martedì 29 agosto 2023

Uomo Squalo


 

Era il lontano 1979 e il programma RAI “il dirigibile”, che non avevo mai seguito nonostante rientrassi nel target “bambini” come tutti gli altri miei coetanei, sostituì per l’ennesima volta la sigla finale. Mal si alternava a Toni Santagata nel ruolo di conduttore (il Comandante) e cantante della sigla e aveva già cantato una canzone divertente nell’edizione del 1977: Mackintosh.

Eppure nel 1979 arrivò la canzone che mi colpì in pieno: Uomo Squalo, cantata proprio da Mal! La mia curiosità crebbe a dismisura proprio per la mancanza del cartone suggerito dalla sigla… da bambino affamato di supereroi qual ero, non capivo per quale motivo mi avevano lasciato a bocca asciutta. L’Uomo Squalo era per me un’idea geniale: subacqueo come Namor e Aquaman, ma diverso e apparentemente invincibile. Il delfino, poi, mi faceva venire in mente Flender, il cane robot del ragazzo androide Kyashan.

Purtroppo non fu mai realizzata una serie a cartoni e l’unico cartone visibile restò quello dei 3 minuti di sigla.

Oggi ho disegnato la mia versione dell’Uomo Squalo, eroe sfortunato che avrebbe potuto essere ciò che non è stato… ma che resta nel cuore di tanti ex bambini come me.


 

 

domenica 13 agosto 2023

Supereroi a Stelle e Strisce

 


Una delle caratteristiche dei fumetti americani coi supereroi è il continuo copiarsi i personaggi tra DC Comics e Marvel: Plastic Man e Elongated Man, i super “allungabili” hanno il loro clone nella concorrenza in Mr. Fantastic, al comando dei Fantastici Quattro. Il fulmineo The Flash ha il suo emulo velocissimo Quick Silver, Aquaman il re del mare non lo è del tutto perché l’altro re del mare è Namor il SubMariner, Batman vede un eroe notturno un tantino diverso da lui ma comunque ispirato in Moon Knight… e così via per molti altri supereroi.


Anche l’eroe a stelle e strisce per eccellenza, Capitan America, ha la sua copia dall’altra parte: lo sfortunato Comandante Acciaio, che come il Cap combatteva i nazisti durante la seconda guerra mondiale… ma a differenza di Cap ottenne poco successo nelle edicole e oggi è relegato a eroe minore.

Comandante Acciaio non termina la Seconda Guerra Mondiale ibernato, come successe a Capitan America, infatti gli Acciaio che operano nella Justice League of America ai “giorni nostri” (gli anni ‘60-70 nei fumetti) sono due suoi nipoti.


Eroi a stelle e strisce ne sono saltati fuori a bizzeffe nel corso degli anni, un po' perché i supereroi arrivano dagli Stati Uniti e un po' perché laggiù c’è parecchio patriottismo.

 

Così la Marvel ha American Dream, che sarebbe la versione in gonnella di Capitan America, e la più classica Miss America. Per la DC Comics non si possono escludere Wonder Woman, che nonostante sia la Principessa Diana di Themyscira veste comunque i colori della bandiera. E Superman, alieno del pianeta Kripton che sceglie gli Stati Uniti d’America come sua nuova patria e indossa un costume rossoblu. Altri yankee super sono SkyMan, General Glory, Capitan Freedom, Liberty Girl, SuperPatriot, Capitan Flag, The Defender, Yankee Clipper e Private Strong.


 

Ci sono poi si SuperAmericani negativi: il violento e senza scrupoli Comico è un sicario che fa il doppio gioco negli Watchmen. Il paranoico Patriota (leader dei Sette) ha praticamente gli stessi poteri di Superman, ma li usa per dominare il mondo anziché difenderlo. SoldierBoy è una versione cattiva di Capitan America e non può essere distrutto, l’unico modo per neutralizzarlo è sedarlo e imprigionarlo in una speciale capsula prigione.

