sabato 11 agosto 2018

Space Force


Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la creazione di una “Sesta Armata” dell’esercito a stelle e strisce: la Space Force (forza militare dello spazio). Che verrebbe dopo i corpi di terra (Army), d’aria (Air Force), di mare (Navy), dei Marines e della Guardia costiera.
L’idea è folle quanto basta per confermare in che mani siano finite le sorti del mondo. Soprattutto per un passaggio del discorso che ha fatto il vicepresidente Mike Pence:
È giunto il tempo di scrivere il prossimo grande capitolo nella storia delle forze armate, di prepararci al prossimo campo di battaglia nel quale i migliori e i più coraggiosi tra gli americani saranno chiamati a prevenire e sconfiggere una nuova generazione di minacce alla nostra Nazione”.
Nazione! Nazione Americana, Stati Uniti d’America…
E tutti i film hollywoodiani che abbiamo visto con gli americani che difendevano la Terra dagli alieni? Con gli americani che si univano ai cinesi e ai russi facendo fronte comune contro la minaccia in arrivo dal cosmo profondo?
Erano democratici invece che repubblicani? Ah, ecco. Eppure... folle per folle, questa idea mi piaceva di più.
Nel suo delirio di onnipotenza, il Presidente, ha anche detto che Marte sarà la sua prossima conquista. Ma forse la Luna, ricca di Elio-3, potrebbe essere il vero obiettivo, in modo da bruciare sul tempo la compagnia russa RKK ENERGIA.
In ogni caso, una forza spaziale militare USA, che difende gli interessi degli States nel sistema solare, non farebbe altro che inasprire i già difficili rapporti con le altre due superpotenze, Russia e Cina. E ci spingerebbe sempre più verso “Guerre Stellari” molto locali, ridicole e suicide.
Che tristezza… invece di unire le forze per conquistare lo spazio, gli uomini preferiscono incendiarlo con la guerra.
E se la Space Force fosse realizzata (come al cinema) per difendere la Terra da possibili aggressioni extraterrestri? Chissà quante risate si farebbero gli scienziati. Visto che ammettono la presenza di forme di vita intelligente nella galassia, proprio per un calcolo statistico, ma sono convinti che a causa delle enormi distanze da percorrere sia praticamente impossibile che gli alieni giungano fin da noi.
Poi, se potessero raggiungerci, sarebbero di certo più intelligenti di Trump e non sprecherebbero le loro forze per conquistarci. Sarebbe più vantaggioso entrare in contatto pacificamente, conoscere l’ignoto e far ritorno al loro pianeta lontanissimo con preziose informazioni e tanti amici in più.
Alla faccia di Trump!


domenica 5 agosto 2018

Legionari dello Spazio


I legionari dello spazio sono una forza estremamente discutibile delle colonie nel sistema stellare Wolf 359.
Il Re Garrison VI arruola ormai i peggiori tagliagole della galassia concedendo loro la licenza di uccidere e depredare su ogni pianeta che si ribella al Reame. Il terrore tiene in riga i sudditi e la Legione è il bastone, la frusta e il sangue che arrivano inesorabili ovunque.
Eppure c’è un ribelle, un vendicatore mascherato, un Taribh, di quella razza aliena che gli umani disprezzano, che sta dando del filo da torcere ai crudeli legionari.
La gente spera in lui e forse un giorno il nuovo Zorro che combatte su Wolf 359 ristabilirà la giustizia e sconfiggerà i prepotenti...

mercoledì 1 agosto 2018

Scafandro Marziano



Scafandro è senz’altro meglio di tuta spaziale, infatti i palombari che indossavano lo scafandro entravano in un ambiente ricco di vita ma ostile all’uomo: il mare. E lo facevano in modo alternativo ai sommozzatori, camminando sul fondo.
La tuta spaziale evoca il vuoto dello spazio e la superficie della Luna, priva di atmosfera e morta.
Anche il Pianeta Rosso è un pianeta morto, con un’atmosfera talmente povera di ossigeno da non permettere la vita dell’uomo. Le missioni compiute dai rover Opportunity e Curiosity hanno scovato dei microrganismi, i batteri di Atacama, che non sono certo i marziani di Ray Bradbury… ma almeno differenziano Marte dalla Luna!
Per il 2020 Mars Helicopter solcherà il cielo marziano e in un futuro non troppo lontano le Marsbees (“api marziane”) proseguiranno l’esplorazione capillare del pianeta.
Eppure un bel giorno sarà indispensabile spedire lassù degli uomini, costruire una base permanente e fornire un’attrezzatura per la sopravvivenza individuale diversa dalla tuta spaziale degli astronauti.
Forse i terraformanti lavoreranno per molti mesi alla costruzione della prima città marziana… e lo faranno protetti da uno scafandro.

venerdì 20 luglio 2018

Wulfar



 
Un po' di Fantasy invece della solita Fantascienza


I Wulfar sono esseri estremamente rozzi e violenti. Talvolta diventano capibranco dei lupi mannari e saccheggiano le terre dei Cavalieri.
Memorabile è la spedizione del conte Urlich von Herberstein, che sbaragliò seicento mannari e dieci Wulfar con soli trenta cavalieri veterani.








