mercoledì 10 ottobre 2018

Pianeta che vai, gente che trovi.



Atterrammo sul pianeta sconosciuto. Il comandante ci raccomandò la massima prudenza mentre indossavamo gli scafandri robotici e controllavamo armi e sistemi di sopravvivenza. Infine autorizzò lo sbarco.
Gli autoctoni avevano una struttura bizzarra, costituita da una parte centrale sulla quale stavano il loro intelletto e tutti i sensi. Due arti pendevano laterali e altri due sostenevano il corpo.
Erano estremamente diversi da noi, in fondo, loro non si sono evoluti nuotando nell’acqua.

venerdì 5 ottobre 2018

la Principessa e il Gigante




La Principessa e il Gigante (The Ash Lad: In the Hall of the Mountain King), è un bel film fantasy norvegese che porta una ventata di freschezza dopo troppi blockbusters fracassoni che tendevano ad americanizzare tutto, dagli eroi greci ai samurai giapponesi!
È tratto dalle fiabe degli autori norvegesi Peter Christen Asbjørnsen e Jørgen Moe e per la prima volta mi ha regalato il Troll per come lo immaginavo: peloso, con la vegetazione che gli cresce sul dorso e soprattutto con la coda. Completamente diverso dal Troll di Warhammer (troppo simile al goblin e all’orco) e diverso dal Troll che Peter Jackson ci ha presentato nella Saga dell’Anello: quasi un alieno da taverna di Mos Eisley!
Tuttavia lascia perplessi il titolo italiano, visto che il Troll non è un Gigante. Certo, qualcuno dirà che essendo gigantesco è un Gigante… Beh? No! No! No! Godzilla è gigantesco, ma non è un Gigante!
Il mostro del film è un Troll, non è un Ciclope, né un Titano e neppure un Gigante… è un Troll! "La Principessa e il Troll" non andava bene? Evidentemente non andava bene per un fatto di marketing, visto che deve comunicare il senso della fiaba e attrarre i bambini. Infatti è piaciuto anche al bambino di cinquant’anni che scrive questo articolo. E poi chissà, RON ha scritto Il Gigante e la bambina e magari i distributori italiani hanno cambiato il titolo del film per assonanza.
Comunque nel film non c’è solo il Troll con la sua tana nella montagna che somiglia all’antro di Polifemo. Nel film ci sono la Principessa, c’è l’eroe che la salverà, c’è il cattivo arrogante e vigliacco e ci sono la streghe. Il tutto immerso nei paesaggi boscosi e spettacolari del nord Europa.


La trama del film ha la semplicità delle fiabe classiche: Kristin, la principessa del regno del Nord, deve sposarsi prima di aver compiuto diciotto anni o sarà rapita dal terribile Troll della montagna che ne farà la sua schiava. Giunto ormai il giorno del compleanno, per salvarla, il Re acconsente a concederla in sposa all’antipatico principe Frederik. Ma lei fugge nel bosco e incontra il giovane Espen Ash Lad (in Norvegia è l’eroe nazionale) e tra i due nasce subito una simpatia.
Scaduto il tempo, il Troll rapisce la fanciulla e Espen, accompagnato dai suoi fratelli, parte alla carica per salvarla. Intanto il perfido Frederik, scortato dai suoi accoliti, si mette alle calcagna dei nostri eroi pronto a ghermire la sua preda: la principessa Kristin.
Se volete trascorrere 104 minuti di spensierato divertimento e dimenticare il pesantissimo (in tutti i sensi) Thanos, non lasciatevi sfuggire il film!


lunedì 1 ottobre 2018

Supereroi Toscani: Pisa



Un brillante studente della Scuola Normale di Pisa, particolarmente portato per la fisica, inventa un congegno in grado di controllare la forza di gravità.
Preoccupato per il possibile impiego bellico della sua invenzione decide di mantenerla segreta e, protetto da una corazza simile a quella di Iron Man, combatte le forze del crimine.
I repulsori della tuta respingono il suolo permettendogli di volare e gli impulsi del casco rendono gli avversari leggerissimi e in balia del vento, oppure pesantissimi e immobilizzati a terra.

Pisa ha finalmente il suo supereroe, che durante i pattugliamenti notturni scivola sull’Arno sfiorando l’acqua.
Il suo nome è ignoto, per ora. E non è raro vederlo, nelle notti di Luna piena, sospeso sopra Torre pendente intento a vigilare sulla sua città.







martedì 25 settembre 2018

Pisa in fiamme


Questo è l’augurio che invio all’inutile creatura che questa notte ha dato fuoco al monte Serra, causando indicibili danni, l’evacuazione delle case, l’affumicamento dell’intera Pisa, l’immane lavoro di spegnimento dei miei colleghi vigili del fuoco, dei volontari, dei Canadair e degli elicotteri antincendio.