Nel 2023 sono già in cantiere nuovi supereroi che probabilmente approderanno presto al Cinema.

mercoledì 21 giugno 2023

Scritture Aliene - Alien Black

 



La Democrazia di domani sarà semplice materiale da contrabbando? Che effetti avrà lo studio su un androide senziente? È etico colonizzare un pianeta eradicandone le razze autoctone? L'amore represso può restare quiescente in un comune laptop? Sarà sufficiente un'esecuzione mirata per respingere fortissimi alieni invasori? Umani nullatenenti possono decadere a semplici cavie da laboratorio? La Blitzkrieg tanto cara ai nazisti funzionerà anche su scala interstellare? Un ingenuo giovanotto gaudente saprà gestire al meglio il primo contatto? Che ci fa un mediocre autore di casa nostra nel bel mezzo di una guerra aliena?

 

L’ultima antologia della serie Scritture Aliene è in vendita su Amazon e io sono orgoglioso di avere un mio racconto pubblicato insieme ai racconti di tanti bravi scrittori di fantascienza.

Di seguito una piccola anteprima del mio racconto “TerraNazi”:

 

 

Un giorno del 3022 gli scienziati avviarono l’ennesima esplorazione dell’ennesima Terra alternativa nella fitta giungla di universi paralleli. L’avatar quantico si materializzò in uno scenario apocalittico, dove la devastazione lasciava ben pochi dubbi sulla fine dell’umanità. Di Terre alternative in cui la Guerra Fredda era sfociata nella Terza Guerra Mondiale annientando il genere umano ne avevano trovate parecchie, quindi gli scienziati furono tentati di richiamare subito l’avatar e catalogare come “comune” anche quella. Poi però la loro attenzione fu catturata dalle svastiche sparse ovunque: sui resti degli edifici, sul piazzale in asfalto calpestato dall’avatar e perfino su quel che rimaneva dei tombini fognari. Subito digitarono “ricerca banche dati attive” sul terminale che impartiva gli ordini al campo e l’avatar iniziò la scansione. Venne individuato un bunker sotterraneo a cinquecento metri di profondità e fu necessaria la modalità incorporea per attraversare gli sbarramenti di cemento e acciaio che lo rendevano inespugnabile.

L’avatar raggiunse le strumentazioni ancora in perfetta efficienza, i comandi funzionavano in tedesco e il soffitto era affrescato con la bandiera del Terzo Reich. L’avatar cominciò a trasmettere la lezione di Storia.

L’Asse aveva vinto la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944 i tedeschi avevano portato a termine il loro programma nucleare in Norvegia e Hitler aveva sganciato una bomba atomica su Londra, una su Washington e un’altra su Mosca.

Mussolini morì in un attentato organizzato da Hitler che poi addossò la colpa agli ebrei. L’Italia fu annessa alla Germania come era stato per l’Austria e il mondo fu diviso tra nazisti e giapponesi...

 

 

IL RACCONTO CONTINUA SU AMAZON, INSIEME AGLI ALTRI RACCONTI DELL'ANTOLOGIA

domenica 18 giugno 2023

Crater


 

 

Crater è un film rivolto agli adolescenti, prodotto dagli stessi produttori di Stranger Things e permeato da una fantascienza retrò. Per certi versi tornano in mente i cartoni animati The Jetsons (i Pronipoti).

Eppure, sebbene sia confezionato per un pubblico giovane, Crater fa commuovere soprattutto gli adulti. Per i temi delicati che tocca: l’amicizia, la famiglia, il fatto che abbiamo una sola vita e la consapevolezza che non c’è mai una seconda possibilità nelle grandi scelte.

Crater è un piccolo gioiello della fantascienza, di quelli che non si vedevano da anni. E questo nonostante la fantascienza sia essenziale alla trama e allo stesso tempo resti sempre sullo sfondo della più importante storia di amicizia.



Attenzione Spoiler: evitate di proseguire la lettura se non avete ancora visto il film:



Siamo nell’anno 2257, la colonizzazione della Luna è fallita e non sappiamo quali siano le condizioni di vita sulla Terra. Il miraggio di una vita migliore è il lontano pianeta Omega e le risorse per raggiungerlo (una su tutte l’Elio3) vengono estratte nell’enorme base lunare mineraria sotterranea. I minatori devono lavorare vent’anni prima di poter ottenere il “lasciapassare” per un viaggio in ibernazione verso il nuovo mondo. Se un minatore muore prima di aver terminato i suoi anni lavorativi il suo parente più prossimo dovrà completarli e poi lavorare altri vent’anni prima di avere a sua volta un “lasciapassare”.