 

lunedì 16 luglio 2018

Era meglio la fantascienza


Facciamo un bel confronto tra l’estate del 1978 e l’estate del 2018.
Come dite? Su che cosa? Beh, è semplice… sulla fantascienza. Ma non sulle astronavi, sui mostri, sulle società distopiche, su George Lucas, su Christopher Nolan, su Goldrake o su Iron Sky.
Facciamo un bel confronto su quello che eravamo e su quello che siamo, su come comunicavamo e su come ci informavano i media. Siamo sicuri che non sia cambiato troppo? E soprattutto che sia cambiato in meglio? Siamo sicuri che le aspettative fantastiche che avevamo per il 2000 si siano avverate?
Nel 1978 la fonte principale d’informazione e di divertimento era l’edicola, visto che la TV, oltre al solito telegiornale offriva molto poco: film vecchissimi e sceneggiati insipidi, con qualche ottima eccezione (i sopravvissuti, UFO, Spazio 1999).
Di conseguenza, sotto l’ombrellone si leggeva molto di più rispetto a oggi: quotidiani, fumetti, riviste, libri (i mitici Urania).
E vedere un film al cinema era una festa, c’erano le seconde visioni estive all’aperto e a volte ci capitava addirittura il doppio: due film con un solo biglietto!
Oggi abbiamo i multisala che proiettano dieci film contemporaneamente. Abbiamo Sky con i film in HD che vediamo su TV a led da 50 pollici (qualche megalomane li vede sul TV a 88 pollici di sala restando comodamente seduto in cucina).
Oggi le serie TV possono arrivare addirittura a 8 stagioni e nell’ultimo episodio il giovane protagonista non è più così giovane e i suoi capelli, se li ha ancora, sono diventati bianchi.
Ma la parte peggiore del 2018, l’infernale congegno che ha distrutto la nostra fantasia, che ci ha tolto il piacere di sfogliare le pagine di un libro, di scoprire una notizia che nessuno aveva detto in TV, magari sulla nostra rivista preferita, è senz’altro lo Smartphone!
Nessun autore di fantascienza poteva prevedere un futuro così distopico. Nessun autore poteva essere tanto visionario da immaginare milioni di persone schiave di una scatolina magica che diffonde cazzate sotto forma di post da social network. facebook, google+, twitter… li conoscete, eh? Ma và…
Il nostro futuro non sono state le auto a decollo verticale di Blade Runner, nessuna DeLorean ha avuto bisogno di 1,21 gigawatt di potenza per attivare il flusso canalizzatore.
In compenso YouTube è in grado di farci rivedere qualsiasi cosa abbiamo visto in passato. Siamo al riciclo e alla nostalgia. Siamo al remake e al reboot. Abbiamo il massimo della tecnologia possibile e ci manca la creatività, rubata dal pacchetto completo della pay TV.
Oggi abbiamo l’informazione globale a portata di click, ieri tutto era un’avventura...

martedì 10 luglio 2018

Lezione di Storia



Il racconto “Lezione di Storia”, di Arthur Clarke, capovolge il tema classico del “Come erano i Marziani?”, naturalmente se Marte un tempo fosse stato abitato. E infatti il tema qui diventa: “Come erano i Terrestri?”
La vicenda si svolge 5000 anni nel futuro, su Venere. I Venusiani sono rettili acquatici che, emergendo dal mare, si riuniscono su una spiaggia dalla grana grossa, per via delle recenti trasformazioni accadute che hanno permesso lo sbocciare della vita.
Hanno appena inviato una spedizione sul vicino pianeta morto, interamente coperto dai ghiacci, ma ignorano che sia la Terra e ignorano perfino quale forma avessero i suoi abitanti. Però, durante la spedizione, hanno trovato un filmato che potrebbe dar loro molte risposte.
Per ironia della sorte, quello che hanno tra le mani è un cartone animato di Walt Disney che li porterà a credere che i terrestri avessero la forma dei personaggi che vi compaiono.
All’epoca, il 1956, fu una trovata geniale! Oggi risulta meno credibile per via del poco realismo che hanno i cartoni. Però l’idea di fondo è interessante e si presta a una riflessione: siamo sicuri che il divertimento che proviamo per storie e creature completamente inventate e quindi l'immaginazione che abbiamo innata sia una caratteristica comune anche alle altre specie extraterrestri?
Il racconto, aggiornato a oggi, diventerebbe plausibile proprio se gli extraterrestri entrassero in possesso di un moderno film di fantascienza. Grazie alla computer grafica, infatti, è quasi impossibile distinguere il falso dal vero e l’ipotetico studioso alieno faticherebbe parecchio per non cadere nell’errore dei Venusiani di Clarke.



