mercoledì 13 dicembre 2017

E se l'Impero Romano avesse scoperto e conquistato anche le Americhe?



L'ennesima conquista dell'Impero Romano è Amentus Magna. Una terra al di là del mare, abitata da barbari che combattono senza armatura, formidabili arcieri adorni di penne d'aquila, guidati dal Grande Spirito.

Il console Claudio Quinzio conduce la campagna militare con decisione, ma ignora che un altro nemico si è infiltrato nei territori interessati dal conflitto. E ignora che questo nemico è ideologicamente opposto a Cesare.



Quest’anno il mio Natale è più gioioso del solito, infatti esce oggi un racconto ucronico che mi sta particolarmente a cuore. E esce con l’editore giusto: Delos, specializzato in fantascienza. Inoltre, tra pochi giorni, mi dicono al massimo entro Befana, uscirà l’antologia Alien Gold con l’editore GDS, nella quale sono presente con un racconto breve.
Beh, poteva andar meglio? Direi di no. Ma poteva andar peggio, se per esempio un meteorite mi avesse colpito in pieno proprio ieri sera... avrei perso le due uscite! Che disgrazia.


 
A cura di Diego Bortolozzo

Copertina di Marco Alfaroli



Pagine (stimate): 52

Data di uscita: 12/12/2017

Editore: Delos Digital

Collana: Imperium n. 41

Formati: Epub, Kindle

Prezzo: Euro 1.99

giovedì 7 dicembre 2017

Indigeni


Gli indigeni del pianeta Skaro 6 apparvero da subito primitivi, gli umani ne approfittarono e colonizzarono vaste aree senza farsi troppi scrupoli. Eppure qualcosa era sfuggito alla spedizione dei Conquistadores delle stelle: gli indigeni erano alti come un grattacielo di dieci piani. Come si fa a trascurare un simile dettaglio? Semplicemente considerandoli giganti stupidi! Ma un gigante stupido non organizza tattiche di combattimento e non detta le condizioni di resa ai vinti, dopo aver calpestato le astronavi, i carri armati e gran parte della truppa di fanteria.
Oggi il pianeta Skaro è tornato a essere indipendente dall’Impero Terrestre e gli umani l’hanno cancellato dalle carte astrali. Il solo ricordo di quegli indigeni semina il terrore in tutto l’esercito.

martedì 28 novembre 2017

Sparatutto


Sparatutto in prima persona della Play Station 4? Arma Pesante degli Space Marine di Warhammer 40000? Colonial Marine di Aliens Scontro finale? Soldato che nel film Predator ringhia: “Non ho tempo di sanguinare?”
No, disegnino che riunisce tutti questi stereotipi, sfruttati nel Cinema, nel modellismo fantasy e nei videogiochi.
E con questo interrompo momentaneamente le attività per dedicarmi allo sparatutto più atteso: Call of Duty WWII. E già che ci sono gioco anche a Star Wars Battlefront 2... saranno lunghe e terribili battaglie.

venerdì 27 ottobre 2017

Perché Fantascienza?

Scrivere un racconto di fantascienza in Italia, nel 2017, è qualcosa di folle. Scrivere addirittura un romanzo dovrebbe allertare immediatamente gli infermieri, che naturalmente arriverebbero armati di camicia di forze.
Perché scrivo queste cose? Perché solo un pazzo perderebbe tempo a realizzare un’opera che cadrà nell’oblio. I lettori sono sempre più rari e quei pochi che ci sono leggono Urania, un marchio storico, per loro affidabile. Quindi ciò che scrive il pazzo resterà un cumulo di parole che se fossero organiche andrebbero di sicuro in putrefazione.
Eppure chi è convinto di essere sano è proprio il pazzo! Sto parlando di me stesso e della mia (ormai bisogna definirla così) mania per la scrittura.
Per la verità credo che la situazione attuale non sia del tutto colpa mia: negli anni cinquanta il western e la fantascienza ebbero un successo incredibile al Cinema. E la fantascienza scritta nei libri, visti i miseri effetti speciali che offriva Hollywood, aumentò in modo esponenziale il numero dei lettori. Forse in quegli anni avrei avuto molte possibilità in più. Infatti accanto a scrittori dalla statura gigantesca, c’era una folta schiera di scrittori minori, artigiani del settore, che producevano di continuo e che a volte centravano l’obiettivo con qualcosa di buono. Forse allora sarei potuto essere tra loro, o forse no.
Oggi è cambiato tutto, anzi... non da oggi, ma già da parecchi anni. Al Cinema la fantascienza è straripante, zeppa di effetti speciali iperrealistici, e la gente si sa, se di una cosa ne assume quantità smodate, poi ne ha la nausea. Figuriamoci se poi ne cerca ancora sui libri.
Non bisogna dimenticare, poi, l’enorme progresso dei videogiochi e la conseguente dose di fantascienza da consolle assorbita dal pubblico. Non è un caso se negli ultimi anni molti blockbuster hanno attinto dai videogiochi invece che dai libri.
Quindi? Siamo al punto di partenza: il pazzo non ragiona e continua a scrivere.
Beh, danni non dovrebbe farne. Forse qualche danno se lo farà per sé, qualche scintilla in più alle sinapsi, qualche cortocircuito qua e là. Ma tanto è pazzo e non può peggiorare.
Ecco, lo sapevo che andava a finire così... ho scritto un altro racconto... mi è scappato. Ma resterà mio, perché non lo leggerà nessuno.