Si intuisce che sulla Terra ci sia una parte della popolazione totalmente tagliata fuori dalla possibilità di migrare su Omega, mentre magari la parte di popolazione ricca parte senza problemi, per cui i minatori si giocano col sudore della loro fronte quella possibilità altrimenti negata.

C’è una clausola nel contratto che prevede il diritto al viaggio per il figlio di un minatore morto durante l’estrazione e infatti quando il padre di Caleb Channing muore in un incidente, Caleb viene inserito nella lista dei prossimi passeggeri in partenza.

Ma Caleb non vuole partire! Suo padre gli aveva fatto giurare che sarebbe uscito all’esterno per raggiungere il Cratere e gli aveva assicurato che questo era anche quello che avrebbe voluto sua madre. Così Caleb decide di rubare un Rover insieme ai suoi amici Dylan, Borney e Marcus e tentare l’impresa. I quattro reclutano Addison, la figlia di uno scienziato molto rispettato sulla Terra, perché conosce i codici di uscita. Riescono a uscire durante il lockdown per la pioggia di meteoriti e iniziano il lungo percorso di avvicinamento al Cratere. Si susseguono avventure, giochi acrobatici avventati con le bombole di ossigeno, la sosta all’avamposto per rifornirsi di ossigeno e la scoperta che l’avamposto in realtà non è il rifugio per viaggiatori che credevano. Il rischio di morire è sempre dietro l’angolo e gli imprevisti vengono risolti grazie alla compattezza del gruppo, cementato da un’amicizia profonda.

L’arrivo al Cratere rivela, sul suo fondo, una stranissima costruzione con un un ingresso sotterraneo. Lo scarno stanzone circolare al suo interno è un simulatore che si attiva immergendo i ragazzi in una lussureggiante foresta terrestre. Sopra le loro teste vedono il cielo azzurro, gli stormi di uccelli che volano e il sole. Appena la simulazione s’interrompe, Caleb scopre una piccola botola nel pavimento, con una foto di suo padre e sua madre e un contenitore che conserva le ceneri di sua madre. Comprende il motivo per cui suo padre voleva assolutamente che lui raggiungesse quel posto e piange. Depone il contenitore con le ceneri di suo padre accanto a quello di sua madre e prende la foto, che ripone al sicuro in una tasca della tuta.

Si rende conto che suo padre non è morto per un incidente, si è sacrificato per permettere a lui una vita migliore su Omega. Ma Caleb non vuole! Lui vuol restare con i suoi amici sulla Luna. E invece loro gli dicono che deve andare, che altrimenti suo padre è morto inutilmente, che loro non hanno questa possibilità e lui non ha il diritto di sprecarla.

La pioggia di meteoriti interrompe la discussione e il gruppo tenta di tornare al rover prima che accada l’irreparabile. Purtroppo lo raggiungono con Dylan colpito da un frammento, con la tuta danneggiata. Inoltre un meteorite manda in frantumi la vetrata del pilota facendo fuoriuscire l’intera riserva d’aria.

Intrappolati nel rover guasto, senz’aria, i ragazzi attendono la loro fine: quando non ci sarà più ossigeno da riciclare la tuta inizierà a riciclare anidride carbonica e loro si addormenteranno per non svegliarsi mai più.

Perdono conoscenza ma i soccorsi arrivano in tempo per salvarli.

Caleb si risveglia settantacinque anni dopo, in un letto sul pianeta Omega. Nessuno gli ha dato possibilità di scegliere, è stato ibernato e unito ai passeggeri in partenza. I suoi amici sono probabilmente già morti di vecchiaia. La tristezza e la malinconia lo consumano.

Tuttavia gli viene consegnato un riproduttore di messaggi registrati dai suoi amici mentre lui dormiva e loro vivevano la loro vita. Così scopre che Dylan e Addison si sono sposati, hanno avuto dei figli, Borney è diventato un pezzo grosso sulla base mineraria e ha modificato la regola degli anni di lavoro tramandati ai discendenti. Inoltre Marcus ha superato i suoi problemi di salute.