domenica 1 luglio 2018

Crossover fantascienza



«Viper One a Galactica, squadriglia Cylon abbattuta. Dove siete finiti, Galactica? Non vi vedo più sui sensori». Il capitano Apollo armeggiò sulla strumentazione del Viper senza successo. Attraverso il vetro dello stretto abitacolo osservò le stelle intorno. Forse si era perso. «Galactica da Viper One, mi ricevete?» proseguì.
La luce rossa dei sensori lampeggiò minacciosa e il computer analizzò le sagome di sei caccia sconosciuti.
«E questi chi sono?» si chiese Apollo e subito aprì un canale di comunicazione: «Qui Viper One della Base Stellare Galactica, capitano Apollo. Identificatevi o sarò costretto ad aprire il fuoco».
Il brusio di fondo nel comunicatore accompagnò l'avvicinamento dei caccia, finché alla fine giunse la risposta.
«Rogue 2. Wedge Antilles, Alleanza Ribelle. Amico, il tuo caccia somiglia in modo impressionante a un X-Wing, non è che l'Impero ha sfornato qualche nuovo caccia sperimentale e tu sei un Imperiale? Dobbiamo vaporizzarti?»
«Non so chi siano l'Alleanza Ribelle e l'Impero... siete umani? I miei nemici sono i Cylon e la vostra voce non sembra per niente metallica».
«Cylon? Mai sentiti. Forse vengono da un pianeta al di là dell'Orlo Esterno. Comunque sei in pericolo: c'è uno Star Destroyer che orbita attorno a Raxus Prime e molte squadriglie di TIE Fighter pattugliano la zona. Attiva l'iperguida e seguici».
«Non so cosa sia l'iperguida e non credo di aver niente del genere sul Viper».
«Non hai l'iperguida? Ma da dove diavolo arrivi?»
«Dalle dodici colonie: Caprica, Sagittarian... le hai mai sentite?»
Un'agguerrita squadriglia di TIE irruppe prepotente nella discussione proprio in quel momento balenando raffiche laser.
«Rogue 5, Rogue 3, coprite il capitano Apollo, noi penseremo agli Imperiali!» ordinò prontamente Wedge.
«Grazie Antilles, ma so badare a me stesso. Chi mi spara addosso è un nemico e visto che è anche vostro nemico che ne dici se lo liquidiamo insieme? Definiremo più tardi le modalità del viaggio».
La schermaglia spaziale che seguì fu la più spettacolare mai vista nei due universi paralleli...

lunedì 25 giugno 2018

Sagra





No, tranquilli… non è un Agnolotto spaziale in arrivo da un altro mondo intenzionato a conquistare il pianeta Terra. Niente fantascienza oggi. Piuttosto roba buona da mangiare… e da bere! Questo disegno l’ho realizzato per la Sagra del Tortello di Agnano, a Pisa.
Il 27 giugno mi precipiterò a cena, buttandomi credo sul menù classico: tortelli al ragù, stinco e birra artigianale J63.





lunedì 18 giugno 2018

Lost in Space


Lost in Space è un classico della fantascienza televisiva statunitense. L’originale, col mitico Guy Williams (Zorro) capo famiglia, è ormai preistoria... e i giovani difficilmente potrebbero apprezzarlo oggi.


Nel 1998 fu realizzato un ottimo remake ricco di effetti speciali, con una solida trama e attori importanti come Gary Oldman e William Hurt.


Eppure Netflix è riuscita a fare l’impossibile: in un 2018 inflazionato dalla fantascienza, con gli Star Wars Disney che spuntano come funghi e i supereroi Marvel e DC comics che messi insieme potrebbero ricostituire il 7° cavalleggeri del generale Custer, ha confezionato la prima stagione del nuovo Lost in Space rendendola bella e coinvolgente.
Il fatto che gli effetti speciali fossero perfetti non era certo una garanzia dell’effetto finale. E i punti deboli si possono individuare nell’aspetto troppo terrestre del mondo sul quale precipitano la Jupiter 2 e le altre navicelle, e nella lentezza di alcune puntate. Ma vale la pena vedere l’intera stagione soprattutto per la suspance che permea il decimo e ultimo episodio.
Io, che ho amato il film di Stephen Hopkins del 1998, non posso far altro che aspettare con ansia la seconda stagione e ammettere che quel film è stato ampiamente superato dalle novità introdotte da Netflix.