lunedì 23 ottobre 2017

Piccoli, ma pericolosi



Il Rospiranha è un terribile predatore che caccia in branco. Le sue dimensioni ridotte non devono indurci a sottovalutarlo, infatti bastano appena dieci esemplari per scarnificare in pochi minuti un uomo. Predilige le montagne di rame, ma sembra che alcune colonie siano stanziate perfino lungo le rive dei laghi d’olio.
Il dottor Hans Zarkov lo ha catalogato tra le creature più infestanti del pianeta Mongo. Flash Gordon è appena partito per una missione di monitoraggio che forse porterà soluzioni al grave problema che si è creato.

martedì 3 ottobre 2017

Il Guardiano dei Mondi


Triguzmadsontainer è un essere piccolissimo. Secondo l’imprecisa unità di misura terrestre è alto tre centimetri, che poi corrispondono ai nostri quattromila glytridi.

Triguzmadsontainer ha un compito importante: deve vegliare su tutti i mondi della Galassia e rimediare ai pasticci che le creature intelligenti tendono a combinare. E, per far questo, è costretto spesso a mentire. Così presso i terrestri si è presentato come Zeus, Odino, Dio, Allah, Manitou...

Su Aldebaran è riuscito a convincere i Tetrambiani che è il vero e unico custode della Logica, su Deneb ha incantato i Roccioidi con la frottola del mondo vivo... e quel mondo naturalmente sarebbe lui.

Eppure, nonostante questi stratagemmi finalizzati a incanalare le menti deboli in un’unica via, per arginare disastri, atrocità e massacri, Triguzmadsontainer non è affatto contento di quello che fa. Anche perché le creature che ha soggiogato, spesso perpetuano atrocità e massacri in suo nome... annullando gli obiettivi che si era prefissato. Oggi tentenna, teme che il Caos sia il vero padrone dell’Universo. Teme che, da essere imperfetto che si è proposto come divino agli altri, abbia alla fine peggiorato la condizione di tutti.
Ma è il dubbio di un momento... perché ciò che gli da forza per andare avanti è una profonda convinzione: egli sa per certo che da qualche parte nell’Universo esiste un Essere Superiore che lo vede e lo guida in ogni sua azione!

domenica 24 settembre 2017

X-Bugs: i popoli che non hanno mai combattuto


Eravamo alla fine degli anni ’90 quando Marco Maggi e FrancescoNepitello idearono il loro X-Bugs, il gioco delle pulci rivisto e aggiornato. E io fui chiamato da Roberto di Meglio a realizzare i disegni per le pedine dei primi quattro popoli in lotta: gli Usartropodi, eroici grilli amerikani. I Sovietopteri, laboriosi scarafaggi sovietici. I Flyborg, vespe arrivate sulla Terra a bordo dei dischi volanti dei famosi Grigi di Roswell. E infine i Chitiniani, una sorta di ragni divoratori famelici, forse lontani parenti del Diavolo della Tasmania dei Looney Tunes.

Mi divertii tantissimo a disegnare, anche perché riuscii a dare al gioco una forte vena di umorismo, e ben presto ebbi la soddisfazione di realizzare i due popoli successivi: i Samuracnidi, libellule giapponesi devote al Bushido e i Byfidi, bizzarre larve incrociate con i funghi e con i vegetali.



Le idee dei creatori del gioco sembravano inesauribili, infatti quando fui incaricato di disegnare gli ultimi due popoli rimasi particolarmente colpito dai Mekkanofagi, gli insetti del dottor Frankenstein, rattoppati con parti metalliche in perfetto stile steampunk. E dai Lucialieni, lucciole piovute dallo spazio su un meteorite che traboccavano di energia cosmica. Anche se nel gioco di alieni c’erano già i Flyborg, queste erano tutta un’altra cosa, ve l’assicuro!



Purtroppo, per chissà quali esigenze commerciali, X-Bugs fu ritirato dal mercato e gli ultimi due popoli morirono nel cassetto dell’editore. Il gioco cambiò nome e divenne addirittura un gioco di carte, ma finché è durato, è stato un gioco internazionale: in America uscì un’edizione ridotta a due soli popoli, gli Usartropodi (ovviamente) contro i Flyborg. In Francia un ottimo artista ha ridisegnato i miei insetti realizzando copertine suggestive.




Oggi, tutto è cambiato, i giochi da tavolo che resistono per la massa sono solo i classici. Per il resto sono relegati a nicchia. Basta pensare all’edizione scorsa di Lucca Games: ricordo di aver girato in mezzo a stand extralusso affollatissimi pieni di videogiochi e consolle. Ricordo di aver trovato a fatica stand con le miniature di piombo, e la sezione con i giochi di ruolo e da tavolo era disertata perché i ragazzini preferivano di gran lunga quella dei giochi di carte collezionabili.

Il mondo va avanti e noi restiamo indietro... beh, forse voi no, ma io di sicuro sì.