Caleb inizia una nuova vita su Omega, un pianeta molto simile a come era la Terra prima che gli umani rovinassero la Natura. Sperando che il delitto non si ripeta.

giovedì 1 giugno 2023

65 - Fuga dalla Terra


 

65 Fuga dalla Terra è un film di fantascienza molto classico, per certi versi classico come lo furono quei film degli anni ‘60, con gli astronauti che capitavano sull’ennesimo pianeta sconosciuto e preistorico… e si trovavano a combattere disperatamente i mostri. Un classico dell’epoca, per esempio, fu Le donne del pianeta preistorico.

Eppure, nella sua semplicità, 65 è geniale e si distanzia tantissimo da quei vecchi film di serie B. Intanto perché riprende la teoria (sfruttata spesso dagli scrittori di fantascienza) secondo cui l’umanità preesisteva su altri mondi prima che sulla Terra e probabilmente l’ha colonizzata, regredendo poi al livello primitivo per cause ignote. E in più gioca con l’evento catastrofico dell’impatto dell’asteroide, appunto 65 milioni di anni fa, che provocò l’estinzione dei dinosauri e l’ascesa dei mammiferi (uomo compreso) al dominio del mondo.

Il pilota Mills, al comando dell’astronave Zoic, sta facendo ritorno al pianeta Somaris con un carico di coloni ibernati. Quando un’anomala tempesta di meteoriti danneggia lo scafo è costretto a tentare l’atterraggio di fortuna su un pianeta sconosciuto, che però si conclude in un disastroso naufragio e nella morte di tutti i coloni, tranne una bambina di nome Koa. Il pianeta sconosciuto è la Terra del periodo Cretaceo, zeppa di dinosauri letali e Mills riesce a tenerli a distanza con fatica e solo grazie alle sue armi tecnologicamente avanzate. L’idea del film è tutta qui, semplice e cruda, con tutti gli spunti che ne derivano.

Mills è un uomo costretto a difendersi dalla natura ostile e spietata e, mentre fa questo, deve pensare a proteggere la bambina e raggiungere la capsula di salvataggio eiettata a quindici chilometri dal punto d’impatto. A complicare tutto è la scoperta, mediante lo scanner portatile, del gigantesco asteroide in avvicinamento. Pronto a colpire la Terra e a devastarla con una cappa di morte e un inverno perpetuo. Lasciare il pianeta prima dell’arrivo del mostro è fondamentale, visto che i soccorsi sono in arrivo e lo spazio è molto più sicuro della superficie terrestre.

Essendoci i dinosauri non mancano le situazioni alla Jurassic Park, ma per fortuna la regia utilizza uno stile tutt’altro che spielberghiano, evitando inutili copiature.

Il film è un piccolo gioiello della fantascienza, da custodire tra i ricordi migliori. Consigliatissimo!

 

lunedì 1 maggio 2023

Avatar - La via dell'acqua

 


Avatar – La via dell’acqua

 

Questo spettacolare film fantasy è il degno sequel del suo predecessore. Perché fantasy e non fantascienza? Perché di fantascienza ce n’è molta, ma il fantasy fa capolino da tutte le parti. La parte fantascientifica è la stessa del primo film: gli umani raggiungono Pandora, una delle quattordici lune del gigante gassoso Polifemo, nel sistema stellare di Alfa Centauri. E continuano a sfruttarne le risorse devastando la natura, nonostante la coraggiosa resistenza degli autoctoni Na’vi. La tecnologia terrestre più avanzata permette di colmare le disparità fisiche utilizzando esoscheletri per i combattimenti a terra e astronavi per le battaglie aeree. Il problema dell’atmosfera tossica è risolto con speciali maschere a filtro.