Detto questo vorrei analizzare l’idea di base della serie originale del 1965: la famigliola americana perfettina sparata tra le stelle a bordo di un’astronave da favola.
Ebbene, viaggio spaziale a parte, si tratta della riedizione del cartone animato The Jetsons (I Pronipoti), del 1962. la famiglia c’è tutta, con una sorella in più e il robot che sostituisce il cane Astro. Lo show si potrebbe classificare come uno Star Trek per famiglie a stelle e strisce.
Eppure c’è un elemento di disturbo che è l’asso nella manica per i produttori delle due serie e del film: il Dr. Zachary Smith. Nel pilot della serie originale, intitolato No place to hide, non compariva neppure; fu introdotto negli episodi successivi e acquistò sempre più importanza, trasformandosi da semplice sabotatore malvagio in personaggio problematico, egocentrico e a tratti perfino comico.
Nel film del 1998 il Dr. Smith fu magistralmente interpretato da Gary Oldman, che però in sole due ore non ebbe la possibilità di rappresentarlo come avrebbe meritato.
Nella nuova serie Netflix il personaggio diventa femminile, misterioso, cinico e privo d’identità e proprio per questo più intrigante.
June Harris (identità rubata) è probabilmente un omaggio all’attore Jonathan Harris che interpretò il dottore nel 1965. E Dr. Smith è l’altra identità che la misteriosa sabotatrice ruba a un membro dell’equipaggio della Resolute prima di sbarcare sul pianeta a bordo di una navicella Jupiter.







giovedì 14 giugno 2018

Noctiptero


Un po' di Fantasy invece della solita Fantascienza

Il Noctiptero è uno spettro, espressione delle Tenebre e arma a cui ricorrono spesso Maghi, Stregoni e Druidi. La sua caratteristica principale è il muso orribile privo di occhi e bocca, che spaventa le sue vittime proprio perché si mostra nelle loro menti con la sua vera e raccapricciante espressione.
È un non-morto risultato dell’unione di uno spirito maligno con le ceneri di un cadavere. Uccide con un tocco gelido trasformando le vittime in zombi.

lunedì 11 giugno 2018

Star Wars F-Wing


Sì, lo so… l’F-Wing esiste già! C’è la versione Lego e la versione X-Wing modificato. E allora? Innumerevoli artisti si sono sbizzarriti in questi anni esaurendo tutte le lettere dall’alfabeto, del nostro, di quello greco e perfino del cirillico! Quindi qualsiasi caccia ribelle mi venga in mente, qualcuno l’ha già disegnato. Stesso vale per i TIE, ormai milleforme.
Ebbene, questa è la mia versione apocrifa, non ufficiale e molto eretica.
Star Wars ha segnato tutta la mia vita, se ogni tanto mi scappa un disegnino così che posso farci?

giovedì 7 giugno 2018

Tijuana Express, di Gianluca Turconi



Dopo tanta fantascienza ecco la segnalazione di un buon Crime Thriller:


"Buon amore e buona morte, non c'è miglior sorte".
Di questo antico detto popolare di Todos Santos, piccola cittadina ad alta vocazione turistica e basso reddito pro capite nello stato messicano della Baja California Sur, il diciassettenne Alejandro Aguilar Zamudio ha già scoperto la parte iniziale, grazie a una passione travolgente e complicata che l'ha costretto a crescere anticipatamente e a cercare una nuova fonte di reddito sicuro.
Per tale ragione, ha chiesto un lavoro a Nestor Moyes, proprietario terriero conosciuto come Dos Ocho, Due Otto, soprannome attribuitogli durante la burrascosa gioventù. In città, pur parlandone solo di nascosto nelle case, tutti sanno che lui e l'allevatore Rogelio "el Gordito" Orellana, già contrabbandiere di carne di maiale verso San Diego, negli Stati Uniti, fanno soldi facili da parecchio tempo.
Così, Alejandro si troverà una sera ad accompagnare il Gordito durante un trasporto al suo allevamento, incurante dei rischi che dovrà affrontare. Dall'alto dei suoi diciassette anni, crede di essere pronto a tutto, per amore. Tuttavia, il ragazzo ignora che a Todos Santos nessuno è mai chi sembra. Ogni persona si nasconde dietro una maschera, come gli amici d'infanzia Nestor, Rogelio e Agnes, madre di Alejandro, ora divisi da segreti che li hanno separati per sempre.
Tra violenza, sotterfugi, inaspettate scoperte e visionarie tradizioni, Alejandro finirà invischiato nelle conseguenze di una rapina al Tijuana Express, il convoglio di automezzi che trasporta migranti e cocaina da Todos Santos a Tijuana, al confine con gli USA. Per uscirne vivo, sarà obbligato ad affrontare non solo la verità sulla sua nascita, ma anche lo strascico di morte lasciato dietro di sé dai Santi, il Cartello di narcotrafficanti che domina parte della Baja Sur, in precario equilibrio, sempre sotto minaccia dei gruppi rivali di Sinaloa e Tijuana.
Durante il pericoloso viaggio alla scoperta della realtà criminale di Todos Santos, Alejandro si sentirà combattuto nella scelta tra ciò che rischia di perdere e quanto ha occasione di guadagnare. Non avrà altra possibilità che prendere decisioni e fare errori, ogni giorno, su consiglio di Nestor, per non affogare nel torbido che li circonda.
Eppure, quali siano gli occhi che la guardano, Todos Santos pare avere un unico destino, immutabile, caratterizzato da soli tre elementi: narcotici, sesso e uomini ambiziosi.
Ambiziosi proprio come i Santi e Alejandro. 