E pensare che ho smontato dal servizio ieri sera alle 20:00… qualche ora prima che accadesse il disastro. Stasera darò il cambio a chi ha combattuto tutto il giorno contro le fiamme: i miei colleghi.
Intanto auguro a questa ignobile creatura piromane e sconosciuta che ha provocato tanta sofferenza di diventare come The Fly, di David Cronemberg… magari per un virus alieno, o per l’esperimento di un folle scienziato.
So che il mio desiderio non si avvererà e noi operai del fuoco dovremo continuare al lottare per difendere i cittadini, mentre qualcuno, colpevole e impunito, riderà da dietro il vetro della sua finestra vedendoci passare a sirene spiegate.
So bene che andrà sempre così… ma lasciatemi sognare un bel The Fly per lui! Lui che è lo stronzo del mese!

sabato 22 settembre 2018

Supereroi Toscani: Livorno



Labronik
Agisce spesso con l’oscurità, quando l’amaranto del suo costume brilla di luce sinistra alla Luna. Il suo emblema è la triglia e il suo elemento preferito è l’acqua.
Da quando è entrato in azione il porto di notte è diventato più sicuro di un asilo nido.

domenica 16 settembre 2018

Alien Silver



Antologia di racconti di fantascienza

Che misteri nasconde la mente di un drogato all'ultimo stadio? Alieni invisibili impongono un regime fin troppo garantista. L'uomo potrà accettarlo? Nel mondo dei sogni i libri diventano comete? Cosa nasconde l'orrido muraglione a ridosso della decaduta Bologna? Può il diavolo rubare l'anima alla più pura delle dee? La comunanza sinaptica fra coniugi è davvero un bene? Le prigioni del futuro potrebbero non avere sbarre. Una buona soluzione o un incubo? Se il potere non ha orecchie per i più deboli quale alternativa alla rivoluzione? La consapevolezza porta a nuove gerarchie. Tutto è come appare? E se Gesù, perse definitivamente le speranze, ci lasciasse? Se Dio e Satana non fossero altro che incalliti videopokeristi? Il nostro domani sarà ostaggio di orride e infinite trincee?


Eccomi qua con un mio racconto nella nuova antologia di Scritture Aliene. Ormai è diventato un appuntamento fisso ogni anno, sempre nella speranza che l’anno prossimo esca l’ennesimo metallo alieno.
Sono orgoglioso di aver partecipato al progetto insieme a tanti bravi colleghi e se il precedente Alien Gold è stato un ottimo volume, vi assicuro che questo vale almeno il doppio, perché contiene più racconti e perché è ricco di idee che vi spiazzeranno.
Buona lettura.


mercoledì 12 settembre 2018

L'Uomo Atomico



L’Uomo Atomico ormai non è più di moda. Almeno dagli anni ‘70, quando ormai si era capito che l’uomo esposto ai raggi gamma o alle radiazioni alfa o beta, muore.
Eppure ci fu un periodo, nel cinema, nella letteratura e nel fumetto, in cui scrittori e sceneggiatori fecero largo uso dell’espediente radiazioni per donare ai protagonisti delle loro storie poteri incredibili.
Un famoso e lontanissimo esempio cinematografico fu il film Atomicofollia (The Atomic Kid), con Mickey Rooney: commedia fantascientifica basata su un racconto di Blake Edwards, nella quale il protagonista viene centrato in pieno da una bomba atomica e come conseguenze rilascia la scossa ogni volta che dà la mano e resta illuminato durante la notte.
Un altro film commedia divertentissimo fu Poliziotto Superpiù, con Terence Hill e Ernest Borgnine, nel quale l’agente Dave Speed consegna una multa proprio nella zona dove il governo effettua un esperimento nucleare. Acquisisce poteri incredibili, che però si annullano tutte le volte che vede il rosso.
In Fuga nei Mondi accanto, romanzo di Philip E. High, si è presi da un’avvincente trama in cui gli eletti capaci di migrare da una dimensione all’altra fuggono inseguiti da una misteriosa razza aliena. Per certi versi ricorda il film Highlander l’ultimo immortale, ma delude proprio per la spiegazione del potere migratorio, ottenuto dall’esposizione a radiazioni.
Nei fumetti gli esempi sono molti e spesso riferiti ai supereroi: l’incredibile Hulk si trasforma perché travolto da dall’esplosione di un ordigno atomico, l’uomo ragno è stato punto da un ragno radioattivo, Devil viene investito da un camion che trasporta scorie nucleari. Naturalmente nella trasposizione cinematografica si è tutto aggiornato con la genetica, visto che è ormai chiaro che le radiazioni non donano nessun potere. Sono solo mortali.
Eppure io l’Uomo Atomico me lo immagino così: con l’evoluzione della specie dopo la Terza Guerra Mondiale e la trasformazione della pelle in piombo. Chissà, magari la notte sarà luminoso come The Atomic Kid!

venerdì 7 settembre 2018

Supereroi Toscani: Lucca



Lukkas

Dopo anni di Lucca Comics il manga ha pervaso la medievale Lucca e un ragazzo colpito accidentalmente da un fulmine e rimasto miracolosamente illeso si è trovato a dominare l’elettricità.
Ovviamente la sua scelta di costume è di stile nipponico. Sono tempi duri per i criminali che spesso finiscono in cella elettrificati e in preda a crisi epilettiche.