I Na’vi hanno un aspetto accattivante che li rende simili ad altissimi elfi blu, tuttavia sono chiaramente ispirati ai nativi americani: Chiricahua, Seminole, Cherokee, Cheyenne, Arapaho... una qualsiasi di queste tribù e delle molte altre che furono costrette a difendersi dalle invasioni degli europei durante la conquista dell’America rende perfettamente l’orgoglioso spirito guerriero dei difensori. In più c’è la fauna di Pandora: tanto diversa da quella terrestre e al tempo stesso tanto simile. Ci sono pesci, balene, dinosauri acquatici, draghi (il fantasy emerge), pantere, eccetera. Tutti trasformati in creature dall’anatomia bizzarra, che si muovono con un’armonia incredibile. Probabilmente perché il CGI modella i loro movimenti sugli animali terrestri. I panorami di Pandora sono fiabeschi, eppure la vegetazione delle foreste tropicali e le isole simili alle nostre caraibiche, hanno ben poco di alieno e molto di terrestre.

Il film è una delusione? Poteva essere realizzato diversamente? No. Avatar racconta cosa accadrebbe se gli uomini raggiungessero un pianeta molto simile alla Terra, con autoctoni umanoidi quasi umani, ma tecnologicamente meno avanzati. E cosa accadrebbe se il pianeta si rivelasse ricco di risorse, cioè quello che successe con la scoperta delle Americhe!

Certo, i due film non sono troppo originali: Avatar, del 2009, ricorda parecchio Pocahontas. Jake Sully è John Smith che si ribella ai conquistatori cattivi e si unisce ai nativi buoni. E Neytiri è Pocahontas, che ruba il cuore al visitatore buono giunto dal cielo invece che dal mare. Avatar – La via dell’acqua è la variante marina all'ambientazione nella foresta e non aggiunge nulla di nuovo al capitolo precedente. I cattivi ritornano (compreso il villain, con la sua coscienza innestata in un avatar) e i buoni sono costretti ancora una volta a combattere per difendere il loro mondo.

Eppure, nonostante i 162 minuti siano un tantino eccessivi, la seconda parte della pellicola è veramente bella. Infatti appena il gioco si fa duro e la battaglia impazza, per quelli come me drogati di effetti speciali, il divertimento diventa totale!

sabato 1 aprile 2023

Febbre di potere - serie Aedis

 

Queste sono le copertine dei libri che ho disegnato per l’amico scrittore Daniele Missiroli: gli episodi 7, 8, 9 e 10 della Saga Aedis. 

Febbre di potere è l’ultimo episodio della Saga, ne riporto di seguito una breve sinossi:

FEBBRE DI POTERE

Nel precedente episodio Daniel Sung ha ritrovato Samira, che era stata teletrasportata da Tyler Travis in una zona inesplorata di Aedis, dove aveva scoperto un villaggio fondato da Milton, il padre di Tyler, insieme ai suoi più fidati collaboratori.

Milton si era rifugiato laggiù dopo la morte dell'amata moglie Brenda, che sembra essere stata causata dal figlio in un esperimento fallito di teletrasporto. Questa vicenda viene narrata in una retrospettiva proprio in questo romanzo, dove si mostra come ha fatto Tyler a conoscere Lawrence Woolcot, attuale sindaco di Lamerton, che alla fine diventa anche governatore, dopo la secessione del Territorio Ovest da quello a est. Ora Lawrence è a un passo dal completare i suoi piani, orditi insieme ai suoi amici fin da quando si era iscritto all'università, diciotto anni prima.

Questo romanzo descrive la lotta fra Lawrence, deciso a conquistare con la forza anche il Territorio Est, e Daniel, Samira, Peter e tutti i loro amici di Newpolis, che intendono restare liberi.

 

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UN CAPITOLO


Lamerton, 18 anni fa…

Sono in fila per iscrivermi all’università. I miei amici l’hanno già fatto e mi aspettano poco lontano. Dietro di me c’è un ragazzo ben vestito che mi ricorda qualcuno. Giacca e cravatta e capelli corti a diciotto anni non li porta nessuno. Mi gratto un orecchio e penso se sia il caso di attaccar bottone. Se fosse un segno del destino? Se in seguito scoprissi che è un idiota, potrei sempre mandarlo al diavolo.

Mi giro. «Ciao, io mi chiamo Lawrence Woolcot» gli porgo la mano.