La scheda del libro: 

Titolo: Tijuana Express
Autore: Gianluca Turconi
Editore: Amazon KDP
Genere: Crime thriller
Edizione: Prima Edizione
Pagine: 322 (indicative, in formato per Amazon Kindle)
Costo: euro 0.99 (gratuito per abbonati Kindle Unlimited)


L'autore:

 
Gianluca Turconi, nato nel 1972, già più volte finalista al Premio Alien per la narrativa fantascientifica e vincitore della XIII Edizione del Premio Lovecraft per la narrativa fantastica, ha effettuato studi linguistici e giuridici, e attualmente vive e lavora in provincia di Monza e Brianza.
Da quasi un ventennio sostenitore del Software Libero, è stato tra i fondatori del progetto di marketing internazionale, di documentazione e di localizzazione italiana della suite software Apache OpenOffice, nonché curatore del dizionario italiano utilizzato dai programmi software Google Chrome, Mozilla Firefox e Thunderbird.
Nell’ambito della narrativa thriller e fantastica ha pubblicato diverse opere (tra le altre "Protocollo Aurora", "La fine del gioco", "Gli Dei del Pozzo", "Il Cavaliere del Tempio", "La cappella Nera", "Alveare e dintorni", "L'Altare", "Fermata obbligatoria") per case editrici e riviste specializzate nazionali e internazionali (Eterea Comics & Books, Delos Books, Asociación Alfa Eridiani, Axxón, Graphe, DiSalvo, A3, Horror Magazine). Ha inoltre rivestito il ruolo di editor per il romanzo "Figlio della schiera" di Giampietro Stocco (Chinaski) e di selezionatore e coordinatore della traduzione per l’antologia di narrativa fantascientifica latinoamericana "Schegge di futuro" (Letture Fantastiche).

lunedì 4 giugno 2018

The Titan


The Titan è un bel film di fantascienza targato Netflix che affronta un tema importante:

Anche se fosse possibile trasferirsi su un altro pianeta, come potrebbero gli esseri umani adattarsi a un ambiente che sarebbe inevitabilmente ostile?

Facendo un esempio semplice vicino a noi, pensiamo alla Luna: il problema che non esista un’atmosfera sembra, nella fantascienza, l’unica barriera da superare per abitarci. Vecchie e famose serie TV, come UFO o Spazio 1999, o film importanti come 2001: odissea nello spazio, mostrano la vita dentro alle basi lunari identica a quella sulla Terra. Ma la Luna è circa 6 volte più piccola della Terra e la sua gravità è 1/6 di quella terrestre! Un essere umano selenita avrebbe molti problemi fisici se esposto per un lungo periodo a una gravità così ridotta.




Nel film Lo spazio che ci unisce, sempre di produzione Netflix, si ripropone lo stesso problema con Marte, che è grande la metà della Terra. Infatti il protagonista, cresciuto sul pianeta rosso, rischia di morire tornando sulla Terra, proprio perché il suo corpo non è preparato alla gravità doppia rispetto a quella del suo mondo.

Tornando al film The Titan, si narra del tentativo di colonizzare Titano, la luna più grande di Saturno. Ma invece di costruire basi pressurizzate e far indossare tute spaziali agli uomini e alle donne che andranno lassù, si pensa di trasformarli in titaniani: praticamente una nuova specie il cui habitat naturale sono i laghi di metano liquido e l’atmosfera velenosa di quella luna tanto ostile.




Esiste un libro che lessi molti anni fa, Il Difensore, di Larry Niven, che ha una trama completamente diversa, ma lascia addosso lo stesso senso di angoscia.
Infatti il punto è:

Se un essere umano evolvesse in un’altra specie, come potrebbe ancora sentirsi parte del genere umano?