domenica 2 settembre 2018

Missione Alpha Centauri



Il sistema stellare Alpha Centauri è composto da una nana gialla e da una nana arancione molto vicine tra loro. E da una nana rossa, Proxima Centauri, che compie un’orbita molto ampia attorno alla coppia principale.
Proxima Centauri b è un pianeta di dimensioni terrestri che orbita nella zona abitabile, alla giusta distanza da Proxima in rapporto alla sua grandezza e al calore che emana.
La Nasa punta a raggiungere il sistema, distante 4,37 anni luce da noi, con un rivoluzionario sistema che rende obsoleti i motori delle astronavi tradizionali, che hanno una velocità massima di 80000 km/h e impiegherebbero 59000 anni a compiere il viaggio.
Il progetto prevede il lancio di una nave madre che trasporta mille minuscole navicelle provviste di vela solare. Da terra, una serie di laser si concentreranno sulle vele spingendo le navicelle fino al 20 % della velocità della luce. In questo modo la flotta raggiungerà Alpha Centauri in vent’anni e rimanderà indietro informazioni luminose che impiegheranno 4 anni per raggiungerci.
La flotta sarà decimata dalle collisioni interstellari di polvere, dai raggi cosmici e dalle nuvole di idrogeno… ma la speranza è che un manipolo di navicelle, chiamate Starchip, riescano a centrare l’obiettivo.
Da parte mia c’è molta felicità, perché nel 2009 immaginai l’esistenza di un pianeta di tipo terrestre (il secondo pianeta intorno a Proxima), lo chiamai Archon e scrissi il romanzo “Il Pianeta di Zeist” incentrato su esso.
Per carità, fu opera di pura fantasia…
Ma la scienza ha scoperto, nel 2012, un pianeta avente una massa di poco superiore a quella terrestre in orbita attorno ad Alpha Centauri B. E nel 2016 un pianeta roccioso simile alla Terra intorno a Proxima Centauri.
Che sia Archon?
Nell’attesa che le mille Starchip siano lanciate nel 2036, compiano il loro viaggio lungo vent’anni e rimandino indietro le informazioni nei successivi quattro anni, potreste leggere il Pianeta di Zeist per saperne di più. E magari anche il sequel: il Male della Galassia.
Impieghereste sicuramente meno tempo delle Starchip.









mercoledì 29 agosto 2018

Supereroi Toscani: Firenze



Capitan Firenze

Il supereroe più fanfarone della Toscana, sempre pronto alla battuta ironica, perfino mentre combatte il più pericoloso dei suoi nemici. Il suo secondo nome potrebbe essere “Il Comico” e infatti racconta a tutti la balla di aver suggerito lui il nome “The Comedian” a Alan Moore per il personaggio più incisivo dei suoi Watchmen.

sabato 25 agosto 2018

Mondi-epoca



Oggi, transitando sul lungomare di Livorno, nel tratto che va da Calafuria a Romito, ho assistito per l’ennesima volta allo spettacolo delle onde del mare che s’infrangono contro la scogliera. Rapito da tanta bellezza ho parcheggiato l’auto e mi son messo a fantasticare sui viaggi nel tempo, ma non quelli avventurosi descritti nei libri o visti nei film di fantascienza… No! Ho pensato alle persone del passato che hanno trascorso il loro tempo su quella strada, guardando la stessa scogliera e lo stesso mare che vedo io.
Mi è venuto in mente il celebre film “Il sorpasso” del 1962, con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, e la folle corsa in macchina girata proprio tra Calafuria, Romito e Castiglioncello.
Se fosse possibile tornare a quei giorni sono sicuro che, dopo un primo momento di euforia e dopo aver chiesto l’autografo a Vittorio Gassman, avvertirei la terribile fregatura. Noterei gli innumerevoli dettagli differenti rispetto al paesaggio odierno e sentirei la mancanza del mio tempo. Saprei svanite all’istante tutte le persone che amo e anche se potrei andare a far visita a mio nonno, vivo e giovane, o incontrare i miei genitori giovanissimi quando ancora non si conoscevano… a che servirebbe? Vedrebbero un cinquantenne che dice di arrivare dal futuro, che racconta di essere loro figlio o suo nipote… non potrebbero capire.
Meglio abbandonare il paradosso temporale, troppo abusato nella fantascienza. Anche perché il fatto importante è che la breve durata della nostra vita comprende tutta una compagnia di persone: amici, parenti, conoscenti e sconosciuti , che formano il nostro mondo-epoca.
Non ci rendiamo conto che questi mondi-epoca sono scollegati tra loro… separati dall’inesorabile barriera del tempo. E sarebbe un grosso trauma passare da uno all’altro (se fosse possibile).
Ipotizzando di azionare una macchina del tempo che avremmo visto?
Un uomo del 1910 avrebbe percorso il lungomare in bicicletta, e un uomo del 1750 l’avrebbe percorso al galoppo col suo cavallo. Inoltre non ci sarebbe stato l’asfalto in nessuno dei due casi, ma solo un semplice sentiero.
Se poi fossimo andati ancora indietro nel tempo, magari avremmo visto un cavaliere medievale col suo scudiero e ancora più indietro alcuni mercanti etruschi intenti a caricare le mercanzie sulle loro imbarcazioni, ormeggiate in porto.
Girando le lancette dell’orologio all’indietro a velocità frenetica saremmo arrivati fino alla preistoria e sarebbe cambiato tutto: il mare l’avremmo visto molto più lontano e la terraferma oltremodo selvaggia e ostile.
La perdita di ogni punto di riferimento e sapere di essere nello stesso luogo che però è diventato estremamente diverso, scatenerebbe angoscia e terrore nell’ipotetico viaggiatore temporale.nell’odierno
E gli uomini appartenenti a questi mondi-epoca?
Se fossero strappati al loro tempo e trasferiti nell’odierno proverebbero lo stesso sentimento.
In definitiva i viaggi nel tempo non sono possibili, per ora. Ma se lo fossero produrrebbero dolore, perché ogni epoca è un mondo a sé e non puoi vivere in un mondo che non è il tuo.