«Ciao, io sono Tyler Travis» me la stringe, distratto.

«Mi sembra di averti già visto. Sei per caso il figlio di quel tipo delle industrie Travis?»

«Sì, è l’azienda di mio padre.»

Questo incontro sta diventando interessante, devo saperne di più.

«Che facoltà scegli? Io e i miei amici ci iscriviamo alla facoltà di giurisprudenza, perché vogliamo diventare avvocati.»

«Ho già tre lauree, ora mi serve Ingegneria Industriale. Un giorno dirigerò io la compagnia e devo essere preparato.»

«Su Aedis l’università si fa a diciotto anni, come fai ad avere già tre lauree?»

«Mio padre mi ha fatto studiare in istituti privati, regolarmente riconosciuti. Questa è la prima che prenderò tramite l’università pubblica. Lui ne ha quattro e io ne voglio prendere cinque.»

«Sei un fenomeno, allora.»

«No, no, tutto merito di mio padre e dei suoi amici. Vivo da sempre in mezzo alla tecnologia e ho assorbito conoscenze informatiche da ognuno di loro.»

«Già, tuo padre mette in commercio oggetti fantastici. Credo sia l’inventore più bravo di Aedis.»

«Be’… un giorno forse ti rivelerò come fa» ride.

Questa frase mi ha colpito. Dentro l’azienda del padre potrebbero esserci degli scheletri. Questo ragazzo in futuro sarà il proprietario di una grossa impresa e potrebbe essere ricattabile. Oppure potrebbe servirmi come finanziatore. In entrambi i casi devo coltivare questa amicizia. Mi iscrivo a giurisprudenza, poi aspetto che si iscriva anche Tyler, restandogli vicino.

Quando ha completato l’iscrizione mi avvicino. «Anche tra i miei amici c’è un informatico bravo. Vieni, te li presento. Siamo un gruppo molto affiatato, di cui potresti far parte.»

Lo conduco verso i miei amici. «Ragazzi, questo è Tyler Travis, della famosa Travis Corporation.»

I ragazzi alzano gli occhi, annoiati. «Questo con la barba è Ira Barnes» gli indico il più vicino e si stringono la mano. «Quello con il cellulare, invece, è Frank Ross, l’appassionato di tecnologia di cui ti parlavo. Forse potresti insegnargli qualcosa.»

Frank porge la sinistra a Tyler, perché la destra è occupata dal cellulare.

«Al suo fianco c’è Charlie Drew, il più studioso di tutti noi. Infatti, sta già perdendo tutti i capelli. Charlie, dov’è finito Edward?» mi guardo in giro, mentre si stringono la mano.

«Eccolo» Charlie mi indica la porta dei bagni.

Edward è appena uscito e si stropiccia le mani. «Vieni, Ed» grido «ti presento Tyler Travis.»

Edward ci raggiunge e stringe la mano a Tyler. «Ciao, sono Edward Kreb. Anche tu iscritto a Giurisprudenza?»

«No» scuote la testa «Ingegneria Industriale.»

Charlie mi guarda con un’espressione interrogativa. Devo insegnare ai miei amici a darmi corda qualsiasi cosa dica, senza che siano necessarie spiegazioni.

«Vi ho fatto conoscere Tyler, perché ritengo possa far parte del nostro gruppo. Anche se non sarà un avvocato come noi, avere una ditta come la sua dalla nostra parte potrebbe essere importante per le nostre carriere. Senza contare quello che potremmo fare noi per lui come avvocati.»

Mi rivolgo a Tyler. «Tuo padre avrà problemi legali, suppongo. Tutte le grandi aziende ne hanno» lo tocco col gomito, espressione sorniona.

«Non immagini quanti» annuisce. «Circolano avvocati per casa tutti i giorni.»

«Vedete, ragazzi? Do ut des… tempo al tempo… un giorno saremo i suoi migliori consiglieri.»

«Ma se ti ho detto che abbiamo già—»

«Le persone invecchiano, diventano lente» lo interrompo. «La mentalità non si adatta alle novità e in seguito quei tromboni perdono le cause. Fidati: fra dieci anni saremo i tuoi migliori amici e ringrazierai il destino per averci incontrato oggi.»