Nel romanzo Il Difensore il protagonista difende la sua nuova specie e, giunto sulla Terra, infetta i terrestri per diffondere ovunque i suoi fratelli alieni. In The Titan, invece, Rick Janssen mantiene il ricordo della sua famiglia, portando così tanta malinconia sul mondo di cui sarà l’unico padrone.


venerdì 1 giugno 2018

Fantascienza e divinità



Il mio racconto per la nuova antologia Alien Silver parla di Dio e del Diavolo.
Forse un credente bigotto privo del senso dell’umorismo potrebbe addirittura definirlo blasfemo, ma per affermare ciò dovrebbe leggerlo e visto che persone così rifiutano perfino la Preistoria, i dinosauri e l’uomo di Neanderthal (non contemplati nella Genesi) credo di poter dormire fra quattro guanciali!
Sto scherzando, naturalmente. Non voglio offendere la religiosità di nessuno. Anzi, giuro solennemente che quella che ho scritto è pura opera di fantasia. Una verità inventata... l’ennesima verità inventata, ma questa volta almeno è dichiarata!
E detto questo ce n’è anche per gli atei. Perché chi ha l’arroganza di escludere a priori l’esistenza di un essere superiore che veglia sulle nostre vite, pensa in modo limitato e soffoca la propria immaginazione.
Quindi, chi leggerà il racconto dovrà farlo libero dai paraocchi e ponendosi sempre la domanda: “E se fosse così?”.
Saluti da un pazzo che crede di essere normale.

lunedì 28 maggio 2018

Drakon



Un po' di Fantasy invece della solita Fantascienza


Drakon è il Re del popolo dei Draghi nell’universo di Zargo’s Lords.
A differenza degli altri Signori di questo popolo è provvisto di ali e, in un certo senso, è il più simile al classico drago delle fiabe.
La sua forza è incredibile, pari forse solo alla sua crudeltà. Ma raramente scende in battaglia, visto che dispone di schiere di possenti Draghi abili con la scure e che sputano fuoco al fianco dei Lanciafiamme.







giovedì 24 maggio 2018

Beyond Skyline




Beyond Skyline recensione con spoiler e senza spoiler, proprio come la trama senza trama.


Dunque: i Gormiti invadono la Terra e vanno a caccia di cervelli (allora sono cascati male), ma incontrano John Rambo che salva la bambina dei Visitors e si allea coi Vietcong che fanno la droga per venderla agli americani e di sicuro anche al regista.
Insieme a Rambo c’è Huggy Bear, ma senza Starsky & Hutch… e per fortuna è cieco, così non vede in quale film è capitato.
Tornando al frullato di fantascienza: gli alieni viaggiano su astronavi groviglio e sono invincibili se attaccati dagli aerei Stealth, tuttavia coltelli, spade e scimitarre li affettano senza problemi.
Nel finale l’immancabile scontro tra Godzilla e Gamera e soprattutto il capovolgimento della convinzione che la luce rossa sia dei cattivi e quella azzurra dei buoni, alla faccia di Sith e Jedi!
La chicca assolutamente da non perdere sono i fuori scena inseriti nei titoli finali per alleggerire l’atmosfera. Di solito si fanno per i film comici, mentre qui si contano morti al ritmo di uno al minuto.
Ma come si fa a pensare un film così?

lunedì 21 maggio 2018

Robot Demolitore


Questi simpatici aggeggi hanno una forza e una manovrabilità incredibili. Sono robot non autosufficienti, infatti devono essere comandati da un operatore (che però ne gestisce fino a cento, grazie alla consolle di lavoro).
L’impiego principale è nei cantieri marziani. Hanno demolito in pochi giorni le vecchie installazioni della Nasa e oggi stanno contribuendo alla costruzione di Mars City.
Gli speciali arti tentacolati sono telescopici. E questo è un bel vantaggio tutte le volte che si devono raggiungere determinate altezze o profondità.
La Mecha Corporation sta lavorando a una versione militare, ma al momento tutte le informazioni sono top secret.

mercoledì 16 maggio 2018

il Ranger dello Spazio




James Logan è il più stupido fra i Ranger dello spazio che difendono la Confederazione. Quando ha posato per questa foto era appena sceso sulla seconda luna di Gobboni III… dimenticandosi di chiudere il casco!
Un cretino simile è costantemente seguito dalla Dea bendata, e non è vero che è cieca, perché riesce sempre a vederlo e a salvarlo da sé stesso. Infatti, accidenti a lui, sulla luna c'era aria respirabile.
Purtroppo questa fortuna non capita a chi gli sta intorno: il mese scorso ha quasi distrutto la stazione spaziale lanciandosi all’inseguimento di un pericoloso bandito cosmico. Come diavolo ha potuto far tanti danni, direte voi? Semplice, non ha sganciato gli ormeggi dell’intercettore ed è partito a velocità Smodata.
Eppure a volte il vento cambia e da trovartelo sempre in faccia con la forza della tempesta te lo ritrovi in poppa e prendi il largo che è una meraviglia... sì, sì, sì! Abbiamo la missione giusta per lui: se va male facciamo bingo, perché ce lo togliamo dalle palle. Se invece va bene, come crediamo, diventerà un eroe!
Le ultime notizie in arrivo dalla Frontiera parlano di una potente Flotta aliena intenzionata a conquistare la galassia.
Poveretti… noi abbiamo l’asso nella manica e siamo pronti a calarlo.
James Logan!
Basterà lasciare che il nemico lo catturi e in pochi giorni il loro esercito sarà distrutto…
Ah, ah, ah! Ci fanno quasi pena.


