lunedì 1 gennaio 2024

Rebel Moon - Parte1: figlia del fuoco

 

Rebel Moon è il remake di un B-movie degli anni ‘80, I magnifici sette nello spazio, che a sua volta era il remake Sci-Fi di un classico western degli anni ‘60, I magnifici sette che a sua volta era il remake dell’originale giapponese del ‘54, I sette samurai.

 


Bé, dopo questa matrioska di pellicole conviene fare una precisazione: Rebel Moon non è solo il remake di quei film, è soprattutto lo Space Opera che più si avvicina a Star Wars tra tutti quelli tentati dal 1977 in poi. Le spietate truppe del Pianeta Madre ricordano molto gli Imperiali di Darth Vader e soprattutto i nazisti della WW2. Le astronavi, invece, nell’estetica esterna e interna, nel modo di navigare e nelle bordate dei cannoni, si ispirano piacevolmente agli antichi galeoni dei pirati e dei corsari.

C’è un altro film che sicuramente ha ispirato la pellicola: Soldier, del 1998, con Kurt Russell, che era il remake Sci-Fi del western Il cavaliere della valle solitaria, del 1953. Infatti il sergente Todd, un soldato superaddestrato, affrontava i suoi ex commilitoni difendendo i contadini proprio come fa Kora combattendo contro i soldati del Pianeta Madre.

Il film riscatta finalmente la figura imbarazzante lasciata dal precedente tentativo di portare la storia originale tra le stelle. Infatti, se I magnifici sette nello spazio fu girato a basso budget, con una trama approssimativa e attori anche importanti coinvolti per ruoli a due dimensioni… Rebel Moon ha una trama solida, effetti speciali mirabolanti e una cura dei dettagli maniacale. Zack Snyder ha realizzato un capolavoro assoluto e, dopo aver visto Parte 1: figlia del fuoco, aspetto con ansia Parte 2: la Sfregiatrice… a aprile 2024!

Chissà se sarà il remake di un altro film...

 

 

venerdì 24 novembre 2023

The Creator

 

 

The Creator è un bellissimo Science Fantasy, proprio come Star Wars! Il tema dei robot è trattato in maniera differente da come veniva presentato in Blade Runner, anche se la persecuzione da parte degli umani cattivissimi è simile. La differenza principale, in questo cupo affresco di un futuro zeppo di guerre spaziali (pretesto per citare i mali storici dell’umanità), sono i robot pervasi dal misticismo.

I robot

I robot del film sono senzienti ed estremamente emotivi, l’AI ha preso coscienza diventando più che umana, eppure scegliere l’umanità per i robot è rischioso... a meno di non essere Isaac Asimov e scrivere The Bicentennial Man.

La fredda logica di Skynet in Terminator, che decide di eliminare gli umani perché inutili alla sua sopravvivenza, incolla gli spettatori alla poltrona del cinema. Stesso risultato si ottiene con Matrix, intenta a nutrirsi delle vite sognanti dei suoi schiavi umani. Ma anche in Westworld del 1973, dove i robot sono dei “tostapane guasti” e uccidono gli umani senza mostrare alcuna emozione (in Futureworld del 1976, c’è però il robot buono e qui già iniziano le contraddizioni). La macchina come minaccia funziona sicuramente meglio della macchina buona, un po' come gli extraterrestri invasori funzionano meglio di quelli amici (fatta eccezione per E.T.).

In The Creator i robot sono perseguitati dall’Occidente e invece perfettamente integrati con l’Oriente. Tuttavia gli occidentali li usano in guerra e qui una delle citazioni meno evidenti è proprio Dark Star: la bomba che scendeva da sotto la stiva dell’astronave, interloquiva coi piloti mentre le impartivano gli ordini per lanciarsi sul pianeta instabile da distruggere. In The Creator vediamo i robot kamikaze interloquire col colonnello prima di autodistruggersi diligentemente sul nemico.