«Be’… grazie, Lawrence, sei molto gentile» sorride.

Prendo un biglietto da visita dal portafogli e glielo porgo. «Questo è l’indirizzo del pub dove ci riuniamo tutti i giovedì sera. Parliamo dei nostri obiettivi futuri e spettegoliamo sulle ragazze che frequentiamo. Vieni anche tu e non te ne pentirai.»

«Ci sarò, grazie ancora» alza una mano in segno di saluto e si allontana di corsa.

Tyler ha raggiunto un’auto lussuosa che lo aspettava. C’è addirittura l’autista che gli apre la portiera. Questo bamboccio è ricco da far schifo, credo proprio che sarà molto utile per i miei piani.

Ira mi guarda torvo. «Perché hai portato qui quel fesso? Io non gli presenterò nessuna ragazza!»

Scuoto la testa. «Ira, non capisci nulla, come al solito. Chi è il capo? Chi ha cervello per tutti e cinque? Quando io organizzo qualcosa, voi dovete appoggiarmi. Quel giovane è miliardario. Suo padre ha una delle compagnie più grandi del pianeta. Controlla la miglior tecnologia esistente e da una sua frase ho capito che c’è sotto qualcosa di losco.»

«Lawrence ha ragione» interviene Frank «Ho comprato questo cellulare tre mesi fa e già ne hanno messo in commercio uno che è veloce il doppio. Per non parlare di tutto il resto. Quando ho esaminato il loro catalogo, ho visto dispositivi impossibili da costruire con le conoscenze attuali. Devono avere uno stuolo di geni alle loro dipendenze. Stracciano la concorrenza dieci a uno.»

«Che frase hai sentito, capo?» chiede Edward.

«Io gli ho detto che suo padre era l’inventore più bravo che esistesse e lui ha commentato con: “Un giorno ti rivelerò come fa”. Capite ragazzi? Ha detto “come fa”, quindi il padre ha un sistema segreto.»

«Se lo tiene segreto» Charlie si tocca il mento «lo fa perché è illegale.»

«Sono sicuro che sia così» Edward annuisce «anche se non riesco a immaginare quale possa essere quel segreto» sogghigna.

«Diventerò presto il miglior amico di Tyler e mi farò dire tutto.»

«Già, l’hai invitato alle nostre riunioni» commenta Charlie «ma hai sbagliato giorno. Hai detto giovedì, invece noi ci riuniamo venerdì sera.»

«Non ho sbagliato. D’ora in poi faremo una riunione al giovedì con Tyler, dove parleremo solo di quello che ci interessa ottenere da lui, e quella solita del venerdì, nella quale continueremo a portare avanti i nostri piani.»

«Piani che non ci hai ancora rivelato» commenta Ira, sbuffando.

«I miei piani sono segreti e devono restare tali.»

«Un piano è segreto» Frank si rivolge a Ira con aria solenne «quando lo conosce una sola persona.»

Ira gli mostra il dito medio.

«Li sto mettendo a punto, ci sono ancora parecchie incognite» continuo. «La prima parte la conoscete: padroneggiare la legge. Per questo ho voluto vi iscriveste tutti a Giurisprudenza. Poi dovremo ampliare il più possibile le conoscenze delle persone che contano. Infine, dovremo occupare il maggior numero di posti di potere.»

«E poi?» chiede Edward.

«Poi… non lo so! Il piano complessivo prende forma nella mia testa man mano che il tempo passa. Ora che c’è una nuova variabile in gioco, parlo di Tyler, devo rimescolare le carte e pensare più in grande. Le nostre famiglie sono benestanti, ma non sono ricche. Adesso abbiamo fondi illimitati, è tutto diverso.»

«Non credo che Tyler sgancerà qualsiasi somma tu gli chieda» interviene Charlie. «I soldi sono del padre, che non è vecchissimo.»

Cerco Edward e mi accorgo che è andato a prendere un settimanale da un distributore automatico.

Quando torna lo apre a metà e ce lo mostra. «Questo articolo dice che Milton Travis ha cinquant’anni ed è sposato con una certa Brenda, che ha otto anni meno di lui. È appena tornato da una seconda luna di miele.»