Comando Ranger Spaziali di Marte
20 luglio 2651
Ammiraglio Andrzej Podolsky






Ecco un degno antenato di James Logan. In realtà non sono neppure lontani parenti, ma le analogie nel suo… diciamo “stile” sono evidenti.
Si tratta del poliziotto pasticcione Frank Drebin, protagonista del mitico film “Unapallottola spuntata”, interpretato dall’indimenticabile LeslieNielsen.




sabato 12 maggio 2018

Racconto di Fantascienza



La Regina degli Insetti


La Regina si alzò in mezzo alle altre potenziali regine. Lei era la nuova, se ne rese subito conto.

Le altre non erano del tutto formate. Quelle nate dopo di lei annaspavano ancora cieche, nella bava. Alcune, addirittura, maturavano da troppo tempo dentro l’uovo e probabilmente erano già morte. Ci pensò un attimo. Lo erano davvero? Non poteva saperlo. Le guardò attraverso il loro guscio semitrasparente. Le parve che si muovessero, forse qualcuna ce l’avrebbe fatta, ma lei non avrebbe mai permesso a un’altra di poterle contendere il potere. Era stata la prima a diventare grossa a sufficienza e si sentiva pronta.

Schiacciò tutte le uova.

Dai gusci rotti uscirono rivoli di liquido vitale rosa, insieme ai corpi maciullati delle inquiline. Subito dopo, la Regina si volse verso le sorelle cieche. Con le zampe, furiosa, le colpì, le colpì e le colpì ancora, fino a ucciderle tutte.

I loro corpi martoriati, col liquido vitale sparso intorno, la fecero gioire. Finalmente era diventata la sola padrona di tutto. Mangiò le carcasse per riprendere le forze, visto che si era stancata molto nel massacro.

Finito il banchetto, uscì da quella sezione del formicaio. Le piacque subito lo stile tecnologico dei cunicoli di collegamento, anche se decise che avrebbe dato un suo tocco personale e per farlo doveva istruire fuchi e operai, perché erano loro che costruivano le strutture. Prima, però, bisognava uccidere la vecchia Regina. Si diresse verso la sua dimora, sapeva dov’era. Glielo diceva il suo istinto.

Trovò la vecchia in mezzo a molti fuchi. La nuova Regina si eresse maestosa e aggressiva. L’altra non reagì. Aveva un tremore sul corpo e lo sguardo rassegnato. La nuova Regina la colpì con le sue sei zampe anteriori, con forza, e le sfondò la testa quasi subito.

I fuchi abbandonarono la loro defunta padrona e accorsero dalla nuova. Gli operai ricevettero un segnale dai fuchi e nei loro piccoli cervelli si impressero le nuove direttive regali. I fuchi trasmisero anche il volere della Regina a tutti i guerrieri del regno.



Il giorno dopo, alla luce della prima alba di BL Ceti, la pietra grigia mista al ferro che componeva quasi tutta la pianura e i crinali delle montagne, scintillò. Alla seconda alba, invece, quella di UV Ceti, che sorse alcune ore più tardi, il paesaggio si colorò di rosso.

Dal formicaio emerse la Regina. Nessuna delle sue antenate l’aveva fatto, perché avevano sempre preferito starsene là sotto, al sicuro, e inviare guerrieri in esplorazione oppure operai a raccogliere materiali. Ma lei voleva conoscere l’intero regno, personalmente. In superficie, fu circondata da tremila guerrieri, ognuno coperto di tecnologia. Avevano corazze e armi innestate direttamente nei corpi, montate al posto di arti staccati e gettati via da qualche parte, a seccare.

Un tempo si era combattuto solo corpo a corpo, ma gli scontri con le altre civiltà avevano indotto le regine a potenziare i loro soldati, anche con armi a distanza.

La Regina avanzò imperiosa. Dietro di lei si trascinarono, attaccati ai tubi di collegamento, i Ricordanti, cioè i fuchi mnemonici.

In loro, la vecchia Regina aveva riversato la storia di ogni più piccolo avvenimento accaduto durante il suo regno. E loro avevano poi trasferito fatti e dati nel centro di archiviazione, in fondo al formicaio.

La nuova Regina estraeva direttamente da loro ogni informazione. Era un modo veloce e violento per assimilare subito quanto si voleva sapere. In fondo, a quel modo, la vita dei fuchi assumeva un minimo valore che altrimenti non avrebbe avuto per lei.

Il primo Ricordante, essiccato e svuotato dall’interno, cadde a terra. Il suo corpo non serviva più alla Regina, quindi gli staccò il tubo comunicante e l’abbandonò.

