giovedì 2 aprile 2026

Osiris

 


ATTENZIONE SPOILER (che però potrebbe salvare molti ignari spettatori che ancora non si sono imbattuti nel disastro di seguito raccontato).

Osiris è un film involontariamente comico che scopiazza tutto il già visto della fantascienza al cinema. Fin dai titoli, il Voyager che esce dal sistema solare e viene ingoiato da qualcosa di enorme e extraterrestre fa subito tornare in mente V’ger del primo Star Trek, quello del 1979. La voce fuori campo spiega che il nome Osiris gli alieni l’hanno preso dalla Dea egizia Osiride, attingendo dalle informazioni portate in dono dal Voyager. D’altra parte è andata così, potevano scegliere Odino, Manitou oppure Allah… e invece hanno preso simpatia per i faraoni.

Comunque lo Sci-fi demenziale inizia in una delle innumerevoli guerre yankee con un team di fenomeni che stendono musulmani allo stesso ritmo che aveva il Settimo Cavalleria con gli indiani dei western. Senza preoccuparsi di dare un senso alla sceneggiatura, i realizzatori del film fanno entrare in scena l’astronave durante il conflitto a fuoco, aspirando gli americani. Questo forse per interrompere la strage di musulmani strabici incapaci di colpire qualcosa addirittura peggio degli Stormtrooper? Macché! Prendono il manipolo a stelle e strisce e annientano tutti gli altri. Anche gli alieni sono razzisti.

Oltre a essere razzisti sono pure scemi, visto che congelano gli eroi con le armi in pugno e, dopo un inspiegato scongelamento, se li ritrovano nei corridoi dell’astronave armati fino ai denti. Più avanti nel film si scoprono moltissime persone detenute in una prigione simile a Rebibbia e non si capisce perché alcuni siano ibernati, mentre altri vengano incarcerati. Non viene spiegato e probabilmente non lo sa neppure il regista.

L’ambientazione “aliena” non è stata presa in considerazione: gli interni dell’astronave sono troppo terrestri e somigliano al già visto in altri film. C’è poca luce, che fa tanto Aliens scontro finale. Osservando il testone degli alieni sembra privo di occhi o, se ci sono, si tratta di fessure longitudinali difficilmente utilizzabili per la vista. Quindi si intuisce che abbiano un altro modo di “vedere”, magari un super udito, sicché la poca luce potrebbe avere un senso, ma allora per loro sarebbe stato più vantaggioso il buio assoluto, come in Pitch Black. E invece no, non hanno nemmeno orecchie o antenne! Probabilmente lo scultore aveva finito la plastilina.

I mostri alieni sono una via di mezzo tra Predator e Mad Max, totalmente incompatibili con la loro astronave. Grugniscono, sono rozzi, barbari. All’inizio avevo pensato che fossero stati anch’essi catturati come i terrestri da un’altra specie extraterrestre molto più evoluta. Invece non ci aveva pensato lo sceneggiatore, sono proprio loro i progettisti e i piloti dell’astronave. E non ci si capacita di come possano esserci riusciti!

Spoilerare una trama assente è difficile, anche perché durante tutto il film sparano un milione di pallottole e dicono meno di cento parole.

Da quando Anya/Linda Hamilton sentenzia che ci sono rimasti almeno venticinque alieni e sono troppi per essere sconfitti ne ho contati una quarantina falciati dai terrestri, segno che sono grossi ma fanno solo più rumore appena stramazzano al suolo e segno che il regista è debole in matematica. Il ricorso ai condotti di areazione, come succedeva in Alien è copiato, come la fuga nel locale scarico dei rifiuti è copiata da Guerre Stellari. Il marine che viene trafitto alla schiena dal mostro quando sembrava fatta è copiato dalla fine del sintetico Bishop in Aliens… e si potrebbe continuare a lungo, ma è meglio finirla qui.

Ah, l'astronave è piena di container rubati sulla Terra, l'espediente deve aver fatto comodo alla troupe per girare parecchie scene in qualche porto.

In definitiva si fa molta fatica a raggiungere i titoli di coda e se ne sarebbe risparmiata tanta se il film non fosse mai stato girato. Se c’è qualche fortunato che non l’ha ancora visto passi oltre, ne guadagnerà in salute.

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