L’Oriente guerrigliero

Gli altri robot, quelli dalla parte dell’Asia, sono guerriglieri, come del resto gli umani che li affiancano. La lunga e spettacolare sequenza dell’attacco occidentale è una trasposizione fantascientifica della guerra del Vietnam: l’Occidente tecnologicamente superiore (perché?) è molto “yankee”, mentre l’Oriente è arroccato in villaggi fatti di palafitte e gli uomini e i robot si difendono con mitra e bazooka proprio come facevano i vietcong. Possibile che in una guerra così terribile l’Oriente non disponga di un esercito dello stesso livello del nemico? E possibile che i robot non diano il contributo tecnologico che dovrebbero alla parte scelta? È possibile perché The Creator sfrutta situazioni storiche del passato travestendole da futuro, proprio come fece George Lucas! Così se in Star Wars ci sono i cowboys, i cavalieri medievali e i nazisti tutti provvisti di nuovo look spaziale, in The Creator ci sono le guerre a stelle e strisce in Corea e in Vietnam (che hanno funzionato in tanti film) riproposte con un look fantascientifico.

Tutto bello, ma forse, proprio per focalizzare di più il tema del razzismo, sarebbe stato meglio sostituire i robot con una nuova specie umana, magari osteggiata dall’Occidente e invece integrata dall’Oriente.

Torno in naftalina.

martedì 29 agosto 2023

Uomo Squalo


 

Era il lontano 1979 e il programma RAI “il dirigibile”, che non avevo mai seguito nonostante rientrassi nel target “bambini” come tutti gli altri miei coetanei, sostituì per l’ennesima volta la sigla finale. Mal si alternava a Toni Santagata nel ruolo di conduttore (il Comandante) e cantante della sigla e aveva già cantato una canzone divertente nell’edizione del 1977: Mackintosh.

Eppure nel 1979 arrivò la canzone che mi colpì in pieno: Uomo Squalo, cantata proprio da Mal! La mia curiosità crebbe a dismisura proprio per la mancanza del cartone suggerito dalla sigla… da bambino affamato di supereroi qual ero, non capivo per quale motivo mi avevano lasciato a bocca asciutta. L’Uomo Squalo era per me un’idea geniale: subacqueo come Namor e Aquaman, ma diverso e apparentemente invincibile. Il delfino, poi, mi faceva venire in mente Flender, il cane robot del ragazzo androide Kyashan.

Purtroppo non fu mai realizzata una serie a cartoni e l’unico cartone visibile restò quello dei 3 minuti di sigla.

Oggi ho disegnato la mia versione dell’Uomo Squalo, eroe sfortunato che avrebbe potuto essere ciò che non è stato… ma che resta nel cuore di tanti ex bambini come me.


 

 

domenica 13 agosto 2023

Supereroi a Stelle e Strisce

 


Una delle caratteristiche dei fumetti americani coi supereroi è il continuo copiarsi i personaggi tra DC Comics e Marvel: Plastic Man e Elongated Man, i super “allungabili” hanno il loro clone nella concorrenza in Mr. Fantastic, al comando dei Fantastici Quattro. Il fulmineo The Flash ha il suo emulo velocissimo Quick Silver, Aquaman il re del mare non lo è del tutto perché l’altro re del mare è Namor il SubMariner, Batman vede un eroe notturno un tantino diverso da lui ma comunque ispirato in Moon Knight… e così via per molti altri supereroi.


Anche l’eroe a stelle e strisce per eccellenza, Capitan America, ha la sua copia dall’altra parte: lo sfortunato Comandante Acciaio, che come il Cap combatteva i nazisti durante la seconda guerra mondiale… ma a differenza di Cap ottenne poco successo nelle edicole e oggi è relegato a eroe minore.

Comandante Acciaio non termina la Seconda Guerra Mondiale ibernato, come successe a Capitan America, infatti gli Acciaio che operano nella Justice League of America ai “giorni nostri” (gli anni ‘60-70 nei fumetti) sono due suoi nipoti.


Eroi a stelle e strisce ne sono saltati fuori a bizzeffe nel corso degli anni, un po' perché i supereroi arrivano dagli Stati Uniti e un po' perché laggiù c’è parecchio patriottismo.