Aveva appreso dell’invasione terrestre nel suo sistema stellare e dell’esistenza di altre regine e altri formicai più piccoli sulle lune del suo mondo. E addirittura sull’altro pianeta del sistema. Doveva comunicare con loro e, da pari quali erano, organizzare una strategia comune.

Un altro Ricordante, appassito, crollò al suolo. Lei staccò il collegamento e ritrasse il tubo dentro l’addome. Apprese con disappunto che gli Umani avevano distrutto il mondo che orbitava intorno alla stella gemella della sua. Non erano riusciti a conquistarlo e avevano preferito distruggerlo, spazzando via un intero regno di insetti. La rabbia la fece fremere forte, decise che avrebbe preparato una tremenda vendetta. Ma non subito.

Prima c’era da capire, scoprire e riordinare. Spedì i guerrieri in perlustrazione, sui territori lontani del suo mondo e nello spazio.

Attese, paziente.

Quando tornarono, riferirono di una situazione tranquilla, pareva che nessun nemico minacciasse il regno, almeno per il momento.

La Regina risucchiò la vita da altri due Ricordanti e li abbandonò. Apprese che i fuchi avevano costruito esseri meccanici, simili agli insetti nell’aspetto. Come loro erano senza testa, con grosse antenne e una simil-bocca longitudinale piena di denti che attraversava il torace. Era importante che fossero così, per farsi identificare correttamente.

Questi esseri meccanici riproducevano suoni simili a quelli emessi dagli Umani, ne interpretavano il linguaggio traducendolo per la Regina. Loro avevano trattato con gli Umani dopo l’armistizio che aveva segnato la fine della guerra.

L’altra Regina era stata l’artefice di tutto ciò, perché aveva creduto che fosse importante mantenere un canale di contatto col mondo degli Umani, per controllarli e allo stesso tempo per tenerli a distanza. Quella Regina aveva adottato una politica difensiva.

Quella regina era stata una stupida!

Lei avrebbe fatto diversamente. Intanto perché bisognava vendicare il regno distrutto e poi perché gli Insettoidi erano migliori dei Terrestri. Doveva lavorare sodo per cambiare la faccia al suo mondo, ma era sicura di riuscirci.

Un altro fuco stramazzò a terra. Rimaneva solo l’ultimo, presto sarebbe stata completamente aggiornata.

La nuova Regina vide una seconda invasione di creature sconosciute, arrivate da squarci aperti sul nulla. La vecchia Regina aveva scatenato i suoi guerrieri e dopo una furibonda battaglia i nemici si erano ritirati. Ma le perdite erano state ingenti e la Regina aveva dovuto deporre moltissime uova per rinforzare l’esercito.

In un altro ricordo seppe di una terza invasione, compiuta da creature gigantesche. I guerrieri avevano difeso Argha per la terza volta e per la terza volta avevano vinto, perché i colossi senza testa erano crollati su se stessi.

L’ultimo Ricordante, avvizzito, morì. La Regina non se ne accorse subito, era occupata in altri pensieri, così lo trascinò per un po’ e il peso le strappò il tubo. Sentì una fitta all’addome, ma non fu cosa grave. Presto avrebbe prodotto un nuovo tubo.

Tornò nel formicaio. La priorità, ora, divenne ripristinare le perdite della terza invasione. La vecchia Regina non era riuscita a coprirle con nuove uova, proprio perché vecchia e stremata. Per ovviare a quella debolezza, aveva deciso di deporre le uova Garr, dalle quali almeno una Regina sarebbe riuscita a nascere.

E una ce l’aveva fatta.



I fuchi le donarono il seme e subito dopo la Regina li divorò. Nei giorni successivi depose milioni di uova. Tutte di guerrieri. Poi comunicò con le regine dei regni sulle lune e sull’altro mondo. Scoprì che i suoi segnali arrivavano molto lontano e ben presto stabilì un contatto permanente con loro.

Alcune erano vecchie, altre giovani, ma sapevano di avere un regno piccolo fondato su una luna, per cui si sottomisero a lei, senza condizioni.

E la nuova Regina di Argha impartì le sue direttive. Gli operai costruirono le arche imbevute di bava antigravità, le equipaggiarono con i cannoni a particelle ioniche, montarono i motori e caricarono i gusci per la sopravvivenza nello spazio.

Quando la flotta di arche fu pronta, si levò in volo, carica di guerrieri. Salì in cielo e uscì dall’atmosfera. Rimase quindi in orbita in attesa di ordini.

Di fronte a tanta potenza, la Regina fu sicura che, insieme alle sue sorelle, avrebbe fatto tremare l’universo. Decise perciò che, per placare la sua sete di vendetta e per far esercitare al combattimento le sue truppe, il primo obiettivo dell’Impero insettoide sarebbe stata la Terra.