venerdì 19 gennaio 2018

E se gli extraterrestri fossimo noi?


E se gli extraterrestri fossimo noi? Questa domanda è la madre di molte fantasie ufologiche. Abbiamo il mondo più vicino, Marte, pieno di indizi su una possibile vita radiosa avvenuta nel passato… macché! Sto scherzando, quello che scrivo è pura fantasia!

Eppure, almeno finché non stabiliremo laggiù una base, non faremo scavi e non studieremo il sottosuolo marziano, resterà sempre la speranza che in un tempo remoto il Pianeta Rosso sia stato abitato. E finché la speranza vivrà, una delle possibili speculazioni, forse la più fantasiosa, sarà proprio che i marziani fossero esseri umani. Niente omini verdi, niente orecchie a punta e niente antenne… semplicemente esseri umani. Uomini e donne che sapevano benissimo quanto fosse inospitale la Terra allora, piena di dinosauri, con Tirannosauri e Velociraptor che non avrebbero dato loro scampo, neanche se fossero atterrati armati. Non si poteva dormire con un occhio aperto e le dita sul grilletto del disintegratore!

Chissà, forse giunsero in visita da noi proprio guidando dischi volanti. Monitorarono a lungo il mondo infernale che avevano a portata di mano e magari ritennero troppo rischioso fondarci una colonia.

Poi, col tempo, il clima di Marte potrebbe aver subito un cambiamento traumatico. In fondo anche la Terra cambiò, i dinosauri si estinsero e venne la glaciazione. Gli esseri umani marziani compresero che il loro mondo stava morendo e videro nella Terra l’unica speranza di vita. Così migrarono.

Una delle teorie sul perché non abbiamo trovato i resti delle loro astronavi e della tecnologia che si portavano appresso è il teletrasporto. Per migrare in massa non avrebbero attraversato lo spazio siderale inscatolati nell’acciaio, il teletrasporto li avrebbe smaterializzati su Marte e ricomposti sulla Terra, nel punto di arrivo preparato da una prima squadra di esploratori.

E poi? Beh, senza la possibilità di costruire strutture perché il teletrasporto non era in grado di inviare le macchine necessarie, i marziani subirono l’inevitabile imbarbarimento. Certo, riuscirono a sopravvivere, mentre i loro fratelli che scelsero di restare sul mondo morente perirono. Ma nel giro di qualche generazione regredirono. Chissà se il vero uomo terrestre non fosse proprio il Neanderthal e la specie che lo cancellò dal mondo, i Sapiens, fosse in realtà la specie marziana regredita al livello primitivo!

Insomma, noi saremmo fuggiti dal nostro mondo ormai invivibile e, arrivati sulla Terra, avremmo vinto la gara per la vita col nostro concorrente terrestre, il Neanderthal, condannandolo all’estinzione. Poi, una volta rimasti gli unici dominatori intelligenti, ci saremmo moltiplicati e dimenticati delle nostre origini.

Potrebbe essere? No. È solo fantascienza. Però è divertente pensare che potrebbe essere. E chi sghignazza leggendo queste parole leggermente deliranti deve ammettere almeno il simpatico sforzo di fantasia. Che poi nemmeno tanta, visto che di queste storielle ne girano da parecchio, gli scrittori di fantascienza hanno sfruttato il filone all’inverosimile e il cinema ha poi rincarato la dose.

In ogni caso non sarebbe male poter fare un viaggetto su Marte e verificare come stanno realmente le cose. A me piacerebbe.

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