venerdì 20 luglio 2018

Wulfar



 
Un po' di Fantasy invece della solita Fantascienza


I Wulfar sono esseri estremamente rozzi e violenti. Talvolta diventano capibranco dei lupi mannari e saccheggiano le terre dei Cavalieri.
Memorabile è la spedizione del conte Urlich von Herberstein, che sbaragliò seicento mannari e dieci Wulfar con soli trenta cavalieri veterani.








 

lunedì 16 luglio 2018

Era meglio la fantascienza


Facciamo un bel confronto tra l’estate del 1978 e l’estate del 2018.
Come dite? Su che cosa? Beh, è semplice… sulla fantascienza. Ma non sulle astronavi, sui mostri, sulle società distopiche, su George Lucas, su Christopher Nolan, su Goldrake o su Iron Sky.
Facciamo un bel confronto su quello che eravamo e su quello che siamo, su come comunicavamo e su come ci informavano i media. Siamo sicuri che non sia cambiato troppo? E soprattutto che sia cambiato in meglio? Siamo sicuri che le aspettative fantastiche che avevamo per il 2000 si siano avverate?
Nel 1978 la fonte principale d’informazione e di divertimento era l’edicola, visto che la TV, oltre al solito telegiornale offriva molto poco: film vecchissimi e sceneggiati insipidi, con qualche ottima eccezione (i sopravvissuti, UFO, Spazio 1999).
Di conseguenza, sotto l’ombrellone si leggeva molto di più rispetto a oggi: quotidiani, fumetti, riviste, libri (i mitici Urania).
E vedere un film al cinema era una festa, c’erano le seconde visioni estive all’aperto e a volte ci capitava addirittura il doppio: due film con un solo biglietto!
Oggi abbiamo i multisala che proiettano dieci film contemporaneamente. Abbiamo Sky con i film in HD che vediamo su TV a led da 50 pollici (qualche megalomane li vede sul TV a 88 pollici di sala restando comodamente seduto in cucina).
Oggi le serie TV possono arrivare addirittura a 8 stagioni e nell’ultimo episodio il giovane protagonista non è più così giovane e i suoi capelli, se li ha ancora, sono diventati bianchi.
Ma la parte peggiore del 2018, l’infernale congegno che ha distrutto la nostra fantasia, che ci ha tolto il piacere di sfogliare le pagine di un libro, di scoprire una notizia che nessuno aveva detto in TV, magari sulla nostra rivista preferita, è senz’altro lo Smartphone!
Nessun autore di fantascienza poteva prevedere un futuro così distopico. Nessun autore poteva essere tanto visionario da immaginare milioni di persone schiave di una scatolina magica che diffonde cazzate sotto forma di post da social network. facebook, google+, twitter… li conoscete, eh? Ma và…
Il nostro futuro non sono state le auto a decollo verticale di Blade Runner, nessuna DeLorean ha avuto bisogno di 1,21 gigawatt di potenza per attivare il flusso canalizzatore.
In compenso YouTube è in grado di farci rivedere qualsiasi cosa abbiamo visto in passato. Siamo al riciclo e alla nostalgia. Siamo al remake e al reboot. Abbiamo il massimo della tecnologia possibile e ci manca la creatività, rubata dal pacchetto completo della pay TV.
Oggi abbiamo l’informazione globale a portata di click, ieri tutto era un’avventura...

martedì 10 luglio 2018

Lezione di Storia



Il racconto “Lezione di Storia”, di Arthur Clarke, capovolge il tema classico del “Come erano i Marziani?”, naturalmente se Marte un tempo fosse stato abitato. E infatti il tema qui diventa: “Come erano i Terrestri?”
La vicenda si svolge 5000 anni nel futuro, su Venere. I Venusiani sono rettili acquatici che, emergendo dal mare, si riuniscono su una spiaggia dalla grana grossa, per via delle recenti trasformazioni accadute che hanno permesso lo sbocciare della vita.
Hanno appena inviato una spedizione sul vicino pianeta morto, interamente coperto dai ghiacci, ma ignorano che sia la Terra e ignorano perfino quale forma avessero i suoi abitanti. Però, durante la spedizione, hanno trovato un filmato che potrebbe dar loro molte risposte.
Per ironia della sorte, quello che hanno tra le mani è un cartone animato di Walt Disney che li porterà a credere che i terrestri avessero la forma dei personaggi che vi compaiono.
All’epoca, il 1956, fu una trovata geniale! Oggi risulta meno credibile per via del poco realismo che hanno i cartoni. Però l’idea di fondo è interessante e si presta a una riflessione: siamo sicuri che il divertimento che proviamo per storie e creature completamente inventate e quindi l'immaginazione che abbiamo innata sia una caratteristica comune anche alle altre specie extraterrestri?
Il racconto, aggiornato a oggi, diventerebbe plausibile proprio se gli extraterrestri entrassero in possesso di un moderno film di fantascienza. Grazie alla computer grafica, infatti, è quasi impossibile distinguere il falso dal vero e l’ipotetico studioso alieno faticherebbe parecchio per non cadere nell’errore dei Venusiani di Clarke.