«Che ti avevo detto?» commenta Charlie. «Milton sarà al comando della sua ditta anche fra dieci anni, te li puoi scordare i tuoi fondi illimitati

Aggrotto la fronte. «Per ogni problema esiste una soluzione: basta essere determinati a trovarla.»

«Non vedo come» interviene Frank.

«Non la vedi come non la vede nessuno di voi. Questo è compito mio, voi dovete solo pensare a seguirmi. Anzi, vi voglio parlare proprio di questo» mi guardano tutti e quattro con attenzione. «Quando io faccio un’affermazione in presenza di estranei, non dovete farmi domande, non dovete mostrarvi sorpresi. Tutti devono pensare che siamo un gruppo affiatato, che voi sapete tutto e mi approvate. Non è difficile, basta ragionare un po’.»

Annuiscono. Li esamino uno per uno, ma non mi convincono. Meglio fare una prova finché siamo soli. In questo angolino non ci sente nessuno, i ragazzi che continuano a fare la fila per iscriversi sono lontani.

«Facciamo un esempio. Ditemi perché è importante diventare amici di Tyler. Charlie?»

«La sua famiglia è ricca, potremmo riuscire a estorcergli del denaro.»

«Bene. Frank?»

«Detengono la miglior tecnologia del pianeta, potremmo farci dare da Tyler dei prodotti prima che arrivino nei negozi.»

«Bravo. Edward?»

Edward si gratta la testa e tace. Poi i suoi occhi si illuminano. «Hanno dei locali in cui potremmo nascondere la merce che traffichiamo.»

«Può essere anche questo. Ira?»

«Io sono sempre d’accordo con te, capo. Tyler ci può servire in tanti modi. Se non lo convincerai tu, ci penserò io» mi mostra un pugno chiuso.

«No, questo non sarà necessario. Con lui dovremo agire con i guanti per ottenere il massimo possibile» alzo il braccio destro con la mano stretta a pugno. «Siete con me?»

Alzano anche loro il braccio destro con la mano chiusa a pugno. «Siamo con te!»

Tutti insieme ci portiamo il pugno sul cuore e abbassiamo gli occhi. Ho fatto bene a inventarmi la mossa della fedeltà. È chiaramente un’idiozia, ma alle menti semplici piace avere dei rituali, non importa se stupidi. Anzi, più sono scemi e più aggregano il gruppo.

 

 

L'autore

Daniele Missiroli è nato a Ravenna. Vive a Bologna, dove lavora come consulente privacy nell'azienda che ha fondato. Laureato in fisica con lode, è appassionato di matematica, astronomia e scienze, oltre che di fantascienza, fumetti e film. Scrive principalmente romanzi e racconti di fantascienza, grazie ai quali ha vinto l’undicesima edizione del concorso di letteratura fantascientifica N.A.S.F., si è classificato al terzo posto al concorso ESEscifi 2015 e da qualche anno cura la collana microNASF, giunta al nono volume. Ha anche scritto un libro sul calcolo mentale: "Stenaritmia", un libro sulla scrittura: "Scrivere: Consigli utili per scrivere meglio", due libri sulla Privacy, e pubblicato racconti brevi per diverse case editrici. Da poco ha ripubblicato in un volume unico la sua saga principale in cinque episodi: "Aedis: Le avventure di Daniel Sung". Più di 540 pagine di avventure emozionanti e drammatiche su un lontano pianeta, nello stile della Space Opera e dell'avventura tecnologica. Di quella saga sono disponibili anche: "Kidnapping: Aedis episodio 6", "Cavie: Aedis episodio 7", “Spirale di violenza: Aedis episodio 8” e Nella tana del serpente: Aedis episodio 9. Sta per uscire anche “Febbre di potere: Aedis episodio 10, che concluderà la trilogia 8-9-10. Come romanzi indipendenti dalla sua saga ha pubblicato: “Annabel – avventura a Las Vegas” e “Moonlift – ascensore per la Luna”. Tutti i romanzi sono disponibili su Amazon in cartaceo ed eBook, gratis con Kindle Unlimited.