giovedì 16 agosto 2018

Il crepuscolo dei Supereroi



A me i film in cui muoiono i supereroi non piacciono. E i sequel in cui vengono resuscitati ancora meno.
Superman ucciso da Doomsday in Batman vs Superman e resuscitato in Justice League è qualcosa di indecente!
Potevano almeno dare la spiegazione della scheggia di kriptonite che, ancora conficcata nel corpo e della quale nessuno si era accorto, avesse talmente indebolito Kal El da farlo sembrare morto. Invece, grazie alla magica tecnologia kriptoniana, lo rendono qualcosa a metà strada tra Gesù e uno zombi. E poi, per mantenere la sorpresa, non compare neppure nel poster fuori dal cinema… ma siamo matti?
Avengers Infinity War ha peggiorato ancora di più le cose: chissà quanti bambini hanno pianto quando hanno visto morire Spiderman, il Dr. Strange, Falcon, l’intera squadra dei Guardiani della galassia e molti altri supereroi Marvel.
Ma perché? Perché far piangere i bambini? Per dare una scossa al filone che, nonostante la pubblicità lo presenti rigoglioso, in realtà è stanco?
Probabilmente sì. Era già successo nei fumetti e anche lì avevano percorso questa strada: Batman paralizzato e Superman morto avevano rinvigorito le vendite dei fumetti… quando si dice guadagnare sulla pelle dell’eroe!
Il continuo copiarsi idee fra i due colossi dei comics statunitensi porta alla vittoria l’invincibile e antipatico Thanos (Marvel), che poi è la copia di Darkseid (DC comics). E per strafare non uccide un solo supereroe, fa addirittura una strage!
Chissà cosa si inventeranno per il prossimo film? Marty McFly e Doc Emmett Brown che ha bordo della DeLorean tornano indietro nel tempo e rubano le gemme a Thanos salvando gli Avengers? Beh, potrebbe anche essere… visto che Howard il papero avrebbe dovuto comparire nel film.
Oppure un bell’azzeramento: si riparte daccapo con un nuovo stile visivo, facendo finta che quello che è stato non sia mai stato.
È successo per Batman di Christopher Nolan, talmente nero da sembrare Diabolik e talmente realistico da far rimpingere il gotico Batman di Tim Burton. Alla fine il nuovo Batman della Justice League è quello più simile ai fumetti e per la prima volta (tralasciando i vecchi film degli anni ‘60) indossa un costume grigio sotto al mantello nero.
Chissà se il nuovo Capitan America avrà un costume con le squame come fu in origine?
Chissà…
Sempre se i bambini, dopo aver pianto, dopo che i loro sogni sono stati distrutti dagli adulti, non decidano che i supereroi devono fare la fine di Paperino e Paperone, ormai dimenticati da tempo.

sabato 11 agosto 2018

Space Force


Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la creazione di una “Sesta Armata” dell’esercito a stelle e strisce: la Space Force (forza militare dello spazio). Che verrebbe dopo i corpi di terra (Army), d’aria (Air Force), di mare (Navy), dei Marines e della Guardia costiera.
L’idea è folle quanto basta per confermare in che mani siano finite le sorti del mondo. Soprattutto per un passaggio del discorso che ha fatto il vicepresidente Mike Pence:
È giunto il tempo di scrivere il prossimo grande capitolo nella storia delle forze armate, di prepararci al prossimo campo di battaglia nel quale i migliori e i più coraggiosi tra gli americani saranno chiamati a prevenire e sconfiggere una nuova generazione di minacce alla nostra Nazione”.
Nazione! Nazione Americana, Stati Uniti d’America…
E tutti i film hollywoodiani che abbiamo visto con gli americani che difendevano la Terra dagli alieni? Con gli americani che si univano ai cinesi e ai russi facendo fronte comune contro la minaccia in arrivo dal cosmo profondo?
Erano democratici invece che repubblicani? Ah, ecco. Eppure... folle per folle, questa idea mi piaceva di più.
Nel suo delirio di onnipotenza, il Presidente, ha anche detto che Marte sarà la sua prossima conquista. Ma forse la Luna, ricca di Elio-3, potrebbe essere il vero obiettivo, in modo da bruciare sul tempo la compagnia russa RKK ENERGIA.
In ogni caso, una forza spaziale militare USA, che difende gli interessi degli States nel sistema solare, non farebbe altro che inasprire i già difficili rapporti con le altre due superpotenze, Russia e Cina. E ci spingerebbe sempre più verso “Guerre Stellari” molto locali, ridicole e suicide.
Che tristezza… invece di unire le forze per conquistare lo spazio, gli uomini preferiscono incendiarlo con la guerra.
E se la Space Force fosse realizzata (come al cinema) per difendere la Terra da possibili aggressioni extraterrestri? Chissà quante risate si farebbero gli scienziati. Visto che ammettono la presenza di forme di vita intelligente nella galassia, proprio per un calcolo statistico, ma sono convinti che a causa delle enormi distanze da percorrere sia praticamente impossibile che gli alieni giungano fin da noi.
Poi, se potessero raggiungerci, sarebbero di certo più intelligenti di Trump e non sprecherebbero le loro forze per conquistarci. Sarebbe più vantaggioso entrare in contatto pacificamente, conoscere l’ignoto e far ritorno al loro pianeta lontanissimo con preziose informazioni e tanti amici in più.
Alla faccia di Trump!


