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martedì 1 settembre 2026

UFO e Spazio 1999

 



UFO è una serie britannica di fantascienza trasmessa tra il 1970 e il 1971. Il suo stile narrativo ricorda più i film di spionaggio come 007 piuttosto che quelli di fantascienza classica.

Ambientata in un allora futuro 1980, racconta la minaccia silenziosa di una razza aliena in declino biologico che rapisce esseri umani per prelevarne gli organi. A difesa del pianeta opera la S.H.A.D.O. (Supreme Headquarters Alien Defence Organisation), un'organizzazione militare segreta nascosta sotto gli studi cinematografici Harlington-Straker a Londra, guidata dal severo comandante Ed Straker (interpretato da Ed Bishop).

La serie si distingue per un realismo cupo e privo di trionfalismo: la difesa della Terra richiede compromessi morali costanti. Nonostante la cancellazione dopo soli 26 episodi, le idee sviluppate per una seconda stagione mai realizzata servirono da base per la creazione di un'altra serie di successo: Spazio 1999.

Di seguito le strutture, le astronavi, i mezzi e gli equipaggiamenti che l'hanno resa celebre.


Base Luna


SHADO Lunar Module


Intercettore


Intercettore


Lanciarazzi Lunare


SID
 



Astronauti SHADO




Extraterrestri


Lunar Module


Lunar Carrier


UFO


SHADO Mobile


Skydiver
 
 

 
 





Spazio 1999 è la serie britannica di fantascienza del 1975 nata dalle ceneri di UFO. La sua ambientazione e lo stile narrativo sono chiaramente ispirati a 2001: Odissea nello spazio.

​Il 13 settembre 1999, una violenta esplosione di scorie nucleari stacca la Luna dall'orbita terrestre, proiettandola insieme ai 311 abitanti della Base Lunare Alpha in un viaggio senza ritorno negli abissi dell'universo.

​Lontana dall'ottimismo di Star Trek, la serie propone un'atmosfera cupa, filosofica e a tratti angosciante. Prodotta con un budget da capogiro per l'epoca (grazie alla collaborazione tra la britannica ITC e la RAI italiana), garantì, sempre per l'epoca, effetti speciali mai visti prima in televisione.

Il cuore drammatico della serie poggiava sulla forte intesa tra i due protagonisti americani, già celebri per Missione Impossibile: Martin Landau nei panni del determinato comandante John Koenig e Barbara Bain nel ruolo della dottoressa Helen Russell. Al loro fianco, nella prima stagione, spiccava il professor Victor Bergman (interpretato da Barry Morse), voce della ragione e della scienza.

Di seguito le strutture, le astronavi, i mezzi e gli equipaggiamenti che l'hanno resa celebre.




Base Lunare Alpha


Aquila

Falco


Laser Tank



Astronauti di Alpha


Moon Buggy


Astronauta di 2001: Odissea nello Spazio a confronto con gli Astronauti di Spazio 1999. Si nota la similitudine.

sabato 1 agosto 2026

UFO: il giorno della rivelazione

 


Steven Spielberg è stato aspramente criticato per il suo Disclosure Day. Eppure Spielberg ha fatto Spielberg: il film è perfettamente in linea con tutto ciò che il regista ha prodotto nella sua lunga carriera. È soprattutto in linea con la fantascienza di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e E.T. Inoltre è una festa per gli ufologi! Spielberg, da buon volpone, ha mischiato tutti gli elementi classici dell'ufologia, ha cucito insieme le panzane sugli avvistamenti e ha condito il panettone con il suo inconfondibile stile. Durante la visione le spiegazioni tardano a arrivare, le situazioni estreme si risolvono sempre all'ultimo secondo e il senso del meraviglioso viene trasmesso con le immagini e la musica.

È difficile criticare chi ha confezionato un buon prodotto per il target di riferimento. Semmai si può criticare la fonte: i Grigi di Roswell, col loro disco volante vintage e il perfido governo statunitense che li avrebbe trasferiti nell'Area 51 per sezionarli e tenere per sé l'avanzatissima tecnologia extraterrestre.

Negli anni '90 due inchieste sugli UFO rivelarono che il progetto Mogul, un'operazione segretissima degli USA per controllare e prevenire le mosse sovietiche durante la Guerra Fredda, sarebbe alla base dei veri fatti accaduti il 2 luglio 1947. E grazie ai documenti desecretati sono state fornite le prove di quei fatti.

