venerdì 22 marzo 2013

Zeist


Le unità zeist combatterono al fianco degli umani, contro altri umani. Sembravano solo bestie. In realtà erano creature molto intelligenti.

venerdì 15 febbraio 2013

Un lettore

«…E ora sentiamo cosa ne pensa di Archon, il cosmonauta Borislav Severcov, attualmente in forza alla base venusiana Salyut 27; a proposito, nessuno sapeva che la Terra avesse una base su Venere. Vero, signor Severcov?»
«Nessuno lo sapeva perché noi volevamo che nessuno sapesse. È ormai dal lontano 1987 che l'U.R.S.S. ha conquistato Venere. Gli americani si concentrarono su Marte senza produrre risultati: sonde, piccoli robot, capsule per il rilevamento atmosferico. Hanno speso i loro soldi per niente, per fortuna in Russia i soldi non contano e noi abbiamo sfruttato più risorse. Le prime missioni sono fallite per la scarsa visibilità, non si riusciva a vedere dove si atterrava e devo ammettere che qualche nostra astronave si è schiantata al suolo.»
«Con equipaggio o senza?»
«Con alcuni sfortunati cosmonauti.»
«Lei parla dell'U.R.S.S. e dei soldi che non contano, forse non sa che l'Unione Sovietica non esiste più.»
«Io non riconosco il sistema di governo russo attuale, sono un ufficiale dell'Armata Rossa.»
«Ma c'è ancora, in Russia.»
«No. Quando il muro è caduto, hanno perso il controllo su di noi e qui su Venere è sopravvissuto un piccolo ritaglio di socialismo del popolo.»
«Va bene, credo sia meglio parlare d'altro. Ha letto il romanzo italiano “Archon”?»
«Bello! Mi è piaciuto molto. Soprattutto perché i cattivi fanno parte di un regime nazista. È stata dura nel 1941, quando ci invasero...»
«Ma... quelli del libro non sono mica tedeschi. Ma lei, l'ha letto davvero?»
«Non è spiegato chi sono, ecco... io dico che i tedeschi nel 2900 circa, credo, conquistano il mondo eppoi noi, con l'Armata Rossa entriamo in gioco e...»
«No, lei non ha letto un bel niente... ma perché allora si è fatto intervistare?»
«Perché è dal 1991 che nessuno mi parla. Sono rimasto solo su questa base spenta in mezzo alla nebbia, fuori di qui c'è una temperatura di 400 gradi e per tornare sulla Terra dovrei fare 40 milioni di km. A piedi, naturalmente, perché l'ultima Soyuz in orbita è precipitata nel 2004.»
«Ho capito, per questo ci ha telefonato per l'intervista.»
«Si, ora se io...»
«Forse c'è stato un equivoco, la metto in contatto col nostro centralino: le fornirà il numero di un'ottima agenzia di viaggi, vedrà che le troveranno un low cost per tornare. Buonasera.»
«No, aspetti...»
«tuuu... tuu... tuu...»

sabato 26 gennaio 2013

Arrivano



“Ma non c'è modo di trattare un accordo con questi uomini che vi stanno cercando?”
  Da tutte le teste contemporaneamente come un riflesso condizionato arrivò un “No”.

domenica 13 gennaio 2013

Voglio quel pianeta!


Agli inizi degli anni 2000 le economie mondiali collassarono. Il sistema capitalista aveva dominato la società per un certo periodo, creando diseguaglianze, ma anche benessere, soprattutto per i paesi industrializzati.
Quando ci si rese conto che la moneta non era più un valore e le nazioni in via di sviluppo avrebbero preso il sopravvento, si ricorse alla guerra.
Una nuova arma rese inutilizzabili gli ordigni atomici, ma chi la usò non poté avvantaggiarsene: venne derubato e così anche i suoi arsenali furono neutralizzati. La Terra quindi non si autodistrusse, ma piombò in una guerra tradizionale totale e sanguinosa che durò per molti anni.
Una fazione alla fine unificò il mondo sotto la dittatura del “Tiranno”.
Il nuovo ordine fu accettato dai popoli perché riportò la pace, anche se tolse molte libertà. Come è successo in tutte le guerre i progressi tecnologici furono notevoli e già nel 2400 la prima Flotta Terrestre riuscì ad aggredire il sistema Sirio: il governo “nazionalista” della Terra non era interessato all'amicizia con “E.T.”, voleva solo sottometterlo.
In 100 anni fu creato l'Impero dei tre sistemi: Sole, Sirio e Luyten.
Un gruppo di dissidenti in fuga, in un giorno in cui la libertà vinse il duello con l'oppressione, riuscì a raggiungere il secondo pianeta della stella Proxima Centauri. Non valeva la pena di inseguirli: quel mondo era stato classificato dall'Impero come “privo di risorse”.
Ma oggi, a trecento anni da quell'evento, l'attuale Imperatore ormai vecchio e malato scopre che quei fuggitivi vivono ancora di una vita incredibilmente allungata: forse sono immortali.
Il pianeta, che lui stesso aveva battezzato col nome di Archon diventa la sua prossima preda.
 


 
"Li vedo! Stanno arrivando... una squadriglia di tre e altri nove in avvicinamento sul radar. Preparatevi a far fuoco, al mio segnale."

"Ricevuto capo, ne ho altri sei in arrivo a ore nove."

"Rimani in formazione, lupo 3... è un ordine!"
Lo scontro fu devastante.


  I terrestri, come al solito, si buttarono nell'ennesima campagna di aggressione a un mondo pacifico; senza preoccuparsi delle perdite, ricevute e causate. E senza pensare a quello che stavano per scatenare.