sabato 3 febbraio 2018

Fantascienza blasfema








Il racconto “La stella” (The star), di Arthur Clarke, è un pugno allo stomaco per la Cristianità. Si tratta di un prodotto di fantasia, certo, ma in fondo per chi non crede anche la religione lo è.

In questa vicenda un gesuita perde la Fede partecipando a una spedizione spaziale sulla nebulosa Phoenix. L’astronave sulla quale viaggia raggiunge una stella ormai nana bianca, che in passato si era trasformata in supernova e aveva distrutto tutti i pianeti che le orbitavano intorno. Incredibilmente, esiste un piccolo pianeta ancora integro, ma con la vita completamente annientata. Gli abitanti, prima di soccombere, hanno fatto in tempo a lasciare un testamento video che mostra la loro vita di tutti i giorni.

Il gesuita resta molto colpito da una spiaggia di sabbia azzurra e dagli esseri, quasi umani, che si divertono tra le onde del mare insieme ai loro bambini.

Dai suoi calcoli risulta inequivocabile che la supernova ingoiò la vita di milioni di persone cancellando dall’universo quella civiltà proprio la sera in cui, sulla Terra, giunsero i re Magi a Betlemme.

La stella cometa che annunciò la nascita del Signore causò morte e distruzione su quel pianeta lontano!

Che succederebbe a un uomo di Fede se si trovasse in una situazione del genere? Accetterebbe il mistero del disegno divino o arriverebbe alla conclusione che l’unico dio che governa l’universo è il Caos?

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