Quindi lo schianto a Roswell è una bufala e gli omini grigi col testone alti un metro e venti sono degli stereotipi, un pò come le altre figure mitiche inventate dall'uomo nel corso della sua esistenza.

Gli antichi immaginarono i folletti, gli elfi, i satiri, i sileni, i nani, gli orchi, le sirene, eccetera...

Al genere umano la fantasia non è mai mancata. L'uomo crede in tutto ciò che inventa, infatti l'uomo crede in Dio. All'epoca degli avvistamenti poi, gli americani ci davano dentro parecchio col whiskey e gli hippie consumavano talmente tanto LSD che accanto ai Grigi vedevano anche i draghi! Da non sottovalutare poi il fatto della contrapposizione tra USA e URSS e quindi gli aerei sperimentali di entrambe le fazioni che svolazzavano nei cieli di mezzo mondo.

Che cosa hanno in comune un Grigio e un satiro? Probabilmente la mente umana che li ha inventati. Il satiro è la fusione tra un uomo e una capra, mentre il Grigio è la caricatura di un uomo. È gracile perché immaginiamo che una civiltà avanzata non abbia bisogno di muscoli, magari ai lavori pesanti pensano i robot. Ha quattro dita per essere diverso da un uomo ma alcuni testimoni descrivono i Grigi con tre dita. Ha la testa grossa perché crediamo che un cervello più grande sia sinonimo di intelligenza, eppure i Neanderthal avevano il cervello più grande dei Sapiens e si sono estinti.

Infine il fatto più assurdo: i Grigi respirano la nostra aria e spesso sono nudi. Forse hanno un campo di forza invisibile che li circonda con la loro atmosfera? Forse chi li ha inventati non si è posto questa domanda.

Un'altra assurdità dell'ufologia, che però Spielberg ha dovuto cavalcare per il suo film, sono gli extraterrestri che giocano a nascondino: arrivano sui loro dischi, rapiscono le persone e le sottopongono a misteriosi esperimenti, poi se ne vanno per tornare e mostrarsi solo ad alcuni. Nel 1970, la serie britannica UFO dette una spiegazione: gli alieni arrivano da un pianeta morente e rapiscono gli umani per trapiantare gli organi sani al posto dei loro malati. A prima vista sembrava una trovata logica, ma può esistere un pianeta con condizioni identiche a quelle terrestri e abitanti talmente simili a noi da poter utilizzare i nostri organi per sopravvivere?

Quella degli extraterrestri che raggiungono la Terra viaggiando per molti anni luce e si nascondono potrebbe reggere se intendessero attuare un'invasione silenziosa, ma possibile che i problemi di logistica dobbiamo averli sempre e soltanto noi? È molto più verosimile Independence Day: il giorno in cui arriveranno li vedremo al TG1, con le loro astronavi ferme sopra le maggiori città, probabilmente non per distruggerle ma per stabilire un contatto con l'umanità.

Di tutto questo comunque Spielberg non si è preoccupato proprio perché non era necessario per realizzare un film dei suoi. Lui non è Christopher Nolan, non gli interessano i dettagli scientifici per rendere credibile un clone del bellissimo Interstellar, Spielberg è un prestigiatore che gioca con l'emotività dello spettatore e anche questa volta l’ha incantato con la sua magia. O almeno ha tentato di farlo, senza riuscirci con tutti.

La delusione di molti è dovuta al fatto che ormai siamo smaliziati e il giochino che funzionava negli anni '80 ripetuto quasi identico nel 2026 stenta a funzionare.

 

 


mercoledì 24 febbraio 2021

Proximity

 

Di film sui rapimenti alieni ne hanno fatti parecchi. Uno su tutti fu Bagliori nel buio, del 1993. Ci fu pure la famosa serie britannica UFO (1970), con gli extraterrestri che rapivano le persone per espiantarne gli organi e l’organizzazione SHADO che abbatteva dischi volanti come fossero piccioni.

Ma la domanda è: ha senso un film per ufologi nel 2020? Perché Proximity questo è. Non è certo Incontri ravvicinati del terzo tipo, anche se forse avrebbe voluto esserlo.