domenica 5 agosto 2018

Legionari dello Spazio


I legionari dello spazio sono una forza estremamente discutibile delle colonie nel sistema stellare Wolf 359.
Il Re Garrison VI arruola ormai i peggiori tagliagole della galassia concedendo loro la licenza di uccidere e depredare su ogni pianeta che si ribella al Reame. Il terrore tiene in riga i sudditi e la Legione è il bastone, la frusta e il sangue che arrivano inesorabili ovunque.
Eppure c’è un ribelle, un vendicatore mascherato, un Taribh, di quella razza aliena che gli umani disprezzano, che sta dando del filo da torcere ai crudeli legionari.
La gente spera in lui e forse un giorno il nuovo Zorro che combatte su Wolf 359 ristabilirà la giustizia e sconfiggerà i prepotenti...

mercoledì 1 agosto 2018

Scafandro Marziano



Scafandro è senz’altro meglio di tuta spaziale, infatti i palombari che indossavano lo scafandro entravano in un ambiente ricco di vita ma ostile all’uomo: il mare. E lo facevano in modo alternativo ai sommozzatori, camminando sul fondo.
La tuta spaziale evoca il vuoto dello spazio e la superficie della Luna, priva di atmosfera e morta.
Anche il Pianeta Rosso è un pianeta morto, con un’atmosfera talmente povera di ossigeno da non permettere la vita dell’uomo. Le missioni compiute dai rover Opportunity e Curiosity hanno scovato dei microrganismi, i batteri di Atacama, che non sono certo i marziani di Ray Bradbury… ma almeno differenziano Marte dalla Luna!
Per il 2020 Mars Helicopter solcherà il cielo marziano e in un futuro non troppo lontano le Marsbees (“api marziane”) proseguiranno l’esplorazione capillare del pianeta.
Eppure un bel giorno sarà indispensabile spedire lassù degli uomini, costruire una base permanente e fornire un’attrezzatura per la sopravvivenza individuale diversa dalla tuta spaziale degli astronauti.
Forse i terraformanti lavoreranno per molti mesi alla costruzione della prima città marziana… e lo faranno protetti da uno scafandro.

venerdì 20 luglio 2018

Wulfar



 
Un po' di Fantasy invece della solita Fantascienza


I Wulfar sono esseri estremamente rozzi e violenti. Talvolta diventano capibranco dei lupi mannari e saccheggiano le terre dei Cavalieri.
Memorabile è la spedizione del conte Urlich von Herberstein, che sbaragliò seicento mannari e dieci Wulfar con soli trenta cavalieri veterani.








 

lunedì 16 luglio 2018

Era meglio la fantascienza


Facciamo un bel confronto tra l’estate del 1978 e l’estate del 2018.
Come dite? Su che cosa? Beh, è semplice… sulla fantascienza. Ma non sulle astronavi, sui mostri, sulle società distopiche, su George Lucas, su Christopher Nolan, su Goldrake o su Iron Sky.
Facciamo un bel confronto su quello che eravamo e su quello che siamo, su come comunicavamo e su come ci informavano i media. Siamo sicuri che non sia cambiato troppo? E soprattutto che sia cambiato in meglio? Siamo sicuri che le aspettative fantastiche che avevamo per il 2000 si siano avverate?
Nel 1978 la fonte principale d’informazione e di divertimento era l’edicola, visto che la TV, oltre al solito telegiornale offriva molto poco: film vecchissimi e sceneggiati insipidi, con qualche ottima eccezione (i sopravvissuti, UFO, Spazio 1999).
Di conseguenza, sotto l’ombrellone si leggeva molto di più rispetto a oggi: quotidiani, fumetti, riviste, libri (i mitici Urania).
E vedere un film al cinema era una festa, c’erano le seconde visioni estive all’aperto e a volte ci capitava addirittura il doppio: due film con un solo biglietto!
Oggi abbiamo i multisala che proiettano dieci film contemporaneamente. Abbiamo Sky con i film in HD che vediamo su TV a led da 50 pollici (qualche megalomane li vede sul TV a 88 pollici di sala restando comodamente seduto in cucina).
Oggi le serie TV possono arrivare addirittura a 8 stagioni e nell’ultimo episodio il giovane protagonista non è più così giovane e i suoi capelli, se li ha ancora, sono diventati bianchi.
Ma la parte peggiore del 2018, l’infernale congegno che ha distrutto la nostra fantasia, che ci ha tolto il piacere di sfogliare le pagine di un libro, di scoprire una notizia che nessuno aveva detto in TV, magari sulla nostra rivista preferita, è senz’altro lo Smartphone!
Nessun autore di fantascienza poteva prevedere un futuro così distopico. Nessun autore poteva essere tanto visionario da immaginare milioni di persone schiave di una scatolina magica che diffonde cazzate sotto forma di post da social network. facebook, google+, twitter… li conoscete, eh? Ma và…
Il nostro futuro non sono state le auto a decollo verticale di Blade Runner, nessuna DeLorean ha avuto bisogno di 1,21 gigawatt di potenza per attivare il flusso canalizzatore.
In compenso YouTube è in grado di farci rivedere qualsiasi cosa abbiamo visto in passato. Siamo al riciclo e alla nostalgia. Siamo al remake e al reboot. Abbiamo il massimo della tecnologia possibile e ci manca la creatività, rubata dal pacchetto completo della pay TV.
Oggi abbiamo l’informazione globale a portata di click, ieri tutto era un’avventura...