 

Così la Marvel ha American Dream, che sarebbe la versione in gonnella di Capitan America, e la più classica Miss America. Per la DC Comics non si possono escludere Wonder Woman, che nonostante sia la Principessa Diana di Themyscira veste comunque i colori della bandiera. E Superman, alieno del pianeta Kripton che sceglie gli Stati Uniti d’America come sua nuova patria e indossa un costume rossoblu. Altri yankee super sono SkyMan, General Glory, Capitan Freedom, Liberty Girl, SuperPatriot, Capitan Flag, The Defender, Yankee Clipper e Private Strong.


 

Ci sono poi si SuperAmericani negativi: il violento e senza scrupoli Comico è un sicario che fa il doppio gioco negli Watchmen. Il paranoico Patriota (leader dei Sette) ha praticamente gli stessi poteri di Superman, ma li usa per dominare il mondo anziché difenderlo. SoldierBoy è una versione cattiva di Capitan America e non può essere distrutto, l’unico modo per neutralizzarlo è sedarlo e imprigionarlo in una speciale capsula prigione.

Nel 2023 sono già in cantiere nuovi supereroi che probabilmente approderanno presto al Cinema.

mercoledì 21 giugno 2023

Scritture Aliene - Alien Black

 



La Democrazia di domani sarà semplice materiale da contrabbando? Che effetti avrà lo studio su un androide senziente? È etico colonizzare un pianeta eradicandone le razze autoctone? L'amore represso può restare quiescente in un comune laptop? Sarà sufficiente un'esecuzione mirata per respingere fortissimi alieni invasori? Umani nullatenenti possono decadere a semplici cavie da laboratorio? La Blitzkrieg tanto cara ai nazisti funzionerà anche su scala interstellare? Un ingenuo giovanotto gaudente saprà gestire al meglio il primo contatto? Che ci fa un mediocre autore di casa nostra nel bel mezzo di una guerra aliena?

 

L’ultima antologia della serie Scritture Aliene è in vendita su Amazon e io sono orgoglioso di avere un mio racconto pubblicato insieme ai racconti di tanti bravi scrittori di fantascienza.

Di seguito una piccola anteprima del mio racconto “TerraNazi”:

 

 

Un giorno del 3022 gli scienziati avviarono l’ennesima esplorazione dell’ennesima Terra alternativa nella fitta giungla di universi paralleli. L’avatar quantico si materializzò in uno scenario apocalittico, dove la devastazione lasciava ben pochi dubbi sulla fine dell’umanità. Di Terre alternative in cui la Guerra Fredda era sfociata nella Terza Guerra Mondiale annientando il genere umano ne avevano trovate parecchie, quindi gli scienziati furono tentati di richiamare subito l’avatar e catalogare come “comune” anche quella. Poi però la loro attenzione fu catturata dalle svastiche sparse ovunque: sui resti degli edifici, sul piazzale in asfalto calpestato dall’avatar e perfino su quel che rimaneva dei tombini fognari. Subito digitarono “ricerca banche dati attive” sul terminale che impartiva gli ordini al campo e l’avatar iniziò la scansione. Venne individuato un bunker sotterraneo a cinquecento metri di profondità e fu necessaria la modalità incorporea per attraversare gli sbarramenti di cemento e acciaio che lo rendevano inespugnabile.

L’avatar raggiunse le strumentazioni ancora in perfetta efficienza, i comandi funzionavano in tedesco e il soffitto era affrescato con la bandiera del Terzo Reich. L’avatar cominciò a trasmettere la lezione di Storia.

L’Asse aveva vinto la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944 i tedeschi avevano portato a termine il loro programma nucleare in Norvegia e Hitler aveva sganciato una bomba atomica su Londra, una su Washington e un’altra su Mosca.

Mussolini morì in un attentato organizzato da Hitler che poi addossò la colpa agli ebrei. L’Italia fu annessa alla Germania come era stato per l’Austria e il mondo fu diviso tra nazisti e giapponesi...

 

 

IL RACCONTO CONTINUA SU AMAZON, INSIEME AGLI ALTRI RACCONTI DELL'ANTOLOGIA

domenica 18 giugno 2023

Crater


 

 

Crater è un film rivolto agli adolescenti, prodotto dagli stessi produttori di Stranger Things e permeato da una fantascienza retrò. Per certi versi tornano in mente i cartoni animati The Jetsons (i Pronipoti).