Come dal perfetto manuale ufologico i rapiti hanno un buco di qualche giorno nella memoria, il che suggerisce chissà quale mefistofelico esperimento perpetrato sulla loro persona dagli alieni. Poi, col proseguire della pellicola, si scopre che ogni rapito ha ricevuto un dono dalle stelle (e ti pareva?).

Ma chi sono i visitatori? Ovvio! Chi potevano essere se non i famosi Grigi?

Nudi, perché il progredire della tecnologia è inversamente proporzionale all’industria tessile. Oppure perché sono esibizionisti ansiosi di mostrare le loro chiappe in tutta la galassia, o semplicemente perché chi si inventò il loro avvistamento li raccontò così.

Potrebbe, un extraterrestre, atterrare su un pianeta per lui così alieno come la Terra senza indossare una tuta spaziale? Potrebbe respirare la nostra stessa aria senza essere ucciso dai nostri batteri come capitò ai Marziani di H. G. Wells nel suo La guerra dei mondi? Beh, il Grigio può, non è mica un Marziano!

Volendo, una spiegazione si trova. In fondo, svolazzando nei cieli del mondo dal 1961, ne hanno avuto di tempo per analizzare la nostra aria e isolare gli eventuali agenti patogeni letali per il loro organismo. Quindi, forse, sono felicemente vaccinati. Oppure indossano una tutina trasparente avanzatissima, che li isola da qualsiasi pericolo e produce una miscela di gas del loro pianeta d’origine. Restano comunque esibizionisti, su questo non ci sono dubbi.

Nel film ci sono anche i Men in Black, rigorosamente vestiti di nero, che sparano raggi laser come Han Solo, affiancati da androidi con la medesima mira degli Stormtrooper. Però non sono MIB, sono una unità speciale e segreta dell’ONU (Will Smith sta ancora ridendo). In ogni caso gli androidi non fanno niente per passare inosservati, non sono neppure camuffati, per cui non si capisce come l’unità segreta riesca a rimanere segreta fino alla fine del film.

Nel finale si scopre finalmente perché i Grigi hanno giocato a nascondino dagli anni ‘60 fino a oggi evitando l’arrivo in pompa magna come fecero i Visitors o gli alieni di Independence Day. Era l’uovo di Colombo: rapivano le persone cercando un tizio, un certo Gesù che guarda caso tiene insieme l’intero Universo. Averlo saputo, magari sarebbe bastato indicar loro il Vaticano, così da prendere appuntamento col Papa e risolvere la situazione in fretta.

giovedì 1 ottobre 2020

Alien Thriller coming soon




Parteciperò con un racconto all’antologia Alien Thriller. Per me è una bella sfida, visto che non vado matto per le storie con l’assassino, la suspance e la tensione portata agli estremi. Però vediamo… adoro la fantascienza e nel film Alien c’erano l’assassino, la suspance e la tensione che superavano ogni limite immaginabile. Beh, allora posso farcela! Sono di certo nel mio campo d’azione.
I binari da seguire sono un crimine che abbia a che fare con gli extraterrestri e la vicenda svolta nel luogo di residenza dell’autore. Quindi nel mio ci sarà il vessillo rosso con la croce pisana che sventola sulla Torre, arriveranno i dischi volanti che disidrateranno l’Arno, disintegreranno il Duomo, dipingeranno la città di amaranto labronico e… No! No! No! Niente di tutto questo, non siamo mica in Mars Attack!
Questa volta scriverò un racconto con le atmosfere di Don Matteo, anzi, ancora meglio… con quelle del maresciallo Rocca. Sì! Sì! Sì! Siamo troppo abituati a vedere lo sceriffo del Texas che respinge gli alieni a colpi di Colt o la polizia di New York che dà la caccia e viene cacciata dall’ennesimo Predator. È ora di cambiare! Io poi sono troppo esterofilo, sempre a cercare termini stranieri, dimentico l’Italia. Devo fare come Corrado Guzzanti nel suo Fascisti su Marte, quando sostituiva flashback con retrolampo. Devo essere autarchico.
Scherzi a parte, sono sicuro che sarà un’antologia bellissima, divertente e che ci invidierebbero all’estero se non fosse l’inglese la lingua più parlata nel mondo.
Il mio sarà solo uno dei tanti racconti al suo interno.