martedì 10 luglio 2018

Lezione di Storia



Il racconto “Lezione di Storia”, di Arthur Clarke, capovolge il tema classico del “Come erano i Marziani?”, naturalmente se Marte un tempo fosse stato abitato. E infatti il tema qui diventa: “Come erano i Terrestri?”
La vicenda si svolge 5000 anni nel futuro, su Venere. I Venusiani sono rettili acquatici che, emergendo dal mare, si riuniscono su una spiaggia dalla grana grossa, per via delle recenti trasformazioni accadute che hanno permesso lo sbocciare della vita.
Hanno appena inviato una spedizione sul vicino pianeta morto, interamente coperto dai ghiacci, ma ignorano che sia la Terra e ignorano perfino quale forma avessero i suoi abitanti. Però, durante la spedizione, hanno trovato un filmato che potrebbe dar loro molte risposte.
Per ironia della sorte, quello che hanno tra le mani è un cartone animato di Walt Disney che li porterà a credere che i terrestri avessero la forma dei personaggi che vi compaiono.
All’epoca, il 1956, fu una trovata geniale! Oggi risulta meno credibile per via del poco realismo che hanno i cartoni. Però l’idea di fondo è interessante e si presta a una riflessione: siamo sicuri che il divertimento che proviamo per storie e creature completamente inventate e quindi l'immaginazione che abbiamo innata sia una caratteristica comune anche alle altre specie extraterrestri?
Il racconto, aggiornato a oggi, diventerebbe plausibile proprio se gli extraterrestri entrassero in possesso di un moderno film di fantascienza. Grazie alla computer grafica, infatti, è quasi impossibile distinguere il falso dal vero e l’ipotetico studioso alieno faticherebbe parecchio per non cadere nell’errore dei Venusiani di Clarke.



domenica 1 luglio 2018

Crossover fantascienza



«Viper One a Galactica, squadriglia Cylon abbattuta. Dove siete finiti, Galactica? Non vi vedo più sui sensori». Il capitano Apollo armeggiò sulla strumentazione del Viper senza successo. Attraverso il vetro dello stretto abitacolo osservò le stelle intorno. Forse si era perso. «Galactica da Viper One, mi ricevete?» proseguì.
La luce rossa dei sensori lampeggiò minacciosa e il computer analizzò le sagome di sei caccia sconosciuti.
«E questi chi sono?» si chiese Apollo e subito aprì un canale di comunicazione: «Qui Viper One della Base Stellare Galactica, capitano Apollo. Identificatevi o sarò costretto ad aprire il fuoco».
Il brusio di fondo nel comunicatore accompagnò l'avvicinamento dei caccia, finché alla fine giunse la risposta.
«Rogue 2. Wedge Antilles, Alleanza Ribelle. Amico, il tuo caccia somiglia in modo impressionante a un X-Wing, non è che l'Impero ha sfornato qualche nuovo caccia sperimentale e tu sei un Imperiale? Dobbiamo vaporizzarti?»
«Non so chi siano l'Alleanza Ribelle e l'Impero... siete umani? I miei nemici sono i Cylon e la vostra voce non sembra per niente metallica».
«Cylon? Mai sentiti. Forse vengono da un pianeta al di là dell'Orlo Esterno. Comunque sei in pericolo: c'è uno Star Destroyer che orbita attorno a Raxus Prime e molte squadriglie di TIE Fighter pattugliano la zona. Attiva l'iperguida e seguici».
«Non so cosa sia l'iperguida e non credo di aver niente del genere sul Viper».
«Non hai l'iperguida? Ma da dove diavolo arrivi?»
«Dalle dodici colonie: Caprica, Sagittarian... le hai mai sentite?»
Un'agguerrita squadriglia di TIE irruppe prepotente nella discussione proprio in quel momento balenando raffiche laser.
«Rogue 5, Rogue 3, coprite il capitano Apollo, noi penseremo agli Imperiali!» ordinò prontamente Wedge.
«Grazie Antilles, ma so badare a me stesso. Chi mi spara addosso è un nemico e visto che è anche vostro nemico che ne dici se lo liquidiamo insieme? Definiremo più tardi le modalità del viaggio».
La schermaglia spaziale che seguì fu la più spettacolare mai vista nei due universi paralleli...

lunedì 25 giugno 2018

Sagra





No, tranquilli… non è un Agnolotto spaziale in arrivo da un altro mondo intenzionato a conquistare il pianeta Terra. Niente fantascienza oggi. Piuttosto roba buona da mangiare… e da bere! Questo disegno l’ho realizzato per la Sagra del Tortello di Agnano, a Pisa.
Il 27 giugno mi precipiterò a cena, buttandomi credo sul menù classico: tortelli al ragù, stinco e birra artigianale J63.





lunedì 18 giugno 2018

Lost in Space


Lost in Space è un classico della fantascienza televisiva statunitense. L’originale, col mitico Guy Williams (Zorro) capo famiglia, è ormai preistoria... e i giovani difficilmente potrebbero apprezzarlo oggi.


