essere. Si libera dell’ossigeno e salta giù dal veicolo in corsa mentre i medici tentano di fermarla esterrefatti.

Qui i dubbi dello spettatore diventano conferme e appena lei entra nell’ufficio, si introduce nell’armadio e svanisce in un lampo di luce tutto assume i contorni di un racconto breve col finale ribaltato rispetto a quanto si aspetta il lettore.

Per carità, è una buona idea, la stessa che ho avuto io per il mio Grosso guaio sulla Luna incentrato sugli squilibrati seguaci di Ashtar Sheran e giuro che non ho copiato, non ho mai visto il film sudcoreano e ho visto il film americano solo ieri dopo aver pubblicato il mio racconto nel 2022.

Eppure la trovata del “contrario di ciò che ti aspetti” tecnica usata da molti scrittori nei racconti brevi, per Bugonia mi ha deluso. Avrei preferito un vero thriller al posto di questo fantascienza che sconfina nel fantasy e prosegue con la vera Andromediana che si teletrasporta sull’astronave e decide insieme ai suoi simili, vestiti come Inuit tendenti al “Mi chiamo Mork e vengo da Ork”, di distruggere la Terra.

Tra l’altro il modello della Terra al centro della plancia dell’astronave è proprio la Terra piatta dei complottisti! Un po' come succedeva in quel vecchio fumetto Disney con Pippo Cristoforo Colombo che cerca di raggiungere l’America convinto che la Terra sia rotonda, ma finisce di sotto dal bordo della Terra piatta rimanendo appeso con l’ancora delle caravelle agganciata al tappo per lo scarico del mare.

Che dire, film divertente ma fuori di testa.