Questa di seguito è la prima versione della copertina, disegnata con le mie manine e bocciata per vari motivi: intanto perché l'illustrazione è piuttosto infelice. E poi il nero va su tutto, è verissimo, ma sul web risalta poco. Quindi abbiamo optato per il giallo che fa più Signora in giallo (c’è ancora qualcuno vivo che segue il serial?) e ho realizzato una nuova illustrazione.

La copertina definitiva è TopSecret fino all’uscita, prevista in concomitanza con l’arrivo di Babbo Natale. Intanto beccatevi quella scartata...



 

 

martedì 4 agosto 2020

Fantascienza e Ufologia




La fantascienza, dagli albori delle sue glorie fino a oggi, ha riflesso l’umanità in tutte le storie che ha proposto. Gli scrittori e gli sceneggiatori più bravi sono riusciti a immaginare forme di vita il più distante possibile dall’uomo, ma sempre, inevitabilmente, collegate a esso.
Un esempio che purtroppo non è mai stato tradotto in film è il capolavoro Neanche gli Dei, di Isaac Asimov. In questo romanzo gli esseri dell’universo parallelo che viene in contatto col nostro si dividono in due specie: i morbidi e i duri. I morbidi si compongono, a loro volta, di tre sessi ben definiti: il razionale, il paterno e l’emotiva. E dalla loro fusione nasce un individuo dell’altra specie!
Mi rendo conto che ridurlo a queste poche righe, nella descrizione, è un delitto. Infatti Asimov immagina il parauniverso con leggi della fisica differenti, con stelle più piccole, le paracreature sono basate sul silicio anziché sul carbonio. Insomma, il massimo della fantasia tenuta su binari credibili da uno scienziato. Eppure nei dialoghi tra l’emotiva, il paterno e il razionale traspare quella che non si può cancellare nella storia: l’umanità. Probabilmente se questa non ci fosse, se a scrivere la vicenda fosse un extraterrestre, non riusciremmo a comprenderne il senso. Ma se questo accadesse, la fantascienza non sarebbe più tale e diverrebbe realtà.
Altri autori hanno volato più in basso. Gli alieni dell’universo Star trek, per esempio, sono sempre della stessa statura dell’uomo. Hanno diversità facciali figlie di un make-up bizzarro che però non li fa mai allontanare dalla forma umanoide. Inoltre respirano tutti la nostra aria, facile eh?
Star Wars è ancora più sfacciato: Mandaloriani e Corelliani sono cacciatori di taglie e cowboys, i cavalieri Jedi sembrano bonzi alla corte di Re Artù e gli Imperiali sono la Wehrmacht che viaggia sulle astronavi.
La fantascienza, soprattutto al cinema, è diventata spettacolo e trasposizione di tutto ciò che è terrestre in un ambiente extraterrestre. Il limite all’immaginazione è il limite della nostra stratosfera, ma anche più semplicemente del nostro orizzonte visivo. L’essere umano riesce a immaginare solo rielaborando ciò che ha visto durante la sua vita.
Ma quando la fantascienza diventa pericolosa?
Purtroppo spesso si è passati dal puro intrattenimento alla psicosi, con gli ufologi a caccia di complotti, convinti che i governi nascondano gli extraterrestri e la loro tecnologia in laboratori segretissimi.
L’Ufologia si è addirittura fusa con la Religione e così abbiamo Ashtar Sheran, il Comandante della Flotta Intergalattica della Federazione della Luce (nientepopodimenoche). In pratica la manifestazione fisica dell’Arcangelo Michele, il guerriero più potente delle Milizie Celesti.
Ashtar Sheran attinge la sua forza spirituale dagli Andromediani, che sono anche guida spirituale per i Pleiadiani. E guarda caso Pleiadiani, Grigi e Rettiliani, sono i più diffusi negli incontri ravvicinati con gli UFO.
Ma non solo: secondo alcuni contattisti Gesù di Nazareth sarebbe un’incarnazione dell’Arcangelo Michele e quindi di Ashtar Sheran. Ce n’è abbastanza per passare tutto a uno psichiatra!
Non c’è troppo da scherzarci su: in America il Santone di una setta ufologica ha portato al suicidio di massa i suoi adepti. E siamo sicuri che solo le sette siano fantascienza e quindi fantafollia? Chi può dimostrare che la Fede non sia il parto dell’immaginazione di inconsapevoli autori del passato?