Eppure, sebbene sia confezionato per un pubblico giovane, Crater fa commuovere soprattutto gli adulti. Per i temi delicati che tocca: l’amicizia, la famiglia, il fatto che abbiamo una sola vita e la consapevolezza che non c’è mai una seconda possibilità nelle grandi scelte.

Crater è un piccolo gioiello della fantascienza, di quelli che non si vedevano da anni. E questo nonostante la fantascienza sia essenziale alla trama e allo stesso tempo resti sempre sullo sfondo della più importante storia di amicizia.



Attenzione Spoiler: evitate di proseguire la lettura se non avete ancora visto il film:



Siamo nell’anno 2257, la colonizzazione della Luna è fallita e non sappiamo quali siano le condizioni di vita sulla Terra. Il miraggio di una vita migliore è il lontano pianeta Omega e le risorse per raggiungerlo (una su tutte l’Elio3) vengono estratte nell’enorme base lunare mineraria sotterranea. I minatori devono lavorare vent’anni prima di poter ottenere il “lasciapassare” per un viaggio in ibernazione verso il nuovo mondo. Se un minatore muore prima di aver terminato i suoi anni lavorativi il suo parente più prossimo dovrà completarli e poi lavorare altri vent’anni prima di avere a sua volta un “lasciapassare”.

Si intuisce che sulla Terra ci sia una parte della popolazione totalmente tagliata fuori dalla possibilità di migrare su Omega, mentre magari la parte di popolazione ricca parte senza problemi, per cui i minatori si giocano col sudore della loro fronte quella possibilità altrimenti negata.

C’è una clausola nel contratto che prevede il diritto al viaggio per il figlio di un minatore morto durante l’estrazione e infatti quando il padre di Caleb Channing muore in un incidente, Caleb viene inserito nella lista dei prossimi passeggeri in partenza.

Ma Caleb non vuole partire! Suo padre gli aveva fatto giurare che sarebbe uscito all’esterno per raggiungere il Cratere e gli aveva assicurato che questo era anche quello che avrebbe voluto sua madre. Così Caleb decide di rubare un Rover insieme ai suoi amici Dylan, Borney e Marcus e tentare l’impresa. I quattro reclutano Addison, la figlia di uno scienziato molto rispettato sulla Terra, perché conosce i codici di uscita. Riescono a uscire durante il lockdown per la pioggia di meteoriti e iniziano il lungo percorso di avvicinamento al Cratere. Si susseguono avventure, giochi acrobatici avventati con le bombole di ossigeno, la sosta all’avamposto per rifornirsi di ossigeno e la scoperta che l’avamposto in realtà non è il rifugio per viaggiatori che credevano. Il rischio di morire è sempre dietro l’angolo e gli imprevisti vengono risolti grazie alla compattezza del gruppo, cementato da un’amicizia profonda.

L’arrivo al Cratere rivela, sul suo fondo, una stranissima costruzione con un un ingresso sotterraneo. Lo scarno stanzone circolare al suo interno è un simulatore che si attiva immergendo i ragazzi in una lussureggiante foresta terrestre. Sopra le loro teste vedono il cielo azzurro, gli stormi di uccelli che volano e il sole. Appena la simulazione s’interrompe, Caleb scopre una piccola botola nel pavimento, con una foto di suo padre e sua madre e un contenitore che conserva le ceneri di sua madre. Comprende il motivo per cui suo padre voleva assolutamente che lui raggiungesse quel posto e piange. Depone il contenitore con le ceneri di suo padre accanto a quello di sua madre e prende la foto, che ripone al sicuro in una tasca della tuta.

Si rende conto che suo padre non è morto per un incidente, si è sacrificato per permettere a lui una vita migliore su Omega. Ma Caleb non vuole! Lui vuol restare con i suoi amici sulla Luna. E invece loro gli dicono che deve andare, che altrimenti suo padre è morto inutilmente, che loro non hanno questa possibilità e lui non ha il diritto di sprecarla.