Nel 1998 fu realizzato un ottimo remake ricco di effetti speciali, con una solida trama e attori importanti come Gary Oldman e William Hurt.


Eppure Netflix è riuscita a fare l’impossibile: in un 2018 inflazionato dalla fantascienza, con gli Star Wars Disney che spuntano come funghi e i supereroi Marvel e DC comics che messi insieme potrebbero ricostituire il 7° cavalleggeri del generale Custer, ha confezionato la prima stagione del nuovo Lost in Space rendendola bella e coinvolgente.
Il fatto che gli effetti speciali fossero perfetti non era certo una garanzia dell’effetto finale. E i punti deboli si possono individuare nell’aspetto troppo terrestre del mondo sul quale precipitano la Jupiter 2 e le altre navicelle, e nella lentezza di alcune puntate. Ma vale la pena vedere l’intera stagione soprattutto per la suspance che permea il decimo e ultimo episodio.
Io, che ho amato il film di Stephen Hopkins del 1998, non posso far altro che aspettare con ansia la seconda stagione e ammettere che quel film è stato ampiamente superato dalle novità introdotte da Netflix.


Detto questo vorrei analizzare l’idea di base della serie originale del 1965: la famigliola americana perfettina sparata tra le stelle a bordo di un’astronave da favola.
Ebbene, viaggio spaziale a parte, si tratta della riedizione del cartone animato The Jetsons (I Pronipoti), del 1962. la famiglia c’è tutta, con una sorella in più e il robot che sostituisce il cane Astro. Lo show si potrebbe classificare come uno Star Trek per famiglie a stelle e strisce.
Eppure c’è un elemento di disturbo che è l’asso nella manica per i produttori delle due serie e del film: il Dr. Zachary Smith. Nel pilot della serie originale, intitolato No place to hide, non compariva neppure; fu introdotto negli episodi successivi e acquistò sempre più importanza, trasformandosi da semplice sabotatore malvagio in personaggio problematico, egocentrico e a tratti perfino comico.
Nel film del 1998 il Dr. Smith fu magistralmente interpretato da Gary Oldman, che però in sole due ore non ebbe la possibilità di rappresentarlo come avrebbe meritato.
Nella nuova serie Netflix il personaggio diventa femminile, misterioso, cinico e privo d’identità e proprio per questo più intrigante.
June Harris (identità rubata) è probabilmente un omaggio all’attore Jonathan Harris che interpretò il dottore nel 1965. E Dr. Smith è l’altra identità che la misteriosa sabotatrice ruba a un membro dell’equipaggio della Resolute prima di sbarcare sul pianeta a bordo di una navicella Jupiter.







giovedì 14 giugno 2018

Noctiptero


Un po' di Fantasy invece della solita Fantascienza

Il Noctiptero è uno spettro, espressione delle Tenebre e arma a cui ricorrono spesso Maghi, Stregoni e Druidi. La sua caratteristica principale è il muso orribile privo di occhi e bocca, che spaventa le sue vittime proprio perché si mostra nelle loro menti con la sua vera e raccapricciante espressione.
È un non-morto risultato dell’unione di uno spirito maligno con le ceneri di un cadavere. Uccide con un tocco gelido trasformando le vittime in zombi.

lunedì 11 giugno 2018

Star Wars F-Wing


Sì, lo so… l’F-Wing esiste già! C’è la versione Lego e la versione X-Wing modificato. E allora? Innumerevoli artisti si sono sbizzarriti in questi anni esaurendo tutte le lettere dall’alfabeto, del nostro, di quello greco e perfino del cirillico! Quindi qualsiasi caccia ribelle mi venga in mente, qualcuno l’ha già disegnato. Stesso vale per i TIE, ormai milleforme.
Ebbene, questa è la mia versione apocrifa, non ufficiale e molto eretica.
Star Wars ha segnato tutta la mia vita, se ogni tanto mi scappa un disegnino così che posso farci?

giovedì 7 giugno 2018

Tijuana Express, di Gianluca Turconi



Dopo tanta fantascienza ecco la segnalazione di un buon Crime Thriller:


"Buon amore e buona morte, non c'è miglior sorte".
Di questo antico detto popolare di Todos Santos, piccola cittadina ad alta vocazione turistica e basso reddito pro capite nello stato messicano della Baja California Sur, il diciassettenne Alejandro Aguilar Zamudio ha già scoperto la parte iniziale, grazie a una passione travolgente e complicata che l'ha costretto a crescere anticipatamente e a cercare una nuova fonte di reddito sicuro.
Per tale ragione, ha chiesto un lavoro a Nestor Moyes, proprietario terriero conosciuto come Dos Ocho, Due Otto, soprannome attribuitogli durante la burrascosa gioventù. In città, pur parlandone solo di nascosto nelle case, tutti sanno che lui e l'allevatore Rogelio "el Gordito" Orellana, già contrabbandiere di carne di maiale verso San Diego, negli Stati Uniti, fanno soldi facili da parecchio tempo.
Così, Alejandro si troverà una sera ad accompagnare il Gordito durante un trasporto al suo allevamento, incurante dei rischi che dovrà affrontare. Dall'alto dei suoi diciassette anni, crede di essere pronto a tutto, per amore. Tuttavia, il ragazzo ignora che a Todos Santos nessuno è mai chi sembra. Ogni persona si nasconde dietro una maschera, come gli amici d'infanzia Nestor, Rogelio e Agnes, madre di Alejandro, ora divisi da segreti che li hanno separati per sempre.
Tra violenza, sotterfugi, inaspettate scoperte e visionarie tradizioni, Alejandro finirà invischiato nelle conseguenze di una rapina al Tijuana Express, il convoglio di automezzi che trasporta migranti e cocaina da Todos Santos a Tijuana, al confine con gli USA. Per uscirne vivo, sarà obbligato ad affrontare non solo la verità sulla sua nascita, ma anche lo strascico di morte lasciato dietro di sé dai Santi, il Cartello di narcotrafficanti che domina parte della Baja Sur, in precario equilibrio, sempre sotto minaccia dei gruppi rivali di Sinaloa e Tijuana.
Durante il pericoloso viaggio alla scoperta della realtà criminale di Todos Santos, Alejandro si sentirà combattuto nella scelta tra ciò che rischia di perdere e quanto ha occasione di guadagnare. Non avrà altra possibilità che prendere decisioni e fare errori, ogni giorno, su consiglio di Nestor, per non affogare nel torbido che li circonda.
Eppure, quali siano gli occhi che la guardano, Todos Santos pare avere un unico destino, immutabile, caratterizzato da soli tre elementi: narcotici, sesso e uomini ambiziosi.
Ambiziosi proprio come i Santi e Alejandro. 