mercoledì 25 marzo 2020

John Koenig



John Koenig è un personaggio inventato. Fu interpretato dall’attore Martin Landau ed è il Comandante della Base Lunare Alpha nella serie TV degli anni ‘70: Spazio 1999.
Oggi quella serie è talmente datata che se un qualsiasi ragazzo nato dopo il 2000 ne vede un paio di scene, magari su YouTube per sbaglio, si mette a ridere. Eppure, all’epoca ci teneva tutti incollati allo schermo, quelli della mia età intendo.
Le avventure degli abitanti di Alpha, che viaggiavano alla deriva nello spazio sulla Luna scagliata fuori dalla sua orbita dalla reazione a catena delle scorie atomiche, incantarono una generazione. E pensare che Koenig non avrebbe dovuto essere Koenig: Spazio 1999 fu inizialmente pensato come la seconda stagione di UFO!
Gli Anderson, produttori di UFO e di altre fortunate serie per ragazzi, avevano capito che gli spettatori apprezzavano molto la parte lunare della SHADO. Le schermaglie tra gli UFO e gli Intercettori, Base Luna, i Lunamobili, gli astronauti e gli extraterrestri che si affrontavano sul suolo lunare. Tutte queste cose erano ingredienti formidabili per la seconda serie.
Così idearono UFO 1999: in cui Base Luna sarebbe stata ampliata divenendo Città Luna, sotto la ferma direzione del Comandante Steve Maddox. E gli extraterrestri, nel primo episodio, avrebbero fatto uscire la Luna dall’orbita, portandola a perdersi nel cosmo.


I Falchi, una sorta di Aquile da guerra apparsi nell’episodio Mondo proibito, altro non sono che i nuovi Intercettori che avrebbero dovuto affrontare gli UFO nella nuova serie.
Per fortuna tutto questo fu azzerato dalla cancellazione di UFO a causa di un calo di ascolti.
Il progetto fu modernizzato eliminando ogni riferimento alla SHADO e prendendo a modello 2001: odissea nello spazio. Per questo motivo la Base Lunare Alpha somiglia tantissimo a Base Clavius, le Aquile somigliano al Moon Bus e le tute spaziali degli astronauti somigliano a quelle di David Bowman e di Frank Poole.


L’attore americano Nicola Cage, nel 2010, aveva pensato di fare un remake della serie e magari di interpretare personalmente John Koenig. Poi, forse per non doverla intitolare Spazio 2099, oppure semplicemente per ragioni di soldi, non se n’è fatto di nulla.
Oggi Spazio 1999 si avvia verso l’oblio e con lei il comandante John Koenig, la dottoressa Helen Russell, il coraggioso pilota Alan Carter, il professor Victor Bergman e così via… restano gli agguerriti fans e le varie convention in giro per il mondo, ma ancora per quanto?


giovedì 1 agosto 2019

Alien Platinum



Antologia di racconti di fantascienza

Un manager represso e stressatissimo si ritroverà grazie a nuove droghe sintetiche?
Il nostro domani sarà governato e scandito da un misterioso elaboratore alieno?
Come mai l’antica discarica di Malagrotta vomita corpi di gente scomparsa da decenni?
Un folle biologo riuscirà a riprodurre la Creazione in vitro?
Un mostruoso lucertolone alieno può aprire varchi spazio-temporali?
Pacifici scienziati insettoidi entrano in contatto con la terra. Chi risponde dall’altra parte del cosmo?
Alla catastrofe nucleare sopravvivranno solo sparuti miliziani cannibali?
I nostri posteri riusciranno a resuscitare l’ormai disabitata Terra?
La sterilità dilagante ci costringerà ad adottare androidi senzienti?
Il surriscaldamento globale ci riporterà in pieno medio evo?
Chi è l’uomo misterioso che tormenta l’infelice Adam Ewers?
L’umanità può resistere a un’invasione di rettiliani telepatici?
 