La pioggia di meteoriti interrompe la discussione e il gruppo tenta di tornare al rover prima che accada l’irreparabile. Purtroppo lo raggiungono con Dylan colpito da un frammento, con la tuta danneggiata. Inoltre un meteorite manda in frantumi la vetrata del pilota facendo fuoriuscire l’intera riserva d’aria.

Intrappolati nel rover guasto, senz’aria, i ragazzi attendono la loro fine: quando non ci sarà più ossigeno da riciclare la tuta inizierà a riciclare anidride carbonica e loro si addormenteranno per non svegliarsi mai più.

Perdono conoscenza ma i soccorsi arrivano in tempo per salvarli.

Caleb si risveglia settantacinque anni dopo, in un letto sul pianeta Omega. Nessuno gli ha dato possibilità di scegliere, è stato ibernato e unito ai passeggeri in partenza. I suoi amici sono probabilmente già morti di vecchiaia. La tristezza e la malinconia lo consumano.

Tuttavia gli viene consegnato un riproduttore di messaggi registrati dai suoi amici mentre lui dormiva e loro vivevano la loro vita. Così scopre che Dylan e Addison si sono sposati, hanno avuto dei figli, Borney è diventato un pezzo grosso sulla base mineraria e ha modificato la regola degli anni di lavoro tramandati ai discendenti. Inoltre Marcus ha superato i suoi problemi di salute.

Caleb inizia una nuova vita su Omega, un pianeta molto simile a come era la Terra prima che gli umani rovinassero la Natura. Sperando che il delitto non si ripeta.

giovedì 1 giugno 2023

65 - Fuga dalla Terra


 

65 Fuga dalla Terra è un film di fantascienza molto classico, per certi versi classico come lo furono quei film degli anni ‘60, con gli astronauti che capitavano sull’ennesimo pianeta sconosciuto e preistorico… e si trovavano a combattere disperatamente i mostri. Un classico dell’epoca, per esempio, fu Le donne del pianeta preistorico.

Eppure, nella sua semplicità, 65 è geniale e si distanzia tantissimo da quei vecchi film di serie B. Intanto perché riprende la teoria (sfruttata spesso dagli scrittori di fantascienza) secondo cui l’umanità preesisteva su altri mondi prima che sulla Terra e probabilmente l’ha colonizzata, regredendo poi al livello primitivo per cause ignote. E in più gioca con l’evento catastrofico dell’impatto dell’asteroide, appunto 65 milioni di anni fa, che provocò l’estinzione dei dinosauri e l’ascesa dei mammiferi (uomo compreso) al dominio del mondo.

Il pilota Mills, al comando dell’astronave Zoic, sta facendo ritorno al pianeta Somaris con un carico di coloni ibernati. Quando un’anomala tempesta di meteoriti danneggia lo scafo è costretto a tentare l’atterraggio di fortuna su un pianeta sconosciuto, che però si conclude in un disastroso naufragio e nella morte di tutti i coloni, tranne una bambina di nome Koa. Il pianeta sconosciuto è la Terra del periodo Cretaceo, zeppa di dinosauri letali e Mills riesce a tenerli a distanza con fatica e solo grazie alle sue armi tecnologicamente avanzate. L’idea del film è tutta qui, semplice e cruda, con tutti gli spunti che ne derivano.

Mills è un uomo costretto a difendersi dalla natura ostile e spietata e, mentre fa questo, deve pensare a proteggere la bambina e raggiungere la capsula di salvataggio eiettata a quindici chilometri dal punto d’impatto. A complicare tutto è la scoperta, mediante lo scanner portatile, del gigantesco asteroide in avvicinamento. Pronto a colpire la Terra e a devastarla con una cappa di morte e un inverno perpetuo. Lasciare il pianeta prima dell’arrivo del mostro è fondamentale, visto che i soccorsi sono in arrivo e lo spazio è molto più sicuro della superficie terrestre.

Essendoci i dinosauri non mancano le situazioni alla Jurassic Park, ma per fortuna la regia utilizza uno stile tutt’altro che spielberghiano, evitando inutili copiature.

Il film è un piccolo gioiello della fantascienza, da custodire tra i ricordi migliori. Consigliatissimo!