martedì 13 marzo 2018

Un mondo senza giocattoli



Proprio in questi giorni la catena di negozi americana Toys R Us, specializzata in giocattoli, ha annunciato l’imminente chiusura di tutti i suoi punti vendita sparsi nel mondo.

Il fatto è catastrofico soprattutto per i due colossi statunitensi Hasbro e Mattel, ma anche per tutti gli altri produttori di giocattoli.

A cosa è dovuto questo cataclisma ludico? Semplice: le vendite, già ridotte negli ultimi anni, sono crollate a Natale 2017.

Siamo di fronte a un lento ma inesorabile mutamento della società. Chi avrebbe immaginato un mondo senza giocattoli nel 1980? Forse solo un brillante scrittore di fantascienza, o forse neppure lui, visto che i giocattoli sono da sempre sinonimo di bambini.

I progressi della tecnologia hanno senz’altro determinato questa situazione. Infatti i bambini di oggi hanno a disposizione, fin da piccoli, le mini consolle Nintendo e lo Smartphone di mamma con tantissimi giochi da scaricare da Google Play. E poi, crescendo, diventano ragazzi e passano alla PS4 o alle concorrenti.

Il triste risultato è l’annientamento dei giocattoli tradizionali. Oggi non è ancora del tutto così, siamo in una fase di transizione, ma il tracollo della Toys R Us prefigura quello che potrebbe essere un possibile futuro.

Demonizzare e impedire ai nostri figli l’uso di queste tecnologie non serve a niente. Anzi, accresce in loro il desiderio e produce l’effetto contrario: la ricerca piuttosto che l’allontanamento dal problema.

Qualcuno potrebbe fare il paragone tra il vecchio cavallo di legno e i moderni Lego, scherzando su quanto avrebbero desiderato i Lego i nostri nonni, se solo avessero potuto vederli in vendita quando erano piccoli.

Eppure il passaggio dal giocattolo reale al gioco virtuale è qualcosa di diverso e potrebbe davvero mutare la visione del mondo nei nostri futuri uomini e donne.

Come?

Il pericolo principale è la fine dell’immaginazione! I vecchi giocattoli erano cose inanimate che il bambino rendeva vive nella sua fantasia. La consolle, invece, proietta il fruitore del gioco in un mondo virtuale dove tutto è possibile. Dove tutto è da scoprire ma niente si può inventare o sognare.
 
Ecco, il pericolo è creare individui omologati, privi di immaginazione, passivi a effetti speciali mirabolanti e preconfezionati, che a un libro e perfino a un film preferiscono una simulazione virtuale alla Star Trek.

Forse la mia è solo paranoia e scontro generazionale, forse sono rimasto a un'epoca che non c'è più. Forse i giovani sono un passo avanti a noi proprio grazie al condizionamento che stanno subendo. Forse questa è l'evoluzione verso un nuovo tipo di essere umano... Forse...
















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