sabato 11 agosto 2018

Space Force


Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la creazione di una “Sesta Armata” dell’esercito a stelle e strisce: la Space Force (forza militare dello spazio). Che verrebbe dopo i corpi di terra (Army), d’aria (Air Force), di mare (Navy), dei Marines e della Guardia costiera.
L’idea è folle quanto basta per confermare in che mani siano finite le sorti del mondo. Soprattutto per un passaggio del discorso che ha fatto il vicepresidente Mike Pence:
“È giunto il tempo di scrivere il prossimo grande capitolo nella storia delle forze armate, di prepararci al prossimo campo di battaglia nel quale i migliori e i più coraggiosi tra gli americani saranno chiamati a prevenire e sconfiggere una nuova generazione di minacce alla nostra Nazione”.
Nazione! Nazione Americana, Stati Uniti d’America…
E tutti i film hollywoodiani che abbiamo visto con gli americani che difendevano la Terra dagli alieni? Con gli americani che si univano ai cinesi e ai russi facendo fronte comune contro la minaccia in arrivo dal cosmo profondo?
Erano democratici invece che repubblicani? Ah, ecco. Eppure... folle per folle, questa idea mi piaceva di più.
Nel suo delirio di onnipotenza, il Presidente, ha anche detto che Marte sarà la sua prossima conquista. Ma forse la Luna, ricca di Elio-3, potrebbe essere il vero obiettivo, in modo da bruciare sul tempo la compagnia russa RKK ENERGIA.
In ogni caso, una forza spaziale militare USA, che difende gli interessi degli States nel sistema solare, non farebbe altro che inasprire i già difficili rapporti con le altre due superpotenze, Russia e Cina. E ci spingerebbe sempre più verso “Guerre Stellari” molto locali, ridicole e suicide.
Che tristezza… invece di unire le forze per conquistare lo spazio, gli uomini preferiscono incendiarlo con la guerra.
E se la Space Force fosse realizzata (come al cinema) per difendere la Terra da possibili aggressioni extraterrestri? Chissà quante risate si farebbero gli scienziati. Visto che ammettono la presenza di forme di vita intelligente nella galassia, proprio per un calcolo statistico, ma sono convinti che a causa delle enormi distanze da percorrere sia praticamente impossibile che gli alieni giungano fin da noi.
Poi, se potessero raggiungerci, sarebbero di certo più intelligenti di Trump e non sprecherebbero le loro forze per conquistarci. Sarebbe più vantaggioso entrare in contatto pacificamente, conoscere l’ignoto e far ritorno al loro pianeta lontanissimo con preziose informazioni e tanti amici in più.
Alla faccia di Trump!


domenica 15 aprile 2018

Extraterrestre



Il primo extraterrestre è giunto sulla Terra due giorni fa. Le autorità del Perù non hanno fornito informazioni sul veicolo che lo trasportava, ma fonti attendibili confermano che si tratta di un non-veicolo. In pratica una membrana a consistenza variabile che ha protetto il corpo durante la traversata cosmica.

È arrivato da noi chiuso in una crisalide, l’attrito con l’atmosfera terrestre l’ha fatto incendiare e alla fine ha impattato il suolo creando un notevole cratere.
 
È differente da noi, è mostruoso, repellente... eppure il suo organismo in qualche modo ci somiglia.

È chiaro che proviene da un mondo che ha le stesse condizioni atmosferiche, climatiche e di pressione del nostro.

Gli scienziati peruviani tengono il soggetto in quarantena e moltiplicano gli sforzi per stabilire un contatto comunicativo con lui.

Intanto i governi del mondo, in particolare gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, fanno pressioni sul governo del Perù affinché condivida ogni possibile scoperta scientifica.

Cavolo! Dopo tutti i film di fantascienza che abbiamo visto, dopo gli innumerevoli attacchi alieni a NewYork e qualcuno anche a Mosca, il primo extraterrestre in arrivo proprio in Perù doveva andare a cadere?

Non c’è più religione, anzi: non c’è più fantascienza!





mercoledì 28 marzo 2018

Space Shuttle


Uscire dall’atmosfera terrestre è un’impresa non da poco. Agli albori dell’astronautica vettori statunitensi e sovietici bruciavano tonnellate di carburante per portare in orbita capsule piccolissime.

Eppure, già dagli anni sessanta prese il via un progetto alternativo al classico razzo a tre stadi: lo spazioplano.

Il primo che riuscì a volare oltre la linea di Kármán fu il North American X-15, praticamente un ibrido con caratteristiche sia dell’aereo che della nave spaziale.

