“Siamo dappertutto, in ogni anfratto di spazio e di tempo. Siamo qualsiasi cosa, purché più o meno viva. Siamo salvi grazie alla nostra intelligenza, ma anche grazie al nostro essere primitivi. Siamo invasori e invasi. Capita che un cucciolo di predatore cada giù dallo spazio e se ne vada in giro a mangiucchiare semplicemente per fame, finendo per far pena più che paura. Succede anche di essere cannibalizzati da qualcosa di terribile, con l'aspetto apparentemente innocuo di un vegetale. Qualche volta si viaggia nel tempo per evitare di essere acchiappati dalla polizia. Altre volte si mandano messaggi a entità lontane, convinti che siano più avanzate di noi. E la mamma ha un cuore davvero molto, molto caldo... Le Schegge dallo spazio, in altre parole, sono tutto ed il contrario di tutto! Ventiquattro racconti brevi raccolti a tre a tre in otto libri, godibili singolarmente, ma che esprimono le loro vere potenzialità quando sono riuniti tutti assieme, come i cristalli di Indiana Jones. Nelle storie si arzigogola sulle tematiche classiche della fantascienza senza far sconti, cambiando continuamente il punto di vista del lettore, dando visioni differenti di un futuro che non si sa bene se sarà utopico, distopico o entrambi. Più che una visione personale del futuro si presenta come una raccolta di tarocchi in cui ogni carta ha il suo gemello naturale diverso, inducendo il dubbio, rassicurando a volte per poi bacchettare subito dopo. I racconti sono fluenti, godibili e divertenti grazie alla capacità di non esagerare col tecnoblabla e all'abilità dell'autore sul non prendersi troppo sul serio, arrivando a giocare coi miti, mescolandoli con le strampalate teorie dei complotti. Ma questo è solo in superficie, infatti basta scavare appena sotto per scoprire tutta una serie di metafore del qui e adesso, del nostro mondo reale, di come percepiamo le diversità attorno a noi, di come le gestiamo. Metafore che, tuttavia, non scadono mai né nell'ovvio, né nel volgare. Ed ecco scoperto l'arcano: parliamo di motivazione, di immigrazione, di diversità a confronto, della paura dell'ignoto, del giudizio. Succede quindi che il povero Og si ritrovi a fare i conti con il pelo dell'acqua oltre il quale, secondo gli anziani, non si deve mai andare perché infestato da terribili creature, ma che nasconde un mondo molto più roseo di come viene descritto. E c'è un pompiere che, dopo aver dedicato la sua vita a salvare quelle altri, si risveglia invasore. Una raccolta per viaggiare tra le stelle, quindi, ma senza staccar troppo i piedi da terra.”
Ho scoperto per caso un certo Sante (forse Sante Pollastri, il bandito… l’amico sfortunato di Girardengo?) che aveva scritto questa bella recensione sui miei racconti Schegge dallo Spazio. L'ho scoperto tardi, l'aveva scritta nel 2015 e non me ne ero accorto. Forse l'aveva scritta anche sotto l'antologia che pubblicai nel 2016 con gli otto tascabili riuniti in un unico volume, ma l'anno scorso l'ho tolta dall'obsoleto StreetLib per ripubblicarla su Amazon... E le recensioni sono andate a farsi friggere.
Nel frattempo l'opera si è evoluta: i 24 racconti pubblicati su 8 albi tascabili e in seguito riuniti in un unico volume, sono infine confluiti in una nuova antologia: Gli imprevedibili percorsi dell'impossibile arricchita con molti altri miei racconti più recenti, per un totale di 85 racconti e pubblicata nella collana Long Stories di Edizioni Scudo.
Purtroppo non ne ho potuti includere almeno un’altra dozzina, impegnati su antologie di altre case editrici a cui ho ceduto i diritti. Ma questa è un’altra storia...
Gli Imprevedibili percorsi dell'impossibile

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