domenica 1 luglio 2018

Crossover fantascienza



«Viper One a Galactica, squadriglia Cylon abbattuta. Dove siete finiti, Galactica? Non vi vedo più sui sensori». Il capitano Apollo armeggiò sulla strumentazione del Viper senza successo. Attraverso il vetro dello stretto abitacolo osservò le stelle intorno. Forse si era perso. «Galactica da Viper One, mi ricevete?» proseguì.
La luce rossa dei sensori lampeggiò minacciosa e il computer analizzò le sagome di sei caccia sconosciuti.
«E questi chi sono?» si chiese Apollo e subito aprì un canale di comunicazione: «Qui Viper One della Base Stellare Galactica, capitano Apollo. Identificatevi o sarò costretto ad aprire il fuoco».
Il brusio di fondo nel comunicatore accompagnò l'avvicinamento dei caccia, finché alla fine giunse la risposta.
«Rogue 2. Wedge Antilles, Alleanza Ribelle. Amico, il tuo caccia somiglia in modo impressionante a un X-Wing, non è che l'Impero ha sfornato qualche nuovo caccia sperimentale e tu sei un Imperiale? Dobbiamo vaporizzarti?»
«Non so chi siano l'Alleanza Ribelle e l'Impero... siete umani? I miei nemici sono i Cylon e la vostra voce non sembra per niente metallica».
«Cylon? Mai sentiti. Forse vengono da un pianeta al di là dell'Orlo Esterno. Comunque sei in pericolo: c'è uno Star Destroyer che orbita attorno a Raxus Prime e molte squadriglie di TIE Fighter pattugliano la zona. Attiva l'iperguida e seguici».
«Non so cosa sia l'iperguida e non credo di aver niente del genere sul Viper».
«Non hai l'iperguida? Ma da dove diavolo arrivi?»
«Dalle dodici colonie: Caprica, Sagittarian... le hai mai sentite?»
Un'agguerrita squadriglia di TIE irruppe prepotente nella discussione proprio in quel momento balenando raffiche laser.
«Rogue 5, Rogue 3, coprite il capitano Apollo, noi penseremo agli Imperiali!» ordinò prontamente Wedge.
«Grazie Antilles, ma so badare a me stesso. Chi mi spara addosso è un nemico e visto che è anche vostro nemico che ne dici se lo liquidiamo insieme? Definiremo più tardi le modalità del viaggio».
La schermaglia spaziale che seguì fu la più spettacolare mai vista nei due universi paralleli...

lunedì 25 giugno 2018

Sagra





No, tranquilli… non è un Agnolotto spaziale in arrivo da un altro mondo intenzionato a conquistare il pianeta Terra. Niente fantascienza oggi. Piuttosto roba buona da mangiare… e da bere! Questo disegno l’ho realizzato per la Sagra del Tortello di Agnano, a Pisa.
Il 27 giugno mi precipiterò a cena, buttandomi credo sul menù classico: tortelli al ragù, stinco e birra artigianale J63.





lunedì 18 giugno 2018

Lost in Space


Lost in Space è un classico della fantascienza televisiva statunitense. L’originale, col mitico Guy Williams (Zorro) capo famiglia, è ormai preistoria... e i giovani difficilmente potrebbero apprezzarlo oggi.


Nel 1998 fu realizzato un ottimo remake ricco di effetti speciali, con una solida trama e attori importanti come Gary Oldman e William Hurt.


Eppure Netflix è riuscita a fare l’impossibile: in un 2018 inflazionato dalla fantascienza, con gli Star Wars Disney che spuntano come funghi e i supereroi Marvel e DC comics che messi insieme potrebbero ricostituire il 7° cavalleggeri del generale Custer, ha confezionato la prima stagione del nuovo Lost in Space rendendola bella e coinvolgente.
Il fatto che gli effetti speciali fossero perfetti non era certo una garanzia dell’effetto finale. E i punti deboli si possono individuare nell’aspetto troppo terrestre del mondo sul quale precipitano la Jupiter 2 e le altre navicelle, e nella lentezza di alcune puntate. Ma vale la pena vedere l’intera stagione soprattutto per la suspance che permea il decimo e ultimo episodio.
Io, che ho amato il film di Stephen Hopkins del 1998, non posso far altro che aspettare con ansia la seconda stagione e ammettere che quel film è stato ampiamente superato dalle novità introdotte da Netflix.


Detto questo vorrei analizzare l’idea di base della serie originale del 1965: la famigliola americana perfettina sparata tra le stelle a bordo di un’astronave da favola.
Ebbene, viaggio spaziale a parte, si tratta della riedizione del cartone animato The Jetsons (I Pronipoti), del 1962. la famiglia c’è tutta, con una sorella in più e il robot che sostituisce il cane Astro. Lo show si potrebbe classificare come uno Star Trek per famiglie a stelle e strisce.
Eppure c’è un elemento di disturbo che è l’asso nella manica per i produttori delle due serie e del film: il Dr. Zachary Smith. Nel pilot della serie originale, intitolato No place to hide, non compariva neppure; fu introdotto negli episodi successivi e acquistò sempre più importanza, trasformandosi da semplice sabotatore malvagio in personaggio problematico, egocentrico e a tratti perfino comico.
Nel film del 1998 il Dr. Smith fu magistralmente interpretato da Gary Oldman, che però in sole due ore non ebbe la possibilità di rappresentarlo come avrebbe meritato.
Nella nuova serie Netflix il personaggio diventa femminile, misterioso, cinico e privo d’identità e proprio per questo più intrigante.
June Harris (identità rubata) è probabilmente un omaggio all’attore Jonathan Harris che interpretò il dottore nel 1965. E Dr. Smith è l’altra identità che la misteriosa sabotatrice ruba a un membro dell’equipaggio della Resolute prima di sbarcare sul pianeta a bordo di una navicella Jupiter.







giovedì 14 giugno 2018

Noctiptero


Un po' di Fantasy invece della solita Fantascienza

Il Noctiptero è uno spettro, espressione delle Tenebre e arma a cui ricorrono spesso Maghi, Stregoni e Druidi. La sua caratteristica principale è il muso orribile privo di occhi e bocca, che spaventa le sue vittime proprio perché si mostra nelle loro menti con la sua vera e raccapricciante espressione.
È un non-morto risultato dell’unione di uno spirito maligno con le ceneri di un cadavere. Uccide con un tocco gelido trasformando le vittime in zombi.