La scheda del libro: 

Titolo: Tijuana Express
Autore: Gianluca Turconi
Editore: Amazon KDP
Genere: Crime thriller
Edizione: Prima Edizione
Pagine: 322 (indicative, in formato per Amazon Kindle)
Costo: euro 0.99 (gratuito per abbonati Kindle Unlimited)


L'autore:

 
Gianluca Turconi, nato nel 1972, già più volte finalista al Premio Alien per la narrativa fantascientifica e vincitore della XIII Edizione del Premio Lovecraft per la narrativa fantastica, ha effettuato studi linguistici e giuridici, e attualmente vive e lavora in provincia di Monza e Brianza.
Da quasi un ventennio sostenitore del Software Libero, è stato tra i fondatori del progetto di marketing internazionale, di documentazione e di localizzazione italiana della suite software Apache OpenOffice, nonché curatore del dizionario italiano utilizzato dai programmi software Google Chrome, Mozilla Firefox e Thunderbird.
Nell’ambito della narrativa thriller e fantastica ha pubblicato diverse opere (tra le altre "Protocollo Aurora", "La fine del gioco", "Gli Dei del Pozzo", "Il Cavaliere del Tempio", "La cappella Nera", "Alveare e dintorni", "L'Altare", "Fermata obbligatoria") per case editrici e riviste specializzate nazionali e internazionali (Eterea Comics & Books, Delos Books, Asociación Alfa Eridiani, Axxón, Graphe, DiSalvo, A3, Horror Magazine). Ha inoltre rivestito il ruolo di editor per il romanzo "Figlio della schiera" di Giampietro Stocco (Chinaski) e di selezionatore e coordinatore della traduzione per l’antologia di narrativa fantascientifica latinoamericana "Schegge di futuro" (Letture Fantastiche).

lunedì 4 giugno 2018

The Titan


The Titan è un bel film di fantascienza targato Netflix che affronta un tema importante:

Anche se fosse possibile trasferirsi su un altro pianeta, come potrebbero gli esseri umani adattarsi a un ambiente che sarebbe inevitabilmente ostile?

Facendo un esempio semplice vicino a noi, pensiamo alla Luna: il problema che non esista un’atmosfera sembra, nella fantascienza, l’unica barriera da superare per abitarci. Vecchie e famose serie TV, come UFO o Spazio 1999, o film importanti come 2001: odissea nello spazio, mostrano la vita dentro alle basi lunari identica a quella sulla Terra. Ma la Luna è circa 6 volte più piccola della Terra e la sua gravità è 1/6 di quella terrestre! Un essere umano selenita avrebbe molti problemi fisici se esposto per un lungo periodo a una gravità così ridotta.




Nel film Lo spazio che ci unisce, sempre di produzione Netflix, si ripropone lo stesso problema con Marte, che è grande la metà della Terra. Infatti il protagonista, cresciuto sul pianeta rosso, rischia di morire tornando sulla Terra, proprio perché il suo corpo non è preparato alla gravità doppia rispetto a quella del suo mondo.

Tornando al film The Titan, si narra del tentativo di colonizzare Titano, la luna più grande di Saturno. Ma invece di costruire basi pressurizzate e far indossare tute spaziali agli uomini e alle donne che andranno lassù, si pensa di trasformarli in titaniani: praticamente una nuova specie il cui habitat naturale sono i laghi di metano liquido e l’atmosfera velenosa di quella luna tanto ostile.




Esiste un libro che lessi molti anni fa, Il Difensore, di Larry Niven, che ha una trama completamente diversa, ma lascia addosso lo stesso senso di angoscia.
Infatti il punto è:

Se un essere umano evolvesse in un’altra specie, come potrebbe ancora sentirsi parte del genere umano?

Nel romanzo Il Difensore il protagonista difende la sua nuova specie e, giunto sulla Terra, infetta i terrestri per diffondere ovunque i suoi fratelli alieni. In The Titan, invece, Rick Janssen mantiene il ricordo della sua famiglia, portando così tanta malinconia sul mondo di cui sarà l’unico padrone.