  
Forse fu proprio l’X-15 a ispirare gli sceneggiatori della serie TV UFO, realizzata negli anni ‘70. Infatti il Lunar Carrier era qualcosa di molto simile a uno spazioplano, con l’idea innovativa di essere composto di due elementi: il Lunar Carrier trasportava il Moon Shuttle fino ai limiti dell’atmosfera, per poi liberarlo nello spazio.


Il programma americano Space Shuttle, prese tutt’altra strada e spedì nello spazio il Columbia con tre serbatoi provvisti di motore a razzo criogenico, che una volta vuoti venivano abbandonati come già succedeva per gli stadi dei vettori. I sovietici lavorarono a un progetto simile, il Buran (Бура́н) in russo “tormenta”, che però non portarono mai a termine per via del crollo dell’Unione Sovietica.

Gli Space Shuttle sono stati il sistema migliore per raggiungere lo spazio almeno fino agli anni 2000. Purtroppo la flotta ha perso il Challenger e il Columbia in due clamorosi incidenti spaziali e il programma è stato chiuso nel 2011 destinando i superstiti Atlantis, Endeavur, Discovery e Enterprise all’esposizione turistica in vari siti sparsi negli Stati Uniti.



Oggi un’impresa privata, la Virgin Galactic, ha ripreso l’idea dello spazioplano portato in quota da un secondo velivolo di supporto, un po' come accadeva nella serie britannica UFO.

Così lo SpaceShipOne è stata la prima astronave a sganciarsi dalla nave madre, superare la linea di Kármán e uscire nello spazio aperto. Il progetto ha come obiettivo il trasporto di turisti disposti a pagare profumatamente le loro vacanze spaziali. In parallelo, infatti, si sta lavorando alla realizzazione di stazioni orbitanti tutt'altro che scientifiche: saranno alberghi a cinque stelle siderali!



La Virgin Galactic ha costruito anche lo SpaceShipTwo, uno spazioplano migliorato rispetto al suo predecessore.

Chissà che direbbe il comandante Edward Straker del progetto? “Noi è da un pezzo che utilizziamo questo sistema per raggiungere Base Luna, purtroppo l’organizzazione SHADO deve restare segreta e sono costretto a cancellarvi la memoria”.











lunedì 19 marzo 2018

The Invaders


Gli Invasori è una vecchia serie TV statunitense del 1967. Narra le disavventure dell’architetto David Vincent che, testimone involontario dell’atterraggio di un’astronave extraterrestre, diventa un fuggiasco inseguito appunto dagli invasori assassini.

L’asso nella manica degli alieni è il loro sistema di camuffamento, infatti sono in grado di assomigliare quasi in tutto agli esseri umani. Le poche differenze che li distinguono da noi sono le unghie più piccole, il non aver alcun battito cardiaco e l’impossibilità di piegare il mignolo.

Vincent tenta disperatamente di convincere i suoi simili della presenza degli invasori; ma è difficile, perché quando vengono uccisi si dematerializzano in polvere rossa. E quando loro uccidono gli umani utilizzano un piccolo dischetto che poggiato sul collo provoca emorragia cerebrale, convincendo le autorità che la vittima è deceduta di morte naturale.




The Invaders è chiaramente derivato da L’invasione degli Ultracorpi, di Don Siegel. Ma è anche precursore di molti film sulle invasioni subdole provenienti dallo spazio.



 
Uno di questi è The Arrival, di David Twohy, nel quale il radioastronomo Zane Zaminski scopre un radiosegnale proveniente dalla stella Wolf 336 e viene ostacolato in tutti i modi affinché non diffonda la notizia. Infatti gli extraterrestri sono già sulla Terra e comunicano mediante quel segnale col pianeta natio. Inoltre incrementano segretamente l’effetto serra per rendere il clima del nostro mondo ospitale alla loro specie colonizzatrice.



 
Un altro film riconducibile a The Invaders è Essi vivono, di John Carpenter. Qui però ci sono alcune varianti significative.

Gli extraterrestri non sono in grado di assumere le nostre sembianze, ma riescono a falsare la realtà piazzando speciali congegni sui tetti dei grattacieli.

Il disoccupato John Nada riuscirà a vederli grazie a occhiali speciali distribuiti dalla Resistenza e reagirà da uomo d’azione quale è. Insieme a Frank tenterà di svegliare i suoi simili, completamente asserviti dai messaggi subliminali che li bombardano quotidianamente.